RISULTATI RICERCA

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Katja Wahlstrom

Fryshuset - A Force of Passion

FORUM

Fascicolo: 6 / 2013

This article describes a remarkable and successful Stockholm-based social project, which emanated from one person´s dedication and strong belief in the power of human connection. He also believed in the importance of shared activities and the commitment of the adult generation to act as role models and fellow human beings for young people. The project started in 1984, supported by YMCA, under modest conditions in an old cold storage warehouse on the outskirts of Stockholm. It has now expanded to contain a multiplicity of activities all aimed to support and empower young people in difficult circumstances and opened branches in other cities and developed international connections. There has always been an emphasis on youth activities such as sport, rock bands and skate boarding but always in the context of human connection and fellowship. Many specific groups have formed for particular groups such as refugees or young women or they have been formed to prevent street violence or to support people who have left extreme movements such as neo-Nazism and criminal gangs. The project a journied through some difficult phases but it has, in a unique way, used the so-often overlooked positive power of groups to give young people opportunities for change

Il comune più popoloso del Paese è anche il più grande comune agricolo europeo. La commistione fra l’urbano e il rurale è ben leggibile nei quartieri periferici, dove le morfologie degli interventi di edilizia pubblica si giustappongono e si alternano alle tante specie di spazi di natura agricola: grandi tenute e aree in abbandono, lacerti di campagna e orti urbani, aree a pascolo e vigneti. L’antico legame della città con le pratiche agricole sembra non essersi mai interrotto del tutto, come è evidente nei due esempi di San Basilio e Corviale, dove emergono le dimensioni plurali di spazi aperti che assumono di volta in volta valenze paesaggistiche, produttive e ambientali, rendendo possibili nuove forme di coesione sociale e di cura del territorio

Paola Cavallero, Barbara Bertocci

Fruizione dei beni culturali ed ambientali: intergenerazionalità-interdisciplinarietà

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2019

I Beni culturali ed ambientali contribuiscono alla nostra qualita di vita, perche sono espressione e custodi di una cultura che comunica le proprie impronte ed il cambiamento nel tempo. Incontrarli e viverli, in una dimensione socio collettiva, ci porta a valutarli come elementi della nostra identita sociale, ritenendoli anche una forte risorsa per la vita delle persone. A seguito di tale considerazione la nostra area di interesse ha riguardato in un primo periodo lo studio degli atteggiamenti delle persone verso i Beni sia culturali che ambientali, nel focalizzare l’attenzione sui turisti, sui cittadini e sulle diverse fasce di eta. Da tali ricerche abbiamo constatato che sia gli adulti e che anziani sembrano dedicarsi ai Beni e ne stimano il loro valore, nel comprendere quanto possono essere vitali per la formazione dell’identita sociale. I giovani, invece, apparivano poco consapevoli dell’importanza dei Beni. Nel ritenere che i Beni siano fondamentali per far si che i giovani sviluppino la loro identita personale, culturale e lavorativa, abbiamo proposto dei laboratori intergenerazionali su questa tematica. In questi "Laboratori aperti" i giovani, coinvolti in un percorso di ricerca-azione, si sono potuti avvicinare sia alla ricchezza della realta ambientale che alle altre generazioni. I Laboratori si incentravano ad esempio sulla visualizzazione e ricerca attiva di foto sia di persone che del patrimonio culturale ed ambientale. Le foto compiono due funzioni: quella della individuazione e quella di invitare a percorsi di interesse trasversale nel tempo e nello spazio. Le fotografie acquistano valore con il tempo, perche diventano ricordi rispetto alle emozioni provate in un tempo passato, attribuendo ai ricordi un valore. Altro impegno e stato quello di fare visitare ai giovani gli Archivi Parrocchiali e gli Archivi Comunali, Archivi storici del territorio insieme agli anziani, per ritrovare dati biografici circa le identita dei propri antenati e poter giungere ad una narrazione piu precisa della loro storia. Ciascun giovane "disponibile all’esperienza" si era impegnato a raccogliere anche nell’ambito familiare dati, informazioni, fotografie, tutto cio che illustrasse i propri antenati. Ai Laboratori hanno partecipato anche esperti di altre discipline per mostrare, ad esempio, ai giovani la diversa visione di una stessa problematica rispetto ad un Bene. Queste esperienze hanno permesso una condivisione empatica fra le diverse generazioni e ai giovani di vivere e parlare tra di loro della vita sociale dei propri antenati in una modalita nuova, nel riappropriarsi di una parte della loro storia. Il confrontarsi con la loro vita, aprire una nuova comunicazione fra loro ha significato pure avere una nuova comunicazione con gli anziani, percorrendo la strada del patrimonio comune del proprio territorio. L’esperienza di questi "Laboratori aperti" ci ha permesso di avanzare nella nostra ricerca azione- formazione, realizzando esperienze di "Alternanza scuola lavoro" con osservazione, studio e comunicazione, in un’ottica intergenerazionale ed interdisciplinare. Per cui si puo ritenere che la fruizione dei Beni (culturali ed ambientali) puo contribuire ad uno sviluppo della persona non solo dal punto di vista economico, ma anche professionale e sociale. In questa ottica conoscenza e rivalutazione storica possono essere i fattori utilizzati per rinforzare identita culturale, di luogo e la futura identita professionale dei giovani in uno scambio intergenerazionale ed interdisciplinare.

