RISULTATI RICERCA

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Ugo Morelli

Kamen: Luigi M. Pagliarani e alcuni elementari della sua epistemologia

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

Appare sempre più evidente la rilevanza di quel che ci precede per cercare di com-prendere chi siamo e cosa diventiamo. Così come si afferma il riconoscimento della relazione e dell’intersoggettività per comprendere le vie dell’individuazione. Entrambe queste prospettive fanno parte della ricerca che Luigi Pagliarani ha portato avanti con orientamento transdisciplinare e costante curiosità generativa. La creatività e il conflitto estetico, dalla cui elaborazione può scaturire l’educazione sentimentale, sono capisaldi della vocazione progettuale della psicosocioanalisi. La relazione con gli altri esseri umani si propone, allo stesso tempo, come l’alveo fondativo e lo spazio noicentrico do-ve i condividui umani si individuano e riconoscono. Ne scaturisce l’attualità del pensiero di Pagliarani, sia da un punto di vista epistemologico, sia per la messa a fuoco di una prassi quanto mai necessaria e richiesta per concepire e agire forme di vita inedite.

Fiorella Monti

Luigi (Gino) Pagliarani Un analista appassionato, ieri ed oggi

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

Il pensiero, l’opera di Pagliarani, fondatore della socio-psico-analisi italiana, tiene insieme, con passione, gli apporti della letteratura, della psicoanalisi individuale e gruppale, della psicologia sociale. L’autrice, nel suo contributo, intreccia testimonianze personali e riflessioni sull’importanza del lavoro di Pagliarani, lavoro che è, ancora di più oggi, necessario per cercare di comprendere e trovare possibilità di interventi rispetto ai temi cruciali del mondo contemporaneo: guerra e sofferenza mentale. L’autrice sottolinea anche quanto il pensiero di Pagliarani anticipi l’attuale modello ontologico ed estetico della psicoanalisi.

Daniele Malus, Daniela Patruno

Sentirsi reali. Socioanalisi didattica e nuove sperimentazioni

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

Il testo ricostruisce alcune delle prime sperimentazioni di socioanalisi “didattica”, nella Milano degli anni ’70, nate dall’incontro di alcuni manager e consulenti di Unilever con Gino Pagliarani. Tra questi c’era Pino Pollina che racconta anche di altre espe-rienze che hanno contribuito a costruire un modello di consulenza socioanalitica e poi psicosocioanalitica, in particolare il Laboratorio autocasi. Con Pino si era pensato di riprendere le sperimentazioni di quegli anni, aggiornando il format del Laboratorio per metterlo alla prova delle sfide di oggi. Il progetto era quasi pronto quando Pino ci ha lasciati. Prima però ha invitato Daniela Patruno a proseguire con me il progetto. Con lei abbiamo definito il format e fatto una sperimentazione con alcuni soci di Modus Srl Benefit. Il format è stato arricchito con due brevi sessioni che raccolgono quanto è “mobilitato” dall’autocaso per esplorare meglio le connessioni intersoggettive – da un lato – e dall’altro, per individuare nuovi spunti di approfondimento teorico. Possono essere un “inquadramento prospettico” per il beneficio comune e la gloria?

Il saggio si propone di indagare i principali riferimenti epistemologici presenti nell’opera di Luigi Pagliarani e di individuare alcuni aspetti caratterizzanti il suo modo di procedere nella ricerca. Partendo dall’esame del lavoro di tesi dedicato a Marx gio-vane e alla nascita del marxismo e considerando il rapporto con il pensiero di alcuni autori che hanno affrontato tematiche di natura epistemologica (Popper, Devereux e Prigogine) con i quali Pagliarani si è confrontato, si è cercato di ricostruire l’itinerario che lo ha portato a maturare una propria sensibilità epistemologica, secondo la quale il conoscere è un processo affettivamente connotato di co-costruzione di ipotesi interpre-tative da sottoporre a validazione intersoggettiva. Ciò colloca la psicosocioanalisi nell’alveo delle tradizioni filosofiche ermeneutica e pragmatista che hanno sviluppato una critica serrata alle prospettive oggettiviste e riduzioniste di matrice positivista e neopositivista. Dal punto di vista della metodologia, si sono identificate tre operazioni fondamentali (capacità negativa, dialogo, serendipità) che rendono conto, nella prassi, del modo di procedere della ricerca in campo psicosocioanalitico.

