Territori e crisi economica

A cura di: Gioacchino Garofoli

Territori e crisi economica

La perdurante crisi economica ha prodotto la deindustrializzazione e la disintegrazione economica e sociale in numerosi territori in Italia e in Europa. Molti di questi, anche relativamente ricchi, non hanno compreso il feroce processo di cambiamento in atto e hanno scoperto di essere di fronte agli effetti dirompenti della crisi quando ormai definitivi. Soltanto alcuni, quasi sempre periferici se non marginali, hanno reagito, avendo compreso da tempo le ragioni del loro declino e il rischio della perdita di posti di lavoro. Un approccio di sviluppo territoriale “dal basso”, quindi, con l’accompagnamento e la cooperazione della filiera istituzionale, può rendere efficaci le politiche di sostegno nazionali ed europee.

Pagine: 212

ISBN: 9788835173557

Edizione: in preparazione 1a edizione 2026

Codice editore: 365.1340

Pagine: 212

ISBN: 9788835191049

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Possibilità di stampa: No

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Formato: PDF con DRM Readium LCP

Informazioni sugli e-book

Pagine: 212

ISBN: 9788835191056

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Formato: ePub con DRM Readium LCP

Informazioni sugli e-book

La perdurante crisi economica ha prodotto la deindustrializzazione e la disintegrazione economica e sociale in numerosi territori in Italia e in Europa.
Molti di questi, anche relativamente ricchi, non hanno compreso il feroce processo di cambiamento in atto e hanno scoperto di essere di fronte agli effetti dirompenti della crisi quando ormai definitivi. Soltanto alcuni, quasi sempre periferici se non marginali, hanno reagito, avendo compreso da tempo le ragioni del loro declino e il rischio della perdita di posti di lavoro.
La reazione dei territori resilienti e proattivi ha visto in campo una pluralità di soggetti e l’emergere della comunità come aggregazione di interessi e come motore dei processi di ristrutturazione economica. La consapevolezza in merito a interesse collettivo e autonomia produttiva territoriale diviene una variabile determinante dei progetti di sviluppo. La capacità di analisi e di interpretazione, favorita dal confronto tra reti di territori, consente la progettualità dello sviluppo e la costruzione di un futuro vivibile. Il confronto internazionale mostra il ruolo cruciale dell’attore pubblico nella filiera istituzionale dall’Ente locale al livello europeo (passando per le regioni e lo stato nazionale), favorendo l’apprendimento istituzionale e i rapporti con il sistema produttivo. Laddove il partenariato pubblico-privato mostra una lunga esperienza di confronto e cooperazione lo strumentario di politiche europee produce risultati più rilevanti.
Un approccio di sviluppo territoriale “dal basso”, con l’accompagnamento e la cooperazione della filiera istituzionale rende efficaci le politiche di sostegno nazionali ed europee. La capacità progettuale prevale sulla disponibilità di risorse finanziarie. Le politiche industriali di sviluppo da introdurre in Europa vanno, inoltre, interpretate alla luce delle sfide del contesto internazionale, sempre più in fibrillazione negli ultimi tempi, con il progressivo indebolimento delle istituzioni internazionali.

Gioacchino Garofoli, presidente dell’Associazione degli economisti di lingue neolatine, è stato professore ordinario di politica economica presso le Università dell’Insubria, di Pavia e di Bari. Tra le sue pubblicazioni: Endogenous Development and Southern Europe (Avebury, 1992), Development on the Ground (Routledge, 2007), Industrializzazione diffusa in Lombardia. Sviluppo territoriale e sistemi produttivi locali (FrancoAngeli, 1983), Modelli locali di sviluppo (FrancoAngeli, 1991), Economia del Territorio (Etas, 1992), Impresa e territorio (il Mulino, 2003), I Maestri dello sviluppo economico (FrancoAngeli, 2016) e Sviluppo e crisi dell’economia italiana (FrancoAngeli, 2026).

Premessa

Gioacchino Garofoli, Territori e crisi economica: un’introduzione

  • Introduzione
  • Territori in transizione: alcune buone pratiche
  • Il quadro nazionale ed europeo a sostegno dello sviluppo territoriale e regionale
  • Politiche industriali di sviluppo in Europa nel nuovo quadro internazionale

Parte prima. Territori in transizione: alcune buone pratiche

André Torre e Sébastien Bourdin, L’économie circulaire au service du développement des territoires

  • La dimension territoriale: le chaînon manquant dans la définition de l’économie circulaire
  • Proximités dans les projets d’économie circulaire: réévaluation des externalités d’agglomération
  • Les dimensions territoriales de l’économie circulaire
  • Le rôle des institutions et des politiques locales dans la promotion de l’EC
  • Conclusion et pistes de recherche

Sandro Fabbro e Claudia Faraone, “Sistemi territoriali ecopolitani”: evidenze empiriche e politiche di transizione ecologica

  • Macro scenari “postmetropolitani”
  • Scenari spaziali europei ed Ecopoli
  • Le radici di Ecopoli
  • I territori italiani non metropolitani
  • Analisi dei territori italiani con caratteristiche ecopolitane
  • Conclusioni