Luigi Blanco

Frontiere e spazi sabaudi: osservazioni in margine a due recenti volumi

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 135 / 2012

I due volumi dedicati al Monferrato e allo spazio sabaudo, dai quali prendono le mosse queste riflessioni, affrontano le complesse vicende di negoziazione e definizione dei confini di queste entità territoriali in età moderna, con particolare attenzione alla conoscenza del territorio, ai tecnici incaricati delle operazioni, ai conflitti cui danno luogo. Essi confermano che dalla prospettiva dei confini può venire un importante contributo alla reinterpretazione dei rapporti centro-periferia nel processo di formazione degli stati nell’Europa moderna.

Maura Marchegiani, Stefania Tusini

Frontiere differenze migrazioni

Uno sguardo interdisciplinare

Il volume nasce dall’idea di esplorare la questione migratoria da una pluralità di prospettive: dalla sociologia al diritto, dagli aspetti istituzionali a quelli antropologici, proponendo considerazioni sui concetti di frontiera, viaggio, differenza.

cod. 12000.28

Elena Fasano Guarini, Paola Volpini

Frontiere di terra, frontiere di mare.

La Toscana moderna nello spazio mediterraneo

L’evoluzione delle frontiere terrestri toscane (politiche, economiche, ecclesiastiche e comunitative) tra ’500 e ’700, fra consolidamento dello Stato e resistenze dei poteri locali. Il testo esamina la natura e il funzionamento delle frontiere marittime e il modo in cui sono emersi i concetti di mare liberum e di acque territoriali.

cod. 1792.114

Roberto Beneduce

Frontiere dell'identità e della memoria

Etnopsichiatria e migrazioni in un mondo creolo

Questo volume propone il progetto di un’etnopsichiatria della memoria, del conflitto e della cura. I suoi destinatari sono quanti s’interrogano sui profili individuali e sociali della migrazione e sulle dimensioni simboliche e politiche della salute. Con la sua etnografia clinica e l’analisi delle forme di violenza e di arbitrio che scandiscono oggi l’incontro con le popolazioni immigrate (spesso persino all’ombra delle istituzioni della cura), quella qui proposta è un’etnopsichiatria critica e dinamica.

cod. 1370.5

L’articolo sviluppa una riflessione sulle potenzialita e i limiti delle organizzazioni sindacali e professionali che in Italia stanno elaborando da alcuni anni un’offerta di rappresentanza rivolta ai professionisti indipendenti. Molti di questi vivono una particolare fragilita sociale e lavorativa: sono marginalmente inclusi nel sistema di welfare e affrontano un mercato del lavoro sottoposto a radicali trasformazioni e una persistente crisi economica. La riflessione proposta si avvale degli approcci teorici delle relazioni industriali e degli studi organizzativi. I risultati di un recente progetto di ricerca sui giovani professionisti e il deficit di rappresentanza sono stati il punto di partenza per l’analisi di tre casi studio (ACTA, ReRePre, Consulta delle Professioni), analizzati attraverso interviste mirate ai responsabili, che consentono di individuare le differenti strategie organizzative, le sperimentazioni, le routine d’azione ma anche le relazioni fra organizzazioni.

Filiberto Agostini, Pierdaniele Giaretta

Frontiere della conoscenza

Big Data nelle scienze fisiche, sociali, umanistiche e della vita

Lo sviluppo tecnologico ha permesso la memorizzazione di grandi quantità di dati e ha enormemente accresciuto la capacità di elaborarli. Un riflesso importante di questa “rivoluzione tecnologica” (Big Data) è evidente nelle discipline storiche, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra storia e dato, metodo quantitativo e qualitativo, intelligenza umana e capacità analitica dei computer di fronte a una massa enorme di dati.

cod. 10144.1