LIBRI DI NICOLETTA VITTADINI

La ricerca ha estratto dal catalogo 30 titoli

Nicoletta Vittadini

Social Media Studies

I social media alla soglia della maturità: storia, teorie e temi

Muovendosi dalla storia all’attualità, dal quadro d’insieme all’approfondimento, il volume racconta una fase di sviluppo dei social media in cui, non più novità, sono divenuti parte della cultura di chi li usa: un aspetto scontato dell’esperienza quotidiana per quasi tre miliardi di persone nel mondo! Il loro raggio di azione non è più limitato alle relazioni interpersonali (pubbliche o private), ma arriva a toccare processi sociali importanti, come la rappresentazione della realtà, la circolazione delle informazioni o la comunicazione tra generazioni.

cod. 1097.1.11

Giovanni Boccia Artieri

Gli effetti sociali del web

Forme della comunicazione e metodologie della ricerca online

Come ci sta cambiando l’uso sociale del web? Quali comportamenti sociali si stanno sviluppando in Rete? Come è possibile fare ricerca sul e nel web sociale? I saggi qui raccolti mostrano l’evoluzione delle pratiche sociali mediali nell’epoca di blog e siti di social network.

cod. 1097.2.5

Almed-Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo

Libro bianco delle professioni della comunicazione 2021

La terza edizione del Libro Bianco torna a guidarci attraverso la galassia delle professioni della comunicazione, offrendo una mappa aggiornata dei lavori nei diversi comparti dell’industria culturale e comunicativa: cinema, televisione, radio, musica, media digitali e cultura. Una ricognizione a 360° con testimonianze e affondi sui cambiamenti introdotti dalla crisi sanitaria e sulle professioni emergenti.

cod. 10067.5

Marina Villa

Migrazioni e comunicazione politica.

Le elezioni regionali 2018 tra vecchi e nuovi media

Il volume raccoglie i risultati di una ricerca sulla Rappresentazione dell’immigrazione durante la campagna elettorale per le Regionali 2018. L’analisi delle elezioni in una dimensione regionale permette di andare in profondità su alcune questioni importanti nel dibattito sulla comunicazione politica, come il peso dato al tema delle migrazioni nei programmi elettorali o come questo è trattato dai candidati nella propria comunicazione, tra vecchi e nuovi media.

cod. 907.71

Cosimo Marco Scarcelli, Renato Stella

Digital literacy e giovani

Strumenti per comprendere, misurare, intervenire

Attraverso riflessioni teoriche, ricerche empiriche e alcuni esempi di interventi svolti nel nostro paese, questo libro mira a fornire gli strumenti interpretativi utili a orientarsi all’interno di un panorama complesso e articolato come quello della Digital Literacy.

cod. 244.1.81

Ruggero Eugeni, Nicoletta Vittadini

Le professioni della comunicazione 2017 Il Libro Bianco.

Una guida per studenti, professionisti e formatori

Come stanno cambiando le professioni della comunicazione? Quali opportunità si aprono per i giovani e che errori devono evitare? Dopo una panoramica complessiva, quattro sezioni approfondiscono rispettivamente: la comunicazione di impresa e di prodotto; le professioni della vendita; la produzione e gestione di audiovisivi per la televisione e media digitali; l’editoria cartacea e radiofonica e l’organizzazione di eventi.

cod. 1060.286

Simone Carlo, Silvia De Simone, Elisabetta Locatelli, Nicoletta Vittadini

La costruzione della fiducia nel web 2.0. Il caso delle truffe online

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 51 / 2016

La digitalizzazione delle relazioni sociali operata dai social media e dalla rete, ha parzialmente rinnovato le regole attraverso cui si attribuisce fiducia a un interlocutore e il modo in cui queste vengono applicate sia nelle relazioni sociali sia nello scambio di beni. Nell’articolo si presenta l’analisi empirica di un luogo privilegiato di osservazione: i gruppi di auto aiuto di soggetti che hanno subito truffe online. La descrizione del momento in cui la fiducia viene carpita o tradita, infatti, consente di mettere in luce meccanismi attraverso cui è stata costruita e accordata. I risultati mostrano come siano cruciali competenza e benevolenza, ma anche l’uso di specifiche piattaforme che avvicinano in modo familiare gli interlocutori.

