Pagine di storia dell'Umanesimo italiano
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pp. 312,      1a edizione  2014   (Codice editore 1051.19)
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In breve
L’Umanesimo è, in senso proprio, l’insieme degli eventi culturali in cui si è interpretata, giustificata e promossa l’esigenza di ricondurre la condizione umana a un sistema di riferimento non trascendente, bensì fondato nell’immanenza, e legittimato da modelli e istanze offerti dalla condizione umana stessa nei suoi momenti più alti e per così dire categorici.
Presentazione del volume

Nel Quattrocento fu detto umanista colui che facesse professione di coltivare e insegnare le "humanae litterae", le discipline letterarie, nei loro vari gradi, dai rudimenti grammaticali alla retorica e all'esegesi di testi via via più impegnativi, secondo un corso di studi già canonico nella tarda antichità e nelle grandi linee mantenuto in uso anche dalla scuola medievale. Ma già nel secolo XIV, per opera soprattutto del Petrarca, cominciò a delinearsi un diverso concetto dei metodi e dei fini propri allo studio delle scienze morali, in funzione di una singolare dignità che con la qualifica di "umane" si venne conferendo loro a partire da quell'età. L'epiteto, con questa valenza positiva, era d'uso antico; ma nel contesto della cultura cristiana il suo significato era stato definito entro un rapporto di opposizione tra umano e divino, che conferiva alle "humanitates" un carattere subordinato e precario, com'era giudicata subordinata e precaria tutta la vicenda terrena di fronte alla misura dell'eterno.
Umanesimo è, invece, l'affermazione dei valori umani come fini, e la scoperta che quei valori si sono realizzati al sommo grado nel mondo antico e sono testimoniati in forme definitive ed esemplari dai monumenti letterari della classicità: le "humanae litterae", appunto, dov'è eternato immaterialmente ciò che nella sua materialità il tempo ha consunto. Questo sentimento si riaffaccia nella cultura, per qualche aspetto, fin dal secondo Duecento; si delinea più chiaro nel pieno Trecento; e si fa universale nel corso del secolo seguente fino a improntare di sé tutti i caratteri salienti della civiltà quattro-cinquecentesca. In esso rivive il significato di una opposizione non già tra umano e divino, ma tra quanto appartiene a ragione, dovere e virtù e quanto ricade nella selva della ferinità irrazionale e muta. Perciò l'Umanesimo è, in senso proprio, l'insieme degli eventi culturali in cui si è interpretata, giustificata e promossa l'esigenza di ricondurre la condizione umana a un sistema di riferimento non trascendente, bensì fondato nell'immanenza, e legittimato da modelli e istanze offerti dalla condizione umana stessa nei suoi momenti più alti e per così dire categorici.

Manlio Pastore Stocchi, già ordinario di Filologia medievale e umanistica e, dal 1983, di Letteratura italiana nell'Università di Padova, ha compiuto numerose ricerche su figure e testi dell'umanesimo italiano. Coltiva tuttavia interessi che spaziano dalla cultura mediolatina alle letterature moderne; tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano: Forme e figure. Retorica e poetica dal Cinquecento all'Ottocento, 2008; Memoria del paterno governo. Sentimento civile e inflessioni della letteratura nel tramonto della Serenissima Repubblica, 2009; Rime degli Arcadi (con M.L. Doglio), 2013; Il lume d'esta stella. Ricerche dantesche, 2013. È socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e vicepresidente dell'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.

Indice


Avvertenza
Per un'idea dell'Umanesimo
Il pensiero politico degli umanisti
Astrologia e Umanesimo: il caso di G.B. Abioso
La cultura geografica dell'Umanesimo
Ermolao Barbaro e la geografia
Un mondo di meraviglie
Il mito del Nord
La Dalmazia nell'immaginario umanistico
Sull'utilità attuale dei commenti umanistici ai classici
Lineamenti dell'Umanesimo a Venezia e nel Veneto
Venezia e la cultura greca: qualche riflessione preliminare
Umanesimo di provincia
Pierio Valeriano: l'Umanesimo a una svolta
Indice dei nomi.