Francesco Liuzzi, Alessandro Kadolph

Un approccio estetico allo Sviluppo Organizzativo. In dialogo con Pagliarani

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

L’Organization Development costituisce – per l’esperienza degli autori – un in-contro vitale e sorprendente con donne e uomini che svolgono il ruolo di “mae-stri”, dando vita a un viaggio di studi, ricerca e progetti. Il paper ripercorre tra gli altri i punti salienti di questa scoperta, a partire dall’incontro con l’Organization Development e Mee-Yan Cheung-Judge, con la PSOA e Luigi Pa-gliarani, e infine psicologia della Gestalt e la sua declinazione relazionale e or-ganizzativa (Relational Organizational Gestalt). Approfondiremo la categoria di “esperienza” e di “presence” come costrutti fondamentali per un approccio dia-logico all’interno delle organizzazioni e nel più ampio contesto sociale. Il recu-pero di una consapevole intersoggettività nelle organizzazioni favorisce il dialo-go come metodo per comprendere e affrontare le “fratture” di questa nostra epo-ca tardo moderna. La realtà come significativa emerge e si rende evidente nell’esperienza. L’avventura conoscitiva si spalanca come una scoperta continua che permette il sorgere di un soggetto intersoggettivo consapevolmente relazio-nale. Il soggetto accade dentro una trama ricorsiva di riconoscimenti e relazioni e non è un “assoluto” o una sostanza chiusa in sé: non si fa da solo. Il costituirsi di un soggetto è un’apertura intenzionale e una tensione verso ciò che gli verrà incontro. Questa struttura intenzionale e relazionale originale necessita di una semplice quanto geniale attivazione per realizzarsi: chiamiamo questa struttura “esperienza” e il suo dinamismo “ciclo dell’esperienza” (Cycle of Experience).

Alfonso M. Iacono

Paura e fame di futuro

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

“L’uomo, dice Hobbes, famelico anche di fame futura, supera in rapacità e cru-deltà lupi, orsi e serpenti, che non sono rapaci se non per fame e incrudeliscono solo se feriti, di tanto quanto spade e schioppi superano le armi delle bestie, cor-na, denti ed aculei”. La fame futura è qualcosa di più e di diverso dalla speranza. L’esser famelico di fame futura ci suggerisce che l’uomo pensa continuamente e ansiosamente al domani: lo progetta. L’uomo moderno è ansioso di creare un mondo di protesi, di artificialità per esorcizzare le proprie paure rispetto al pre-sente. Hobbes ci ricorda anche che la formidabile propensione dell’uomo a co-struire un mondo artificiale attraverso il linguaggio non lo rende migliore, lo rende soltanto più potente. È l’era dell’antropocene.

L’articolo si propone di evidenziare il metodo di ricerca clinica di Luigi Paglia-rani, che sta alla base del modello della finestra psicosocioanalitica. Egli parte dal suo interesse per le persone e per la polis per allargare il lavoro psicoanaliti-co dagli individui, ai gruppi e alle istituzioni attraverso un processo prassi-teoria-prassi che va a modificare il quadro epistemologico di riferimento della psicoanalisi tradizionale.

Dario Forti

Lavoro e (psico)socioanalisi. Sul secondo verbo dell’esperienza umana

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

Il lavoro è un tema centrale della socioanalisi di E. Jaques che L. Pagliarani eb-be il merito di far conoscere in Italia, con l’obiettivo iniziale di fornire ai gruppi politici impegnati nel perseguimento di un effettivo cambiamento sociale uno strumento utile ad ottenere coerenza tra scopi e risultati, tra mezzi e fini. La so-cioanalisi del lavoro è stata poi un supporto fondamentale per l’azione di consu-lenti impegnati nello sviluppo organizzativo e in progetti formativi di arricchi-mento dei contenuti del lavoro individuale e collettivo. Da allora le organizza-zioni – e il lavoro stesso – sono cambiati moltissimo. Oggi l’impegno degli psico-socioanalisti è quello di continuare a valorizzare gli strumenti concettuali e ope-rativi tuttora validi, ripensandoli alla luce delle nuove difficoltà e le nuove sfide che incontrano i soggetti organizzativi, tra perdita del senso del lavoro e sottra-zione di lavoro da parte non solo dell’automazione ma anche dell’intelligenza artificiale