Gioacchino Garofoli, Sviluppo territoriale in aree agricole di qualità: il caso delle Langhe e i possibili insegnamenti

  • Lo sviluppo territoriale delle Langhe: alcuni cenni introduttivi
  • Le trasformazioni della struttura economica e sociale
  • Il processo di integrazione produttiva
  • Integrazione tra saperi tradizionali e innovazione
  • Cosa ci insegna il modello delle Langhe

Giampiero Lupatelli, Terziarizzazione senza fratture

  • Sotto la Pietra, la Montagna del Latte
  • L’occasione delle Aree Interne
  • Il Progetto di Filiera
  • Nella stagione dell’Economia della Conoscenza
  • Fuori dalle stalle e dai caseifici
  • Una strategia territoriale
  • Un Manifesto per organizzare la complessità

Vittorio Salmoni, Rigenerazione urbana e strategie interattori: l’esperienza delle città creative Unesco

Gioacchino Garofoli, Le comunità nello sviluppo socio-economico: da Adriano Olivetti alle “green community”

  • Produzione e territorio: i rapporti tra economia, società e territorio
  • La comunità territoriale
  • Il rapporto impresa-territorio e impresa-comunità territoriale
  • Osservazioni conclusive

Parte seconda. Il quadro nazionale ed europeo a sostegno dello sviluppo territoriale e regionale

Bernadette Andreosso-O’Callaghan, Choc économique, Endettement et Financialisation. L’exemple de l’Irlande dans le cadre de la réponse de l’UE à la crise Covid-19

  • Introduction: Plan de relance post-Covid 19 – le cas de l’Irlande par rapport à l’Union Européenne
  • Les variables-moteur de la croissance en Irlande
  • Le problème de la financialisation
  • Conclusions

Gioacchino Garofoli, NGEU e PNRR: opportunità per una politica industriale di sviluppo in Europa. Investimenti e nuova occupazione di qualità

  • Le cause della crisi economica: i cambiamenti strutturali dell’economia a livello internazionale
  • Filiere produttive e autonomia strategica
  • Un cambio di paradigma della politica economica?
  • Gli investimenti nei settori “chiave”: verso un nuovo modello di sviluppo?

Juan Carlos Rodríguez Cohard, Los fondos NGEU en la actividad agroalimentaria en España: los proyectos estratégicos para la recuperación y transformación económica

  • El Plan de Recuperación, Transformación y Resiliencia de España
  • Los Proyectos Estratégicos para la Recuperación y Transformación Económica: especial referencia al ámbito agroalimentario
  • Comentarios finales

Bibliografía

Parte terza. Politiche industriali di sviluppo nel nuovo quadro internazionale

Robert Wade, Is US Dollar Hegemony Ending?

  • Quantitative dominance of the dollar and the international dollar payments system
  • Incumbency advantages
  • Limits on bilateral trade agreements in national currencies
  • Limits on the IMF’s Special Drawing Rights (SDRs)
  • Limits on proposed BRICS currency
  • Limits on the RMB
  • Conclusion

Marc Humbert, Pour une priorité à la production responsable et à la coopération équitable

  • En finir avec le primat à la consommation maximum et à la compétition sans merci
  • La question de la souveraineté économique des territoires
  • Produire localement est un impératif dont le modèle en place s’est totalement départi
  • Le modèle pousse à produire ce qu’on est capable de vendre, n’importe où, en utilisant tous les moyens possibles
  • Peut-on faire autrement, et comment?
  • Eliminer les déplacements évitables de produits bruts, intermédiaires et finis
  • Il convient de développer une coopération approfondie équitable entre pays
  • Il convient de cesser de produire tout ce qu’un opérateur pense pouvoir produire et vendre
  • Cesser la production de gadgets et la production de produits destinés à remplacer des produits non réparables ou pseudo-obsolètes
  • Prenons deux exemples de productions à réduire car excessives: les vêtements et les automobiles
  • Le changement d’objectif n’est pas bien formulé en proposant la décroissance: il s’agit de réformer le système de production, et il ne suffit pas de réduire la quantité de production
  • C’est donc une très profonde restructuration qu’il faut opérer et qui nécessitera, de très importants investissements matériels et une très importante attention aux restructurations socio-professionnelles indispensables

Carles Manera y Ferran Navinés, Resiliencia y robustez de la economía de España, 2020-2025

  • Los factores de la resiliencia económica
  • Una política económica a desplegar
  • Conclusiones

Riccardo Cappellin, Una nuova strategia industriale per l’Unione Europea

  • Le crisi economiche recenti e le politiche economiche europee
  • Il cambiamento nella struttura settoriale dell’economia europea
  • I problemi delle imprese italiane nelle diverse fasi di sviluppo
  • Le politiche europee attuali non sono adeguate
  • Esistono diversi modelli di politica industriale
  • Il modello sociale europeo moderno come paradigma di una nuova politica industriale europea
  • Gli obiettivi strategici e le misure di intervento settoriali
  • Una critica delle priorità della politica industriale dell’UE
  • Il finanziamento della politica industriale europea e il federalismo fiscale europeo
  • Conclusioni

Gli Autori

Collana: Economia - Ricerche

Argomenti: Economie locali, economia regionale

Livello: Studi, ricerche

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