Psicopatologia del cellulare. Dipendenza e possesso del telefonino
Autori e curatori
Collana
Livello
Guide di autoformazione e autoaiuto
Dati
pp. 176,   2a ristampa 2004,    1a edizione  2003   (Codice editore 239.145)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 20,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846449443

Utili Link
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Presentazione del volume

La società attuale è dominata dal continuo bisogno di essere in comunicazione con gli altri. Ovunque ci si trovi c'è sempre un telefonino che suona e qualcuno che risponde.

- Da dove nasce la necessità di essere sempre in contatto con l'altro?

- Che funzione svolge il telefonino nell'offrire a tutti una continua reperibilità?

- Cosa lo rende uno strumento così indispensabile?

- Quali effetti può avere sulla nostra creatività e su quella di bambini e ragazzi?

- Si può parlare di una psicopatologia "da cellulare" o "del cellulare"?

Per dare risposta a queste domande, è necessario analizzare le diverse funzioni psicologiche che intervengono nella comunicazione e nell'interazione a distanza e come esse si modificano in base alle funzionalità tecniche e multimediali dei moderni telefonini.

Dalla difficoltà di relazione con il mondo e dall'incertezza dell'incontro affettivo con l'altro scaturisce la paura di non ricevere risposta alla nostra domanda d'amore o di interesse. Per questo ricorriamo immediatamente al cellulare: con un Sms sondiamo il terreno della disponibilità altrui e ci proteggiamo dai rischi dell'impatto emotivo diretto. Il cellulare ci permette continui viaggi nell'immaginario, durante i quali il sentimento d'insicurezza viene magicamente annullato. Ma da quei viaggi torniamo sempre meno "attrezzati" di prima per confrontarci con la realtà_

Non solo, i poteri dello strumento creano in noi una forma di dipendenza che si alimenta da sola con l'uso quotidiano: averlo diventa indispensabile, non averlo provoca ansia e disagio.

In questo gioco di relazioni col mondo lo strumento tecnico sembra prendere il sopravvento sull'uso della mente, tanto da sostituire le funzioni cognitive dell'individuo e da diventare un possesso "tramite" personale, una sorta di protesi psico-tecnica. Il cellulare viene investito di significati affettivi che lo rendono un oggetto-feticcio e in breve ci si ritrova ad essere posseduti dal proprio possesso tecnico.

Queste sono solo alcune delle riflessioni da cui prende spunto l'autore e già da esse emerge quanto, oggi, sia fondamentale mettere in luce le valenze e le implicazioni psicologiche legate all'uso della telefonia mobile, così prepotentemente entrata nella nostra quotidianità.

Luciano Di Gregorio , psicologo e gruppoanalista, svolge attività di psicoterapeuta a Milano. Socio ordinario della Società Gruppoanalitica Italiana (SGAI), è autore di numerosi articoli di settore; per i nostri tipi ha già pubblicato Lo psicoanalista tascabile: istruzioni per orientarsi nella vita affettiva (2000).

Indice


Introduzione
Le funzioni psicopatologiche
(Il tramite per dare visibilità all'intimità; Il controllo della distanza e della separazione; Il dominio sulla realtà esterna; Il sentimento di onnipotenza; L'oggetto tecnologico come oggetto tramite; Il telefonino come possesso non-me)
Telefonino e realtà
(I telefonino-dipendenti; Il telefonino come sostituto di realtà; L'Io ausiliario in assenza di un ambiente protettivo; Oggetto tecnologico e controllo immaginario)
Il telefonino come feticcio
(Il feticismo contemporaneo; La teoria freudiana del feticismo; Il modello relazionale del feticismo; Il feticcio come sostituto di realtà; Sms e feticismo; Il piacere del possesso dell'altro)
Il telefonino come possesso illusorio
Il telefonino come regolatore personale della separazione; La perdita della produzione simbolica; Immagini e realtà; La mediazione obbligata; Il telefonino, lo status sociale e la tribù d'appartenenza)
Per concludere, e qualche suggerimento




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