La grande fabbrica, la piccola città.

Monfalcone e il cantiere navale: la nascita di una company town (1860-1940)

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 304,   figg. 11,     1a edizione  1997   (Codice editore 1573.217)

La grande fabbrica, la piccola città. Monfalcone e il cantiere navale: la nascita di una company town (1860-1940)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 40,50
Condizione: fuori catalogo
Disponibilità: Nulla
Codice ISBN: 9788846404916

Presentazione del volume

Una città come Monfalcone, cresciuta in simbiosi con un grande cantiere navale, rappresenta un'occasione importante per analizzare il rapporto fra l'impresa e l'ambiente in senso lato, un tema cruciale di riflessione per la business history. Attraverso un ampio scavo archivistico, questa ricerca ricostruisce prima di tutto le caratteristiche dello sviluppo industriale di Monfalcone che, a partire dalla metà dell'Ottocento, diventa la "periferia industriale" di Trieste, allora grande porto della Monarchia asburgica.

La fondazione del cantiere nel 1907 da parte della famiglia Cosulich, apre una serie di problemi sociali, igienico-sanitari e urbanistici che l'amministrazione locale, pur avendone piena consapevolezza, è incapace di risolvere. Da ciò nasce il ruolo "sostitutivo" dell'impresa, che si impadronisce delle istituzioni cittadine e realizza, tra l'altro, un grande quartiere per le maestranze capace di ospitare 5.000 abitanti, all'interno del quale viene organizzata un'ampia gamma di attività dopolavoristiche.

Ma il rapporto con l'ambiente funziona nei due sensi. Anche quelle scelte che sembrano dettate da una autonoma razionalità manageriale, come l'organizzazione scientifica del lavoro, sono in realtà il risultato di un'interazione con l'esterno: il tipo di manodopera disponibile, le forme del conflitto sindacale, il mercato.

Ricostruendo la specifica vicenda di Monfalcone, la ricerca tocca alcuni "nodi" del dibattito storiografico: i modelli locali di sviluppo; l'impresa familiare, con i suoi limiti e le sue contraddizioni, ma anche con le sue inaspettate risorse; i prodromi della politicizzazione dell'impresa pubblica negli anni Trenta, quando il cantiere di Monfalcone entra nel Gruppo Iri.

Paolo Fragiacomo si è laureato in Storia all'Università di Trieste. Giornalista professionista specializzato in economia e finanza, ha lavorato in quotidiani e agenzie a Monfalcone, Trieste e Roma. Attualmente è responsabile dell'Ufficio stampa di una grande azienda industriale.

Indice

Parte prima - La città
La formazione di una periferia industriale (Trieste di fronte alla crisi del porto; La strategia dell'"avvicinamento": strade e ferrovie; Questioni di confine; Flussi di investimenti)
Una città in offerta (Agricoltura e industria: il canale polivalente; Gli uomini nuovi)
Le premesse della monocultura (Le due fasi della crescita industriale; Uno sviluppo bloccato; Dall'Adria alla Solvay: una privatizzazione riuscita)
Parte seconda - La fabbrica
Il Cantiere Navale Triestino (Ora o mai più: la fondazione; Il difficile trapasso dall'Austria all'Italia; Gli anni Venti: rilancio e crisi)
I tentacoli della grande fabbrica (La parabola della classe dirigente; Malaria ed efficienza produttiva; L'istruzione professionale; L'occupazione dello spazio sociale; Il cantiere e la città operaia; Il villaggio della Solvay)
Dall'impresa familiare all'impresa di Stato
(La vicenda azionaria; La persistenza del modello familiare; L'organizzazione scientifica del lavoro; Industria e politica; L'eredità dei Cosulich)
Appendice: Dati sulla produzione cantieristica.