Per un approccio ecologico alla percezione visiva

Paola Farneti, Elisabetta Grossi

Per un approccio ecologico alla percezione visiva

Introduzione a J.J. Gibson

Edizione a stampa

20,00

Pagine: 112

ISBN: 9788820489830

Edizione: 1a edizione 1995

Codice editore: 1222.86

Disponibilità: Esaurito

Il saggio si propone di offrire un contributo alla conoscenza della prospettiva ecologica, in particolare del pensiero del suo fondatore, J.J. Gibson, delle cui opere non esistono traduzioni nella nostra lingua.

Viene così ricostruito il percorso intellettuale e scientifico dell'Autore, dai primi disegni sperimentali nati nell'ambito del comportamentismo, all'incontro determinante con la fenomenologia della gestalt, in particolare con Koffka, fino alle teorizzazioni più radicali formulate alla fine degli anni '70 nel famoso Ecological Approach to Visual Perception. Alla teoria della percezione diretta, che è soprattutto, ma non solo, una teoria della percezione visiva, Gibson ha dedicato quasi tutta la vita, attraverso un impegno di ricerca durato circa 35 anni.

La prospettiva ecologica si è imposta come una vera e propria rottura epistemologica, che ha messo in discussione i paradigmi del cognitivismo (in particolare dell'human information pressing) e il presupposto del realismo indiretto. La percezione è immediata e diretta. Individuo e ambiente, stimoli e percettore, sono in rapporto di reciprocità e simmetria: l'osservatore attivo raccoglie i significati che l'ambiente di volta in volta gli offre, necessari per l'adattamento e per l'azione, senza bisogno di alcuna elaborazione.

In tale prospettiva così radicale Gibson rifiuta molti concetti tradizionali, come quello di immagine retinica, o di memoria, proponendo un nuovo linguaggio (affordance, optic array) che, privo di qualsiasi connotazione mentalistica, bene riesce ad esprimere il rapporto di continuità e di sintonia animale ambiente.

L'ottica ecologia, pur suscitando perplessità e polemiche, ha fornito contributi di grande rilievo dal punto di vista della metodologia della ricerca, nel sottolineare - in opposizione all'artificialismo degli esperimenti di laboratorio - la necessità di studiare l'uomo nel contesto della sua realtà ambientale; dal punto di vista teorico, inoltre, ha fornito nuovi strumenti concettuali per il superamento del dualismo organismo-ambiente e per una visione dell'uomo più ottimistica e meno riduttiva.

Lo scopo del volume è quello di offrire, accanto ad una ricostruzione storica delle tappe del pensiero di Gibson, uno spunto di riflessione critica sulla portata della rivoluzione ecologica nel panorama del cognitivismo contemporaneo, soprattutto sulle suggestioni che essa ha suscitato in termini di ripensamenti e autocritiche, verso una feconda revisione dei propri paradigmi.

Prefazione, di Riccardo Luccio
Introduzione
1. Formazione intellettuale e scientifica
Primi interessi sperimentali
Primi approcci allo studio della percezione: esperimenti sull'adattamento
L'approccio fenomenologico allo studio della guida e dell'attività di volo
2. Perché le cose che vediamo appaiono come sono?
Veridicità percettiva e «mondo visivo»
Dall'air theory alla ground theory: il concetto di tessitura
L'osservatore attivo
3. La «raccolta» dell'informazione
Non si vede solo con gli occhi: l'ipotesi di un sistema percettivo più ampio
L'informazione è «nella luce»
L'assetto ottico (optic array)
Il ruolo dell'evoluzione nel sistema visivo
Il superfluo appello alla memoria
4. L'ottica ecologica
Sinergia animale-ambiente
L'ambiente significativo: il concetto di affordance
Percepire senza vedere: i loci dell'occlusione
Conclusioni
Bibliografia
Glossario



Contributi: Riccardo Luccio

Collana: Psicologia

Livello: Studi, ricerche