Diana Salzano

L'alchimia relazionale.

Capitale sociale e Rete

Internet crea legami nuovi e rafforza quelli esistenti e i rapporti sociali telematici non si oppongono alle relazioni offline bensì le integrano. Il volume fa dialogare diverse prospettive teoriche come specchi che tentano di moltiplicare la riflessione sul Capitale sociale online e offline. Ne emerge un racconto a più voci che narra l’alchimia relazionale della Rete e apre un nuovo orizzonte di studio e di ricerca.

cod. 1571.13

Elisabetta Locatelli

The Blog up.

Storia sociale del blog in Italia

I risultati di un percorso di ricerca sociale qualitativa sui blogger italiani, che ha voluto ricostruire la storia sociale del blog in Italia tracciando un percorso che si snoda dall’inizio degli anni Duemila e si proietta verso il futuro.

cod. 1097.2.9

Nicoletta Vittadini

Adolescenti o migranti? Pratiche di comunicazione digitale

IKON

Fascicolo: 58-59 / 2009

Il lavoro qui presentato analizza le pratiche di comunicazione tra pari mediate dalle nuove tecnologie. In particolare, è stato approfondito l’utilizzo di tali modalità comunicative in un gruppo di adolescenti di origine straniera residenti a Milano.
Gli obiettivi della ricerca consistevano in:
1. individuare pratiche di comunicazione e socializzazione tecnologicamente mediate, specifiche dei giovani adolescenti di origine straniera;
2. evidenziare il ruolo di tali pratiche comunicative innovative nell’orientare le relazioni tra il gruppo migrante e quello degli autoctoni, in termini di processi di acculturazione;
3. definire se e in che modo tali comportamenti consentono spazi di azione creativa e mediazione culturale tra le molteplici culture di appartenenza;
4. identificare possibili strategie di costruzione identitaria in termini transnazionali. L’indagine di tipo qualitativo prevedeva l’analisi di casi singoli in profondità. Il campione è stato individuato all’interno di due istituti tecnici della città di Milano ed è costituito da un gruppo di 20 tra ragazzi e ragazze di origine straniera di età compresa tra i 15 e i 19 anni, che avessero iniziato un percorso di scolarizzazione in Italia non oltre la classe prima media. Esso è stato selezionato secondo un criterio di conoscenza avanzata delle tecnologie informatiche. I dati sono stati raccolti attraverso interviste individuali, focus group e un periodo di virtual shadowing. In questa occasione è stato possibile raccogliere materiali multimediali prodotti dai ragazzi stessi. I risultati dell’analisi dei dati, analizzati secondo una metodologia qualitativa, vengono presentati e discussi dal punto di vista della teoria del flow e dei processi di acculturazione e transnazionalismo. I risultati delineano l’emergere di pratiche comunicative specifiche di questa popolazione, in cui i processi di socializzazione messi in atto sembrano rinnovare la tradizionale dicotomia culturale italiano/straniero per aprire nuovi spazi simbolici di rappresentazione e costruzione di sé.

Marco Caselli, Federica de Cordova, Eleonora Riva, Nicoletta Vittadini

Nuove pratiche comunicative e adolescenti figli di immigrati: premesse e strumenti di ricerca