Matteo Fantoni

Metempsicotico il gruppo? Una bussola per il conduttore/facilitatore

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

: L’articolo ripercorre alcuni passaggi del lavoro di Luigi Pagliarani “Metem-psicotico il gruppo?” e mette in rilievo come possano essere utili nel lavoro di conduzione dei gruppi, portando come esempio un caso specifico in un’agenzia di comunicazione. L’importanza di riconoscere le capacità in chi si aiuta, in chi è in stato di bisogno, le buone ragioni dei resistenti e la contiguità tra gruppo di lavoro e gruppo in assetto di base e il potenziale trasformativo di tale contiguità sono i tre aspetti ritenuti più significativi nella pratica della conduzio-ne/facilitazione dei gruppi.

Massimo Daviddi

Gino e l’ospite inatteso

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

Due uomini si incontrano, un maestro e un giovane uomo “aspirante allievo”. La curiosità di entrambi, la fame di relazioni di entrambi li protegge dalle insidie della terra di confine dentro la quale si incontrano. Vivono quei luoghi non come confine ma come frontiera; una “terra promessa”, misteriosa quanto accogliente da esplorare insieme. Non si può considerare il rapporto tra maestro e allievo senza collocarlo nei riflessi più ampi dei tratti di una vita autentica o inautenti-ca. A tutto questo si sono esposti quei due, passeggiando e conversando nella lo-ro “frontiera” interna ed esterna.

Cristiano Cassani

Un ricordo per rilanciare l’organizzazione della speranza

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

In questo contributo si ripercorrono, e vengono riproposti, alcuni pensieri di Gi-no Pagliarani contenuti dal suo volume Il coraggio di Venere. Si è anche ritenuto utile, per il lettore, riproporre quanto scritto da Franco Fornari nella Presenta-zione dell’opera e da Diego Napolitani nella Prefazione.

Annamaria Burlini

Un maestro, una scelta

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

Il testo proposto è soprattutto un ricordo personale della capacità analitica di Gino Pagliarani e della sua straordinaria sensibilità umana e clinica. Alcuni dei temi cui si fa cenno sono cardini del suo pensiero: il trauma, l’amore primario, l’ango-scia della bellezza.

Maddalena Bortoloso

Il controtransfert istituzionale nel pensiero di Luigi Pagliarani

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

In questo contributo vogliamo ricordare la visione pioneristica del pensiero di Pagliarani, attraverso il racconto di come l’Associazione Ariele abbia condotto una ricerca sul controtransfert istituzionale in un momento in cui l’associazione stessa stava attraversando una profonda crisi che rischiava di compromettere la sua capacità progettuale e il raggiungimento della sua missione istituzionale. La sfida epistemologica e metodologica di questa ricerca sta nel fatto che l’Istituzione ha assunto il duplice ruolo di osservatore e di osservato, senza ricorrere ad un consulente esterno

A cura della Redazione

Editoriale

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

Questo paper riflette sulle sfide economiche, sociali e ambientali che le organizzazioni sindacali si trovano ad affrontare guardando ai margini del proprio campo tradizionale d’azione misurandosi con nuovi ordini discorsivi, pratiche e alleanze. È proprio in contesti come quelli delle piattaforme digitali, delle politiche abitative o delle crisi industriali, in cui l’azione sindacale viene spinta a intrecciarsi con nuovi attori e a sperimentare nuove pratiche, che emergono le direttrici di rinnovamento organizzativo più promettenti. Più che cercare nuove formule in grado di costruire un “sindacato 2.0”, ciò che appare necessario per affrontare le sfide del futuro è quindi tradurre tali sperimentazioni in apprendimento organizzativo, aspetto sul quale permangono invece ancora delle difficoltà. Le domande di ricerca saranno le seguenti: in quali contesti vengono sperimentate forme innovative di alleanza e azione? Quali sono le potenzialità e i limiti di tali sperimentazioni? In che modo queste esperienze possono tradursi in apprendimento organizzativo per le organizzazioni sindacali e in un rinnovamento del sistema delle relazioni industriali?

