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Il collocamento obbligatorio dei reduci di guerra. Il caso italiano nel contesto internazionale del secondo dopoguerra, 1945-1946
Titolo Rivista: ITALIA CONTEMPORANEA 
Autori/Curatori: Filippo Masina 
Anno di pubblicazione:  2018 Fascicolo: 288 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  33 P. 39-71 Dimensione file:  226 KB
DOI:  10.3280/IC2018-288002
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L’articolo mira a ricostruire la legislazione speciale che stabiliva quote di posti di lavoro che dovevano essere obbligatoriamente riservate ai reduci di guerra. Tali provvedimenti, che facevano parte di un più ampio e affannoso sforzo per reinserire nella vita civile milioni di uomini, furono elaborati all’indomani della prima guerra mondiale in tutti i paesi del mondo occidentale, quindi rinnovati e riformati durante e dopo il secondo conflitto. Nell’articolo viene analizzato in particolare il caso italiano, che presenta peculiarità e similarità con altri casi nazionali, tenendo ovviamente conto dell’esito della guerra e del contesto politico del dopoguerra. La legislazione proreduci, e in particolare il loro ritorno al lavoro, era vista anche come antidoto rispetto a possibili pulsioni eversive degli stessi combattenti, ed aveva pertanto una fortissima valenza politica.


Keywords: Reduci, Lavoro, Reinserimento, Legislazione assistenziale, Stato sociale, Dopoguerra

Filippo Masina, in "ITALIA CONTEMPORANEA" 288/2018, pp. 39-71, DOI:10.3280/IC2018-288002

   

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