IKON

Fascicolo: 58-59 / 2009

Il lavoro qui presentato analizza le pratiche di comunicazione tra pari mediate dalle nuove tecnologie. In particolare, è stato approfondito l’utilizzo di tali modalità comunicative in un gruppo di adolescenti di origine straniera residenti a Milano.
Gli obiettivi della ricerca consistevano in:
1. individuare pratiche di comunicazione e socializzazione tecnologicamente mediate, specifiche dei giovani adolescenti di origine straniera;
2. evidenziare il ruolo di tali pratiche comunicative innovative nell’orientare le relazioni tra il gruppo migrante e quello degli autoctoni, in termini di processi di acculturazione;
3. definire se e in che modo tali comportamenti consentono spazi di azione creativa e mediazione culturale tra le molteplici culture di appartenenza;
4. identificare possibili strategie di costruzione identitaria in termini transnazionali. L’indagine di tipo qualitativo prevedeva l’analisi di casi singoli in profondità. Il campione è stato individuato all’interno di due istituti tecnici della città di Milano ed è costituito da un gruppo di 20 tra ragazzi e ragazze di origine straniera di età compresa tra i 15 e i 19 anni, che avessero iniziato un percorso di scolarizzazione in Italia non oltre la classe prima media. Esso è stato selezionato secondo un criterio di conoscenza avanzata delle tecnologie informatiche. I dati sono stati raccolti attraverso interviste individuali, focus group e un periodo di virtual shadowing. In questa occasione è stato possibile raccogliere materiali multimediali prodotti dai ragazzi stessi. I risultati dell’analisi dei dati, analizzati secondo una metodologia qualitativa, vengono presentati e discussi dal punto di vista della teoria del flow e dei processi di acculturazione e transnazionalismo. I risultati delineano l’emergere di pratiche comunicative specifiche di questa popolazione, in cui i processi di socializzazione messi in atto sembrano rinnovare la tradizionale dicotomia culturale italiano/straniero per aprire nuovi spazi simbolici di rappresentazione e costruzione di sé.

Marco Caselli, Federica de Cordova, Eleonora Riva, Nicoletta Vittadini

Tecnologie digitali e pratiche identitarie tra gli adolescenti figli di genitori immigrati. Introduzione

IKON

Fascicolo: 58-59 / 2009

Il lavoro qui presentato analizza le pratiche di comunicazione tra pari mediate dalle nuove tecnologie. In particolare, è stato approfondito l’utilizzo di tali modalità comunicative in un gruppo di adolescenti di origine straniera residenti a Milano.
Gli obiettivi della ricerca consistevano in:
1. individuare pratiche di comunicazione e socializzazione tecnologicamente mediate, specifiche dei giovani adolescenti di origine straniera;
2. evidenziare il ruolo di tali pratiche comunicative innovative nell’orientare le relazioni tra il gruppo migrante e quello degli autoctoni, in termini di processi di acculturazione;
3. definire se e in che modo tali comportamenti consentono spazi di azione creativa e mediazione culturale tra le molteplici culture di appartenenza;
4. identificare possibili strategie di costruzione identitaria in termini transnazionali. L’indagine di tipo qualitativo prevedeva l’analisi di casi singoli in profondità. Il campione è stato individuato all’interno di due istituti tecnici della città di Milano ed è costituito da un gruppo di 20 tra ragazzi e ragazze di origine straniera di età compresa tra i 15 e i 19 anni, che avessero iniziato un percorso di scolarizzazione in Italia non oltre la classe prima media. Esso è stato selezionato secondo un criterio di conoscenza avanzata delle tecnologie informatiche. I dati sono stati raccolti attraverso interviste individuali, focus group e un periodo di virtual shadowing. In questa occasione è stato possibile raccogliere materiali multimediali prodotti dai ragazzi stessi. I risultati dell’analisi dei dati, analizzati secondo una metodologia qualitativa, vengono presentati e discussi dal punto di vista della teoria del flow e dei processi di acculturazione e transnazionalismo. I risultati delineano l’emergere di pratiche comunicative specifiche di questa popolazione, in cui i processi di socializzazione messi in atto sembrano rinnovare la tradizionale dicotomia culturale italiano/straniero per aprire nuovi spazi simbolici di rappresentazione e costruzione di sé.

Nicoletta Vittadini

Diete di consumo culturale e migranti

IKON

Fascicolo: 56-57 / 2008

Diete di consumo culturale e migranti - The essay introduces a research aimed at describe the differences among entertainment and cultural activities attended by first and second generation migrants coming from different countries and living in the Milan county. In particular, the research has highlighted differences in the process of choice and valorization of outdoor cultural activities between first and second generation migrants belonging to the two widest communities in Milan: Egyptian and Peruvian. The research is based on 33 in deep interviews to migrants coming from Egypt and Perù. The sample has been divided in two parts: 18 people belonging to first generation and 15 to second generation. The research has been carried out from November 2008 and April 2009.