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Laura Apostolo, Annamaria Burlini, Elena Di Bella, Gianni Fantuzzi, Bianca Gallo, Orietta Mocci, Alessandra Simonetto

Il legame empatico nella relazione terapeutica individuale e gruppale

GRUPPI

Fascicolo: 3 / 2009

L’empatia non è un concetto definito in maniera univoca, perciò in questo lavoro si è voluto esplorare l’uso del termine in modo da poter evidenziare l’articolazione del suo significato e il suo vario declinarsi in contesti diversi. Una cosa è costruire un ponte tra biologia e cultura, altro è ridurre alla sola capacità biologica, che potremmo esemplificare con la scoperta dei neuroni specchio, la possibilità di stabilire relazioni profonde con gli altri esseri umani; così si semplifica indebitamente l’immensa complessità del problema empatia, che chiama in causa il peso della dimensione simbolica, ossia il terreno su cui lavora la psicoanalisi. Queste argomentazioni costituiscono un tentativo di accostare il concetto di empatia con la pratica psicoterapeutica, di cui vengono esposti alcuni esempi, individuali e di gruppo, nelle successive parti del presente articolo. Il lavoro si articola in tre parti: una prima parte nella quale si approfondiscono gli aspetti teorici che fanno riferimento al concetto di empatia e si propone una sintesi degli autori che si sono occupati delle connessioni tra neu- roscienze e psicoanalisi; una seconda parte in cui il confronto teorico prepara ed è sostenuto dalla pratica clinica; una terza parte che propone delle esemplificazioni cliniche, tra le quali consideriamo pertinente all’impostazione del lavoro di riflessione e ricerca anche quanto è accaduto e si è sviluppato nel gruppo di lavoro stesso.

The present study aims to provide a conceptual framework to interpret some emergent behaviors in couple relationships that occur through the mediation of the Internet, such as digital dating, electronic interactions, cybersex, online infidelity. These phenomena are read in the light of classical themes and basic concepts of sociology such as: the study of marriage markets, the dynamics of mate selection, identity and social roles, relationship development and dissolution. Some methodological issues are also introduced on how the online personal relationships can be empirically investigated.

Laura Arosio, Elisabetta Ruspini

Unico, indimenticabile, da sogno. Il viaggio di nozze tra mito ed esigenze di mercato

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 92-93 / 2010

In questo saggio, utilizzando la tecnica dell’analisi documentaria applicata a cataloghi di viaggio riservati a sposi e spose, cercheremo di capire come vengono tematizzate e proposte le mete turistiche abbinate ai viaggi di nozze. Sono diverse le domande alle quali vorremmo rispondere: come sono presentate queste mete? Quale linguaggio viene utilizzato e quali immagini accompagnano i testi? Quale modello di coppia costituisce il target di riferimento, e come vengono (o non vengono) recepite le trasformazioni della famiglia contemporanea? Uno dei più interessanti risultati emersi dalla nostra analisi è l’ampio utilizzo di un codice espressivo volto ad evocare nei potenziali clienti un’immagine di coppia, di matrimonio e di viaggio fortemente legati ai modelli della tradizione. Questo tipo di messaggio, che viene richiamato tanto con le parole quanto con le immagini, non sembra in alcun modo recepire le intense trasformazioni della famiglia italiana e dei comportamenti di viaggio verificatisi negli ultimi decenni. Se, da un lato, questa scelta può escludere alcune fasce di potenziali acquirenti (che avranno difficoltà nel vedersi rappresentate all’interno dei cataloghi turistici), dall’altro lato può essere considerata una strategia di valorizzazione di questo tipo di viaggio. Caratterizzando in modo tradizionale il viaggio di nozze, è possibile vendere questo prodotto come importante, diverso, irrinunciabile, inducendo gli sposi a partire investendo consistenti quote di denaro.

