RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 126 titoli

Daniele Bruzzone

Farsi persona

Lo sguardo fenomenologico e l'enigma della formazione

Solo una pedagogia “antropologicamente fondata” consente ai professionisti dell’educazione di non smarrire il senso autentico del proprio lavoro e di aver chiaro il proprio compito al tempo stesso altissimo e rischioso: dischiudere ad altri, nelle diverse situazioni della vita, la possibilità di dar forma all’esistenza e di divenire sempre più compiutamente se stessi.

cod. 1154.2

Jole Orsenigo

Famiglia

Una lettura pedagogica

Quale esperienza educativa consente, apre e condiziona una famiglia? Questo testo offre, agli studenti che intendono diventare educatori di professione, l’occasione di esercitarsi in merito a una rosa ristretta di enunciati, di allenarsi e prendere posizione tra alcuni dei discorsi che in Occidente affrontano il tema della famiglia.

cod. 1154.12

Ha ancora senso parlare di espressione artistica nell’epoca dell’esteticità diffusa e del “consumatore estetico”? Il volume consente al lettore di collocarsi nella concretezza dell’espressione artistica nel suo carattere strutturalmente pedagogico.

cod. 449.16

Una interrogazione sulla natura della percezione all’interno di una riflessione pedagogica che riconosce la formazione come sua “categoria reggente”. Il volume sottopone a una lettura pedagogica tre pensatori (Heidegger, Merleau-Ponty e Dewey) che hanno fornito categorie interpretative indispensabili per superare la soggettività cartesiana e pensare la Bildung umana.

cod. 292.2.100

Jole Orsenigo

Esperienza clinica

Alle radici delle professionalità in pedagogia

Insegnare, educare e formare sono mestieri differenti per contesti, valore simbolico e utenza, ma necessitano tutti di una scena collegiale dove riflettere sulle azioni compiute per valutarle e riconsiderarle da diverse angolature. È questa un’occasione etica, che restituisce professionalità alla dimensione operativa di insegnanti, educatori e formatori, ma che apre anche alla costruzione di un discorso condiviso di ordine pedagogico.

cod. 565.23

Paolo Mottana

Eros, Dioniso e altri bambini

Scorribande pedagogiche

Un libro che propone una filosofia poetica capace di restituire alla parola educativa l’incanto di un’“attrazione appassionata”. L’obiettivo è di restituire la scuola alla vita e l’adolescenza e l’infanzia alla loro più autentica vocazione: l’esercizio dell’avventura, della libido, della ricerca, dell’infinito.

cod. 250.4

Giorgio Crescenza, Maria Concetta Rossiello

Eredità pedagogiche

Rousseau, Montessori, don Milani, Bruner tra sentieri storici e passioni formative

Cosa unisce Rousseau, Montessori, don Milani e Bruner? Quale fil rouge è possibile individuare per riflettere sulle sfide educative del presente? Rivolto non solo a studenti, ma a tutte le figure che svolgono ruoli educativi e formativi, questo volume vuole porre in evidenza “la mai sopita attualità di quattro grandi protagonisti della storia della pedagogia”.

cod. 1930.1.5

Paola Dal Toso, Daniele Loro

Educazione ed esperienza religiosa.

Una relazione necessaria e impossibile

Il volume affronta l’educazione religiosa come problema pedagogico, con alcuni approfondimenti filosofico-religiosi che ne danno il quadro di riferimento. Offre una riflessione sulla proposta formativa in relazione alle diverse stagioni della vita, ai passaggi di vita e ai cambiamenti interiori. Nella prospettiva del dialogo interculturale nel quale l’esperienza religiosa oggi può essere un problema o una risorsa, il libro prende in esame poi l’educazione e l’esperienza religiosa nelle tradizioni buddista, ebraica e sufi.

cod. 1061.4

Andrea Porcarelli

Educazione e politica

Paradigmi pedagogici a confronto

Attraverso le voci di “testimoni significativi” della pedagogia italiana, il testo vuole ripensare complessivamente il ruolo della ricerca pedagogica in ordine al rapporto tra educazione e politica, valorizzando le profonde convergenze che si ritrovano in posizioni teoriche che gli stessi testimoni ponevano in dialogo senza tacere le differenze.

cod. 1108.1.11

Angelica Disalvo

Educare alla crisi

La resilienza in prospettiva ecosistemica

Il volume propone una lettura pedagogica del costrutto e dei processi di resilienza ecosistemica, intendendoli in termini epistemici e relazionali. Per tale ragione è rivolto a studiose e studiosi dell’educazione, insegnanti, pedagogiste e pedagogisti, educatori ed educatrici interessati/e a pensieri e azioni, sguardi e posture, relazioni e processi educativi complessi e trasformativi.

cod. 359.9

Pierangelo Barone, Guendalina Cucuzza

Ecologie della materia

Educazione e materialità nello scenario contemporaneo

Il volume intende promuovere una visione pedagogica capace di intercettare e descrivere la materialità educativa, interpretandola da molteplici punti di vista come un groviglio di elementi umani e non-umani, sociali e materiali, naturali e artificiali, un’ecologia di relazioni che connette corpi, oggetti e ambienti. Un libro pensato per ricercatori, pedagogisti, educatori, operatori sociali, insegnanti, studenti e tutti coloro che desiderano comprendere le implicazioni educative legate alla consapevolezza di vivere in un mondo più-che-umano, caratterizzato da una materialità in divenire, caotica, imprevedibile, problematica e al contempo sorprendente.

cod. 359.7

Marta Ilardo

Dove costruiamo pensiero?