Giulio Fugazzotto

The Italian Communist Party in Somalia between colonial legacies and party pedagogy

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 303 Suppl. 1 / 2023

This article addresses a number of historiographical questions about the relationship between Italian communism and colonialism. It does so by analysing the presence of a section of the Italian Communist Party in Mogadishu in 1942. After describing its origins and relations with the military administration and the Italian community in British-occupied Somalia, the article examines the activities of the communists in Mogadishu and their relationship with the party, from which the local section seems to have been quite autonomous. While this confirms that the ideas and practices of the communist movement circulated well beyond the networks of the Third International, it is also an atypical element in the political context of those years. The article then identifies the section’s recruitment of militants in British prison camps as a peculiar variation of the Tolliattian ‘new party’, before concluding with a discussion of the paternalist and colonialist attitudes underlying the exclusion of Somalis from the section’s political horizon.

Valeria Deplano

From anti-colonialism to anti-imperialism: African student associations and activism in 1960s Italy

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 303 Suppl. 1 / 2023

After the end of European colonial rule, the presence of university students from the newly independent countries increased on both sides of the Iron Curtain. Although the students were involved in political activities both in the Eastern bloc and in Western Germany, France and Great Britain, there is a gap in academic research on this involvement in the Italian case. This article offers the first reconstruction of African student activism in Italy in the 1960s, tracing the modalities of association and mapping the links of this activism with various Italian organisations, in particular anti-colonial student organisations and the Catholic Ufficio Centrale Studenti Esteri in Italia. The article shows that throughout the decade, the African students’ interests shifted from anti-colonialism to anti-imperialism and that their associations underwent a process of radicalisation, partly linked to the concurrent transformations of the Italian student movement, and partly to developments in African politics.

Virginia Niri

From revolution to liberation. Feminist consciousness-raising and sexuality in the 1970s

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 303 Suppl. 1 / 2023

This article examines the “sexual revolution” of the 1960s and 1970s in Italy from the perspective of emotional history. Drawing mainly on unpublished oral sources and advice columns in women’s magazines, it assesses the contribution of the feminist method of consciousness-raising to the reception of and reaction to the so-called sexual revolution. Focusing on the ‘long 1968’ as it unfolded in Italy, I analyse how the new models of an apparently freer sexuality were appropriated and adapted to the emotional counter-community created by feminists practising consciousness-raising towards what would later be defined as sexual liberation, and I discuss the openings and limits that this approach has entailed.

The creation of the European Monetary System (EMS) between 1977 and 1979 introduced an element that would become central to Italy’s strategy of adjustment to the macroeconomic shocks of the 1970s: the ‘external constraint’, a political device — albeit with a technocratic matrix — designed to reduce public debt and enhance the country’s economic competitiveness.Conceived by an economist at the Bank of Italy, Tommaso Padoa-Schioppa, in 1978, the reforms of the ambitious programme known as the Pandolfi Plan were designed to restore the competitiveness of the Italian economy. The plan described the main features of the lira’s entry into the EMS as an external constraint, based on indications from the Bank of Italy’s Director General Carlo Azeglio Ciampi and despite objections from Governor Paolo Baffi.At that juncture, the Bank of Italy consciously assumed the role of substitute that would characterise its action in the following decade, motivating and orienting the country’s political choices in favour of an ever more urgent economic and monetary integration of Europe, towards what would finally be formalised with the Maastricht Treaty. Consistently with the structure of the EMS, the external constraint outlined in the Pandolfi Plan moved towards exchange rate constraints related to public finances and to the phenomena of fiscal dominance typical of monetary policy in Italy; it was essentially transformed into a fiscal policy constraint formally recognised in July 1981, with the so-called divorce between the Bank of Italy and the Treasury. The classic external constraint related to the balance of payments accounts and foreign exchange rates remained unchanged towards the rest of the world, meaning that it had an economic and not a “legal” nature, as defined by Guido Carli in the early 1990s.