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Bernbach pubblicitario umanista

A cura di: Giuseppe Mazza

Bernbach pubblicitario umanista

La prima raccolta dei testi del più grande tra i mad men

Per la prima volta raccolti i testi del pubblicitario più famoso del XX secolo, l’uomo che cambiò il linguaggio dell’advertising. In un’epoca in cui la pubblicità e il linguaggio delle merci pervadono ogni ambito, le idee di Bernbach diventano non solo un manuale per comunicatori e pubblicitari, ma anche un testo sulla modernità e sulla democrazia.

Edizione a stampa

16,00

Pagine: 114

ISBN: 9788891706645

Edizione: 1a edizione 2014

Codice editore: 640.11

Disponibilità: Buona

Presentare Bill Bernbach per la prima volta non soltanto come il mad man che cambiò il linguaggio dell'advertising, ma come un intellettuale totalmente immerso nella cultura materiale. Questo il vero intento della raccolta dei testi di Bernbach che qui si presenta, un'operazione che, a più di 100 anni dalla sua nascita (New York 1911) è senza precedenti.
Dai suoi scritti, raccolti qui attorno a tre temi forti, emerge ben chiaro che il linguaggio pubblicitario, con la sua capacità sintetica di muovere parole e immagini, era uno strumento destinato ad andare oltre gli scaffali del supermarket. Era un vero linguaggio della modernità.
E la proposta di Bernbach non era una semplice scommessa sul futuro dell'advertising: il suo progetto si proiettò dal microcosmo dell'annuncio pubblicitario al mercato, toccò l'intera civiltà della comunicazione fino a raggiungere il cuore della democrazia moderna, ossia la costruzione del consenso.
In un epoca in cui la pubblicità e il linguaggio delle merci pervadono ogni ambito, le idee di Bernbach diventano non solo un manuale per comunicatori e pubblicitari, ma anche un testo sulla democrazia.

Giuseppe Mazza ha lavorato in Saatchi & Saatchi e Lowe Pirella. Poi ha fondato Tita, la sua agenzia, e Bill, il trimestrale che ragiona di pubblicità. Ha vinto premi nazionali e internazionali. Tiene una seguita rubrica su doppiozero.com.


Ringraziamenti
Giuseppe Mazza, Introduzione. Il libro di Bill
Sezione I. "Non è una scienza". In difesa dell'intuizione e delle verità umane
Introduzione alla Prima sezione. "Voi scambiate la tecnica per creatività". La lettera di dimissioni dalla Grey Advertising (1947)
"Un'idea non è un'equazione". Bill Bernbach parla all'American Association of Advertising Agencies (1961)
"Non si può misurare il talento". Dennis Higgins intervista Bill Bernbach per Advertising Age (1965)
"Niente è più concreto dell'arte". Bill Bernbach illustra i layout della campagna Avis in un servizio Tv (1967)
"I fatti non bastano". Il grande discorso al meeting annuale dell'American Association of Advertising Agencies (1980)
Sezione II. "La nostra agenzia". Tre interviste su lavoro, collaboratori, clienti
Introduzione alla Seconda sezione
"Forse stiamo facendo qualcosa di giusto". Intervista per i 20 anni della DDB (1969)
"Crediamo nella dignità della persona". Intervista per i 25 anni della DDB (1974)
"Detesterei firmare campagne in cui non credo". Intervista di John Crichton, presidente dell'American Association of Advertising Agencies (1977)
Sezione III. "Allearsi con i grandi ideali" L'advertising si apre ai grandi temi civili
Introduzione alla Terza sezione
Bernbach vs Toynbee. Il confronto/scontro tra Bill Bernbach e Arnold J. Toynbee pubblicato da Printer's Ink (1962)
"Non avrei mai lavorato per i repubblicani". La lettera a Theodore H. White, giornalista di Life (1980)
"Dedicato a quelli che continueranno". L'introduzione a un libro che non fece in tempo a scrivere (1982)
Fonti e credits.

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