L’osservatorio presenta i provvedimenti normativi nazionali maggiormente significativi del periodo di riferimento, riportando un breve commento a corredo dei testi pubblicati
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L’osservatorio presenta i provvedimenti normativi nazionali maggiormente significativi del periodo di riferimento, riportando un breve commento a corredo dei testi pubblicati
Con le pronunce in commento i giudici di merito hanno affrontato il tema del risarcimento del danno da "vacanza rovinata" e della responsabilità del tour operator nella vendita di un pacchetto turistico "tutto compreso". La causa del contratto di viaggio è proprio la finalità turistico ed essenziali sono tutti quei servizi e attività strumentali al suo raggiungimento. Entrambe le decisioni affermano il principio secondo il quale non tutti i disagi subiti dal turista legittimano la richiesta di risarcimento, ma solo quelli che superano una soglia minima di tolleranza. Tutto ciò si traduce in un'operazione di bilanciamento affidata al prudente apprezzamento del giudice, che attribuisce rilevanza solo a quelle condotte che offendono in modo significativo l'effettiva portata del principio stesso
Il caso in esame, seppur in prima battuta, riguarda il delicato e vasto rapporto tra diritto e nuovi strumenti di comunicazione attraverso il web e social network. Esso si riferisce a una condotta criminale - non correlata alla diffamazione - riguardante recensioni online false e sostituzioni personali programmate che influiscono sulla libertà di scelta dei consumatori e sulla concorrenza leale. Di conseguenza, la sentenza si riferisce alla questione delle pratiche commerciali scorrette che non sono commesse direttamente da un operatore economico ma da un terzo. Affermare una connessione tra una condotta impropria diretta o indiretta e il vantaggio indebitamente conseguito diventa un requisito essenziale che non può più essere ignorato al fine di garantire un'adeguata comunicazione web. Inoltre, rappresenta una prospettiva rassicurante sia per i consumatori che per i competitors promuovendo un mercato digitale più equo
L'organizzatore o venditore di un pacchetto turistico è tenuto a risarcire il danno cagionato al consumatore, qualificabile come danno da vacanza rovinata, anche quando la responsabilità possa essere imputata ad altri fornitori di servizi, fatta salva la possibilità di rivalersi su questi ultimi. Nella sentenza in esame, la Suprema Corte ha riformato la sentenza di appello ritenendo che prima dell'entrata in vigore del Codice del Consumo il risarcimento del danno da vacanza danneggiata fosse regolato dal d. lgs. n. 111 del 1995 con la conseguenza che ai fini della quantificazione del danno occorso il giudice deve applicare la normativa vigente al momento in cui si è verificato il danno e non quella vigente al momento della sentenza. Somma corrispondente al costo di ciò che aveva mangiato e bevuto
Un turista - acquirente di un pacchetto di viaggio - ha subito una rapina all'interno di un resort. Egli intraprende azioni legali contro il tour operator per essere risarcito sia del danno materiale che del danno da vacanza rovinata. La Corte di Cassazione precisa che il tour operator è responsabile della mancata sorveglianza del resort e che il turista ha diritto a ricevere anche il risarcimento di tale danno, da valutare in base all'entità del danno stesso
Al termine di una procedura esecutiva, una società ha acquisito uno stabilimento balneare, quindi ha chiesto al Comune di Rapallo se fosse possibile ottenere la concessione pubblica rilasciata al precedente proprietario. Il Comune di Rapallo non ha risposto e il suo silenzio è stato qualificato come silenzio rifiuto.
Dallo sviluppo del settore della ricettività turistica originano nuove potenziali controversie nei rapporti tra diritto del proprietario di un appartamento di vincolarlo a destinazione turistica e diritti del condominio. Due recenti sentenze di tribunali italiani evidenziano che la locazione a breve termine di un appartamento non infrange le regole condominiali che vietano di destinare l'appartamento ad attività di albergo, affittacamere, pensione o locanda.
La Corte di giustizia dell'UE esamina le conseguenze dello sciopero di una parte significativa dei membri del personale di volo. La questione principale è se il vettore aereo debba essere liberato dall'obbligo di risarcire i passeggeri ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento UE n. 261/2004 in caso di cancellazione o ritardo prolungato causato da wildcat strike. La Corte sostiene che il risarcimento è dovuto perché lo sciopero selvaggio non può essere considerato al di fuori del controllo effettivo del vettore aereo. Tuttavia, questa interpretazione finisce per mettere sullo stesso piano situazioni completamente diverse
La Direttiva (UE) 2015/2302 sui viaggi tutto compreso e relativi servizi non contiene alcuna disposizione specifica relativa al settore del diritto tributario. Ciò nonostante si ritiene comunemente che la tassazione nel settore del turismo sia di notevole importanza e costituisca una questione centrale nelle dinamiche della concorrenza e della concorrenza fiscale tra gli Stati membri. Tale contributo, pertanto, analizza le poche norme della Direttiva (UE) 2015/2302 recante disposizioni in materia fiscale. In particolare, viene analizzato il problema dell'IVA nel settore turistico. Ciò rappresenta una questione centrale in quanto l'IVA è l'imposta armonizzata più importante all'interno dell'Unione Europea e su cui si sono concentrati i maggiori interventi a livello europeo. Inoltre, vengono analizzate le ultime notizie e iniziative sull'IVA sviluppate dalla Commissione Europea. Quello che emerge è che la Direttiva 2015/2302 non modifica di certo direttamente gli aspetti fiscali, anche se consente di compiere qualche piccolo passo avanti. Cresce la consapevolezza che un coordinamento del sistema fiscale del turismo in Europa è ormai inevitabile
L’Autore presenta alcune riflessioni critiche sull’attribuzione delle funzioni in materia di turismo al Ministero delle politiche agricole alimetari e forestali, delineando l’evoluzione delle competenze statali nel corso del tempo.
