La tirannide degli affetti. «Affetti naturali» e «affetti di libertà» nelle tragedie alfieriane
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Studi, ricerche. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 202,      1a edizione  2017   (Codice editore 1051.31)
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Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 23.00
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Codice ISBN: 9788891743664

In breve
«Affetti di libertà» e «affetti naturali» sono «due livelli tematici […] essenziali» nell’opera di Alfieri, due ‘tiranni interiori’ capaci di agire nel profondo dei suoi eroi generando un «contrasto d’affetti». Indagando sulla complessa stesura di alcune tragedie, il volume mostra la strategia che ha portato Alfieri a intrecciare i due differenti «affetti», non solo allo scopo di esorcizzare i propri fantasmi interiori ma anche con l’ambizione di definire la sua figura pubblica di uomo di lettere in tempi di tirannide.
Presentazione del volume

Nel Parere sul Bruto secondo Alfieri declina il conflitto fra gli "affetti di libertà", naturalmente appartenenti alla sfera politica e pubblica, e gli "affetti naturali" che invece toccano l'universo privato. "Affetti di libertà" e "affetti naturali" sono due 'tiranni interiori', altrettanto temibili di quelli in carne e ossa, capaci di agire nel profondo degli eroi alfieriani generando un "contrasto d'affetti". Sulla base di queste premesse e attraverso una galleria di figure che declinano esemplarmente tali 'tirannidi affettive', il saggio ricostruisce una sorta di pantheon familiare popolato di mariti e padri, figli e fratelli e, naturalmente, mogli e madri, tutti indistintamente immersi in un universo di legami affettivi intriso di brama di potere e sete di libertà. Indagando sulla stratificata stesura di alcune tragedie, viene alla luce la strategia che ha portato Alfieri a intrecciare i due differenti "affetti", le due differenti 'tirannidi', non solo allo scopo di esorcizzare i propri fantasmi interiori ma anche con l'ambizione di proporsi come uomo di lettere nel futuro pantheon nazionale.

Laura Nay insegna Letteratura Italiana presso l'Università di Torino, è direttore del Centro di Studi di Storia dell'Università di Torino (CSSUT), presidente del Comitato scientifico del Progetto Fonte Gaia, membro del Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis (1817-2017). È inoltre condirettore di due collane editoriali (Terre di confine e Gli Arsilli), membro del comitato di direzione di due riviste ("Studi desanctisiani" e "Levia gravia"), del comitato scientifico della collana Biblioteca di St. James e della rivista dello CSSUT. Le sue monografie più recenti sono "Anime portentosamente multiple". Le strade dell'io nella narrativa moderna, dedicata al rapporto fra letteratura e scienza, ed "Eretici" e garibaldini. Il sogno dell'Unità, che esplora il rapporto fra letteratura e storia, entrambe per i tipi delle Edizioni dell'Orso. Ha collaborato a Itinerari nella letteratura italiana (Carocci, 2013). Ha scritto di letterati piemontesi da Diodata Saluzzo (Olschki, Bulzoni) a Cesare Pavese (Einaudi) e non (Boito, D'Annunzio, De Amicis, Graf, Fogazzaro, Foscolo, Pirandello, Verga, Svevo). All'analisi delle tragedie di Alfieri ha dedicato tre lezioni tenute presso la Scuola di Alta Formazione Cattedra Vittorio Alfieri.

Indice
Il tragico pantheon familiare
Le "ultime tragedie"
("Qual dei due Bruti è il primo?")
I padri
("Non duolmi esser marito e padre": Virginio; "La ragion del mio sangue": Filippo; "Atterro così l'orgoglio": Creonte; "Ah! s'io / Padre non fossi, come il son, pur troppo!": Saul)
I fratelli
(Il "finto picciol Bruto": Raimondo de' Pazzi; "Fratelli, eroi, duci [...] amici": Timoleone e Timofane; "A me fratello, tu? Diversi troppo / Noi fummo ognora": Garzia e Diego; "Ei t'è fratello", "Ei m'è nemico": Eteocle e Polinice)
Mogli, madri e matrigne
("Donne forti": Sofonisba e Rosmunda; "Or madre, or moglie; e non mai moglie, o madre": Clitennestra; "Madre regina [...] non mamma donnicciuola": Merope)
Indice dei nomi.