Prevenire la corruzione in Italia. Modelli di risk management
Autori e curatori
Contributi
Antonio La Spina
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 152,      1a edizione  2018   (Codice editore 1049.28)
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In breve
Il recente cambio di prospettiva introdotto dal legislatore in materia di corruzione ha spostato il focus del contrasto alla corruzione da un approccio punitivo a uno di tipo preventivo. Il percorso preventivo necessita però di una solida base empirica che permetta ai policy maker di elaborare misure efficaci ed efficienti, massimizzando in questo modo l’azione di contrasto. Questo volume intende compiere un primo passo in tale direzione.
Presentazione del volume

È possibile prevenire la corruzione elaborando strategie basate su dati empirici?
Se sì, come? Quali metodi ed indicatori sono stati impiegati per misurare la corruzione e quali potranno essere utilizzati in futuro?
Anche da questo punto di vista il problema della corruzione in Italia è stato per lungo tempo sottovalutato. Interventi adeguati per il suo contrasto sono stati più volte rimandati, nonostante il fenomeno avesse raggiunto dimensioni progressivamente sempre più allarmanti. La mancanza di adeguate politiche volte a prevenire la corruzione ha causato la sua cristallizzazione all'interno delle istituzioni pubbliche italiane, in un sistema gelatinoso in cui risulta difficile individuare corrotti e corruttori.
Il recente cambio di prospettiva introdotto dal legislatore con la legge 190/2012 ha spostato il focus del contrasto alla corruzione da un approccio punitivo ad uno di tipo preventivo. In questo senso, la prevenzione si concentra sulla riduzione del cosiddetto "rischio corruttivo", come previsto dal comma 5 della legge 190/2012 che richiede alle pubbliche amministrazioni di dotarsi di "un piano di prevenzione della corruzione che fornisce una valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e indica gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio".
Il percorso preventivo così delineato necessita di una solida base empirica che permetta ai policy maker di elaborare misure efficaci ed efficienti, massimizzando in questo modo l'azione di contrasto. Questo volume intende compiere un primo passo in tale direzione, attraverso lo sviluppo di un modello di analisi del rischio in una prospettiva pluridisciplinare che comprenda fattori giuridici, criminologici, economici e sociali. Tra essi: norme giuridiche e struttura dello Stato; strutture sociali, assetto dell'informazione, religione; benessere, occupazione, regolazione economica; criminalità organizzata.

Fabrizio Costantino, dottore di ricerca in Scienze Giuridiche, è assegnista di ricerca presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento, e ricercatore presso eCrime, Gruppo di Ricerca sulla eCriminology della stessa facoltà. È docente dei corsi di Valutazione delle politiche contro la criminalità ed eCriminology e collabora nell'insegnamento dei corsi di Criminologia, Criminologia applicata e Sicurezza aziendale e brand protection. È stato relatore presso il Parlamento Europeo su criminalità organizzata e corruzione. Ha lavorato presso il Policy Analysis and Research Branch dell'United Nations Office of Drugs and Crime (UNODC) di Vienna.

Indice
Antonio La Spina, Prefazione
(Obiettivo e organizzazione)
Introduzione
La corruzione in Italia
Il contrasto della corruzione: tra repressione e prevenzione
Il legame tra criminalità organizzata e corruzione
La gestione del rischio-corruzione: un approccio multifattoriale
(Fattori giuridico-politici: norme giuridiche e struttura della Stato; Fattori socio-culturali: struttura sociale, informazione, religione; Fattori economici: benessere, occupazione, qualità, della regolazione economica; Fattori criminologici: la criminalità organizzata; Modelli di analisi del rischio corruzione: livello macro e micro)
Prevenire la corruzione attraverso la riduzione del rischio: strategie di breve e lungo periodo
(Strategie di breve periodo; Strategie di lungo periodo)
Riferimenti bibliografici.