Le tecnologie social e le strutture tipiche del Web 3.0 si sono rivelate, in campo sociosanitario, attivatori di salute e assistenza per organizzazioni, medici e soprattutto pazienti (Cipolla, Matu-ro, 2014; Santoro, Garattini, 2011; Liuccio, 2016; Sadasivam et al., 2013; Kamel Boulos, Wheeler, 2007). In particolare, le Comunità di pratica (CoP) nascono, si sviluppano e si molti-plicano soprattutto nel settore sanitario (Li et al., 2009). Esse ridefiniscono il sistema della co-noscenza e riorientano la produzione e la condivisione di pratiche attraverso un movimento bottom-up che si origina da percorsi di socializzazione integrati con il mediattivismo. Il presen-te contributo, che si configura come uno studio di caso netnografico (O’Donohoe, 2010; Yin, 2013) della comunità Diastasi Italia, ha come obiettivo generale l’analisi dell’impatto di comu-nità virtuali di pratiche spontanee sul processo di cura in ambito sanitario.
Through our pilot study we wanted to investigate the representations of children’s and young adults’ illness, childhood, agency and competencies in Italian literary works. The analysis of the texts allowed us to highlight how the whole range of these representations is especially anchored to the evolutionary paradigm, which considers the acquisition of competency and agency as a linear and incremental process developing with age. Nevertheless, when stories of illness are related to serious or chronic pathologies, centrality attributed to age contradicts the importance of the lived experience of illness, the actual driving force for the acquisition of competency and agency. This contradiction is not limited to literary fiction, rather it is emblem-atic of more popular social representations related to the adults’ recognition of children’s com-petence about health and illness within their real daily life contexts.
This paper questions the agency of children with learning disorders, living in France. Con-ducted by qualitative methodology with children, parents and professionals, the research opens up the debate on how adults speak for the children and create diagnosis and care trajectories for them. It also questions the silences of the children, the ways they interpret and make sense of their world (Corsaro, 2018). Finally, we look into how children are able of acting by fol-lowing Hirschman’s (1970) three options: exit, voice and loyalty. As in the sociology of mi-norities, analysing the agency of children comes down to highlighting not only the processes and systems to which they are subjected, but also the diversion tactics, secondary adjustments, avoidance strategies and resistance techniques that enable them to take hold of issues of their everyday life.
Turner Syndrome (TS) is a condition that affects only girls and women and involves a partial or complete absence of an X chromosome. Some characteristics of TS include short stature and ovari-an failure. Girls with TS are put on estrogen replacement therapy and growth hormone treatment. On the one hand TS is a well-recognized medical condition, on the other - a multi-dimensional cultural fact that makes its appearance in a specific historical, social and geographical context. In this text I focus on TS as a kind of a social mirror. I argue that TS is a social lens, through which one can look at various social phenomena, such as girlhood, womanhood, motherhood, medicaliza-tion. TS also challenges anthropology and its key dichotomies, including nature-culture, essential-ism-constructivism, nature-nurture and body-mind.
Legal recognition of children’s rights and the spread of Childhood Studies, which deal with the child as an active and competent subject with agency, have given rise to an extensive de-bate about methodology in social sciences. A new way of exploring the world of children has emerged and placed them at the very heart of research studies. However, carrying out research with children, especially in the health sector, raises a number of difficult ethical issues that highlight the need for a reflexive approach to research. Specifi-cally, we will analyse several aspects of research, such as consent to participation, privacy and confidentiality, and attention to children’s voices, by starting from the debate in the interna-tional literature and from some health research experiences with children, with the aim of providing useful reflections for health research with adults as well.
This article contributes to research into the sociology of age and health specifically focusing on youth and the period of transition to adulthood in asthmatic patients. Although there is a vast quantity of international literature which examines these phases of life, only rarely has research focused on chronic illness. By exploring the role of the patient as an active player in medical treatments, the article deals with the relationships between young asthmatics with profession-als and with parents in order to show how age constructions and transitions happen within health care trajectories.
This article explores some of the main cruxes in the medical field that Childhood studies scholars have highlighted concerning the relationships between generations. If we intend to implement children’s and adolescents’ right to participate in decisions about health and illness, these are central issues to understanding our society: the distribution of responsibility burdens between adults and children, the recognition and promotion of children’s autonomy, the con-tradictions between the representations used to identify ‘adequate parenting’, and the redefini-tion of power balance in therapeutic relationships.