Hannah Arendt e la cura degli ambienti educativi

Il male non è mai isolato, giunge a ipotizzare Hannah Arendt nel 1958, ma progredisce e trova sostegno nella vulnerabilità degli ambienti dell’esperienza umana. Ecco dove collochiamo la riflessione che interroga l’educazione e, in questo caso specifico, gli ambienti e i contesti educativi coinvolti nella definizione di percorsi esistenziali emancipativi. L’“eredità pedagogica” arendtiana è ciò che consente il rinnovo di una sfida educativa tanto attuale quanto fragile: l’azione orientata alla tutela degli ambienti dove abbiamo – dovremmo avere – occasione di rinvigorire quel pensiero che smaschera e, se può, “resiste” alla banalità del male.

Premio Siped 2023

cod. 1154.21

Margarete Durst

Donne in-segnate

Genere e ri-appropriazione di sé

I segni di una soggettività femminile tanto poliedrica quanto misconosciuta, per molti versi anche alle donne che emergono dalle ricerche qui proposte. Donne diverse tra loro, ma che rivelano tutte il bisogno di riappropriarsi di sé. I segni che esse lasciano fuori di sé – linguaggi, parole, scritture – riflettono il loro essere in-segnate, segnate dentro, da se stesse, prima ancora che dai tanti insegnamenti con cui si è preteso forgiarle di “genere femminile”.

cod. 292.2.99

Lo scopo di un dizionario specialistico è quello di chiarire i concetti designati dai termini di una disciplina. Nell’ambito della Pedagogia, tuttavia, tale compito appare assai problematico: molti sono i casi di polisemia, come pure di sinonimia, e la semantica dei termini pedagogici è frutto di una complessa stratificazione storica. Muovendo da questa consapevolezza, la messa a punto di un dizionario critico della pedagogia, opera mai tentata prima, si impone con forza. Questo è l’intento fondamentale che si pone il presente dizionario, che si rivolge tanto agli studiosi, quanto agli educatori, agli insegnanti e agli studenti.

cod. 21108.1

James W. Fowler, Rosino Gabbiadini

Diventare adulti, diventare cristiani

Sviluppo adulto e fede cristiana

Questa prima traduzione italiana di Diventare Adulti, Diventare cristiani affronta il tema della fede adulta e delle sue fasi, con particolare attenzione alla “vocazione” personale, considerata come nucleo identitario del Sé. La scrittura piana e colloquiale mira a far riflettere persone e comunità che desiderano comprendere, sollecitare e sostenere le vocazioni concrete, proprie e altrui.

cod. 1061.1

Ivo Lizzola

Di generazione in generazione

L'esperienza educativa tra consegna e nuovo inizio

La condizione di giovinezza è capace di assumere il proprio tempo in modo inusuale, costruendo una sorta di identità generazionale nella danza, unica e originale per ogni generazione, con il tempo e con le altre generazioni. Ma oggi questa costruzione pare faticosa e incerta. Il testo offre una prospettiva pedagogica ed etica, antropologica e politica per una modalità di cittadinanza “per generazioni”.

cod. 940.2

Lucia Carriera, Letizia Luini

Di arte in arte

Linguaggi artistici per la formazione e la cura

Muovendo dagli esiti del convegno "Di arte in arte. Linguaggi artistici per la formazione e la cura" (maggio 2024), il volume esplora l’incontro tra pratiche artistiche, processi educativi e contesti di cura, mostrando come questi ambiti possano generare percorsi integrati di formazione, riflessione e trasformazione. L’arte emerge come dispositivo relazionale e conoscitivo, capace di attivare processi educativi e terapeutici profondi e situati.

cod. 449.33

Mariagrazia Contini, Silvia Demozzi

Deontologia pedagogica

Riflessività e pratiche di resistenza

Il volume vuole offrire un contributo alla costruzione di un percorso che collochi l’azione e il pensiero educativi su un piano di maggiore specificità e visibilità, rendendoli capaci di corrispondere all’ampia, diffusa domanda che proviene da una cultura più che mai alla ricerca di orizzonti di significato.

cod. 1154.6

Cristina Palmieri

Dentro il lavoro educativo

Pensare il metodo, tra scenario professionale e cura dell'esperienza educativa

Una riflessione per comprendere cosa, oggi, possa significare “lavorare con metodo” nei contesti educativi. Si accompagnano educatori e pedagogisti nell’individuazione e nell’approfondimento di attenzioni e disposizioni professionali che si articolano in un processo di cura dell’esperienza educativa, rispettandone la contingenza, la problematicità e l’imprevedibilità.

cod. 1154.14

Alessandra Augelli

Dello scarto e del recupero

Per una pedagogia della sostenibilità

Mettendo in dialogo differenti linguaggi disciplinari e attingendo al pensiero e all’esperienza di grandi pedagogisti del nostro tempo – Illich, don Milani, Freire, Bertolini –, il testo esplora la “cultura dello scarto” e delinea la prospettiva del recupero: ne emerge la necessità di rivedere la relazione tra soggetto e ambiente, di cogliere le possibilità insite nella divergenza, nell’apertura e nella ricerca di essenzialità, di promuovere forme di recupero che mettano al centro l’equità, l’esercizio della parola, il bene comune.

cod. 359.5