Laura Azzolina

I contratti di rete: valutazioni oltre l’emergenza

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2018

Il dibattito sui contratti di rete si è sviluppato nella fase più acuta della crisi delle imprese italiane, circostanza che ha contribuito a sovraccaricare lo strumento di attese, ma anche di insoddisfazione. L’articolo si propone di riconsiderare limiti ed opportunità dello strumento, seppure circoscrivendoli rispetto ad alcune posizioni iniziali emerse nel dibattito, che risultano forse eccessive alla luce delle sue evoluzioni successive. Le considerazioni svolte si basano sulla analisi qualitativa di quattordici esperienze aggregative, selezionate distinguendo settori in declino e settori in crescita nel contesto di due regioni meridionali del paese: la Puglia e la Sicilia. L’articolo mostra infatti che, sebbene in ritardo rispetto ad alcune regioni del Nord, anche il Sud ha conosciuto una diffusione dello strumento, che risulta ormai adottato da un numero di imprese oggi perfino maggiore (in valore assoluto) che nelle ripartizioni del Nord. L’esperienza delle reti considerate tende a smentire l’idea presente in letteratura che il contratto di rete possa favorire la gestione di crisi sistemiche, di filiera o di territorio, e fornisce al contrario evidenza di come la crisi sistemica possa essere fra le principali cause del fallimento della cooperazione fra imprese per il raggiungimento di obiettivi comuni. Ulteriori elementi di riflessione sono offerti anche in riferimento ad altri temi discussi in letteratura, come il ruolo delle associazioni di categoria nella promozione dello strumento, la dimensione organizzativa della rete, l’idea motrice. Al tempo stesso, l’articolo presenta indicazioni su come il contratto di rete riesca a sostenere la competitività delle piccole e medie imprese meridionali in tre differenti modi: avvicinandole a nuovi mercati; favorendone una crescita di competenze; estendendone la cerchia di potenziali partners.

Laura Azzolina, Andrea Biagiotti, Carmela Guarascio

Does the Equal Opportunities Committee make democracy work (better) in academia?

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 2 / 2023

The democratization of organizations is studied in this article with reference to the university system. In recent years, Italian universities have followed the European trend in redesigning themselves as organizations attentive to performance, excellence, and achievement. This has resulted in the enhancement of mechanisms of ‘adverse selection’ for women, both in career advancement and in access to decision-making positions. But compared to other European countries, Italian universities have lagged behind in policies to promote gender equality. However, they have for some time been endowed with bodies, the Equal Opportunities Committees (Comitati Unici di Garanzia, CUGs), established in order to reduce discrimination and to promote greater participation in the academic organization. The functioning of the CUGs, which varies greatly at local level, is linked to the possibility of benefiting from resources of various kinds. Research shows that the resources that central governance makes available to a CUG are important. So too are the relational networks in which the members of the CUG are involved and which increase their visibility, legitimacy, and motivation. The interaction between top-down and bottom-up resources furnishes an analytical framework useful for interpreting the variable effectiveness of the CUGs in the democratic quality of Italian universities. It also helps to conduct more detailed specification of some theoretical dimensions already brought to the attention of scholars in the perspective known as ‘fixing the organizations’.

Laura Balbo

Sbandati

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2008

Laura Balboni, Paolo Corradini

Il Politecnico di Milano e la Città degli Studi. Programmi, progetti, realizzazioni (1912-1927)

TERRITORIO

Fascicolo: 65 / 2013

This paper starts with the records that were found during the course of research conducted in public and private archives in Milan, which revealed the existence of unique drawings of great interest and with a direct comparison with the relative buildings. It then discusses the events which led to the construction of the Città degli Studi campus in Milan, focusing on the Polytechnic area and on an examination of some of its main buildings. The study forms part of a larger research project which looks at the changes and expansions of the city that occurred until the 1960s. It throws new light on the building of the campus through the sequence of the proposed designs until they were implemented with a focus on the relationships between building, teaching and research programmes, with the objective of forming a body of knowledge of use in safeguarding these buildings of this historical centre.

In seguito all’approvazione della Garanzia europea per l’Infanzia da parte del Consiglio dell’Unione Europea nel giugno 2021, la Commissione Europea ha collaborato con l’UNICEF per testare la misura in 7 Paesi dell’Unione, tra cui l’Italia. La Garanzia europea per l’Infanzia è un programma pilota biennale che contribuirà a sviluppare una cornice comune tramite la redazione di Piani Nazionali d’Azione sulla prevenzione e il contrasto della povertà ed esclusione sociale minorile. Da luglio 2020 l’UNICEF sta lavorando col Governo italiano ed altri attori nazionali e locali, incluse le Organizzazioni del Terzo Settore e i bambini stessi, per dare attuazione al programma nell’ambito delle aree e dei beneficiari individuati come prioritari, tra i quali vi sono anche i minorenni con disabilità. In Italia, l’UNICEF in collaborazione col Governo e i partners - sta inoltre supportando il coinvolgimento attivo dei minorenni nei percorsi di redazione, monitoraggio e valutazione d’impatto del Piano Nazionale d’Azione sulla Garanzia Europea, tramite la creazione di uno Youth Advisory Board (YAB) avente funzioni consultive.