Una di lingua, una di scuola.

Imparare l'italiano dopo l'Unità. Testi autori documenti

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pp. 352,   1a ristampa 2020,    1a edizione  2012   (Codice editore 291.92)

Una di lingua, una di scuola. Imparare l'italiano dopo l'Unità. Testi autori documenti
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 40,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788820408312
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In breve

Sin dall’Unità la scuola si propone come istituzione cardine nel processo di educazione a una lingua nazionale, fattore unificante non solo di una geografia politica frammentata, ma anche di un rinnovato tessuto sociale. Ma a quale italiano ispirare l’educazione linguistica? Quali autori leggere e commentare in classe? E soprattutto come formare maestri e professori?

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Presentazione del volume

Per diventare "una di lingua", l'Italia può e deve diventare "una" di scuola. Nel 1868 Alessandro Manzoni e la commissione milanese affidano questo suggerimento al Ministro Broglio, che ha chiesto indicazioni sui "provvedimenti e i modi coi quali si possa aiutare e rendere più universale in tutti gli ordini del popolo la notizia della buona lingua e della buona pronunzia".
Strumento fondamentale della trasmissione di una cultura condivisa, a partire dall'Unità la scuola si propone come istituzione cardine nel processo di educazione alla lingua nazionale, che, anche sulla scorta delle indicazioni manzoniane, è ritenuta fattore unificante non solo di una geografia politica frammentata, ma soprattutto di un rinnovato tessuto sociale. Sui banchi l'apprendimento dell'italiano diviene "mezzo" essenziale per garantire un avvicinamento davvero democratico al sapere e per assicurare quindi la partecipazione di "tutti gli ordini del popolo" alla vita civile della nazione.
A quale italiano ispirare l'educazione linguistica? Quali autori leggere e commentare in classe? Come formare maestri e professori? Questi e altri problemi rendono il percorso difficile, attraversato da spinte contrarie.
Il volume propone una scelta, parziale per necessità, di documenti, decreti, relazioni, manuali, abbecedari, che, presentati in progressione cronologica, aiutano a ripercorrere alcune tappe della storia dell'educazione linguistica nella scuola del secondo Ottocento.
Il percorso prende avvio dalla legge Casati e si chiude nei primi anni Novanta con l'uscita del Dizionario scolastico di Policarpo Petrocchi, attento alle testimonianze dell'uso come a quelle della lingua letteraria, e delle Prose e poesie italiane di Luigi Morandi, che offre in antologia i testi della tradizione italiana rispettando la veste originale e annotando i riferimenti al fiorentino coevo.
Il processo di condivisione di una lingua e di una cultura letteraria rimasta per secoli patrimonio di pochi è avviato. I figli di Renzo impareranno a leggere e a scrivere: "giacché la c'era questa birberia, dovevano almeno profittarne anche loro".

Giuseppe Polimeni è ricercatore di Storia della lingua italiana presso l'Università degli Studi di Pavia. Si occupa di storia linguistica della scuola italiana; per i nostri tipi ha pubblicato nel 2011 La similitudine perfetta. La prosa di Manzoni nella scuola italiana dell'Ottocento.

Indice



Premessa
Riferimenti bibliografici
Ringraziamenti
Una di lingua, una di scuola (1859-1892)
Indice dei nomi.