La stagione dell'identità
Authors:

Domenico Petrolo

La stagione dell'identità

Dalla Brexit a Trump, perché orgoglio e valori contano più di salari e welfare

Oggi milioni di elettori non considerano più prioritarie le battaglie contro le disuguaglianze economiche, ma rivendicano con orgoglio la difesa dei propri valori e della propria identità, come singoli e come comunità. E sono pronti a votare chi riconosce e raccoglie queste istanze. Questo libro propone un’analisi sincera e innovativa di come si sta spostando il consenso in Occidente, descrivendone le derive ma anche le chiavi per interpretarlo. Perché la stagione dell’identità non deve essere necessariamente quella prospettata dall’estrema destra. Ma chi pensa di non affrontare il tema o di risolverlo con qualche euro di aumento dei salari, con qualche detrazione fiscale, è destinato ad accomodarsi a lungo ai banchi dell’Opposizione.

Pages: 172

ISBN: 9788835174783

Edition: in preparazione 1a edizione 2026

Publisher code: 1180.4

Pages: 172

ISBN: 9788835189671

Edizione:in preparazione 1a edizione 2026

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Format: PDF con DRM Readium LCP

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Pages: 172

ISBN: 9788835189688

Edizione:in preparazione 1a edizione 2026

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Format: ePub con DRM Readium LCP

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Siamo nella stagione dell’identità. L’identità, un tema così intangibile ma allo stesso tempo così concreto. Chi siamo? Qual è il nostro posto nel mondo? Cosa diventerà la comunità dove siamo nati e cresciuti?
I cambiamenti veloci degli ultimi decenni hanno migliorato la nostra esistenza, portandoci progresso e benessere. Allo stesso tempo però hanno stravolto i contesti in cui viviamo. Globalizzazione, immigrazione, Islam radicale, ideologia woke, trasformazioni demografiche, rivoluzione digitale: fenomeni che hanno lasciato ampi strati della popolazione spaesati e privi di certezze. Soprattutto le classi popolari, un tempo bacino elettorale della sinistra, oggi solidamente schierate a destra. Milioni di elettori che non considerano più prioritarie le battaglie contro le disuguaglianze economiche ma che rivendicano con orgoglio la difesa dei propri valori e della propria identità, come singoli e come comunità. E sono pronti a votare chi riconosce e raccoglie queste istanze.
I populisti lo hanno compreso benissimo, i conservatori tradizionali faticano, proprio perché a destra c’è sempre qualcuno più bravo a costruire muri, mentre per i progressisti il tema dell’identità è come la kryptonite per Superman: considerano l’identità tradizionale come un retaggio del passato, mentre esaltano le identità multiculturali e cosmopolite.
È così nell’America di Trump, ma anche nella nostra Europa, dalla Germania alla Gran Bretagna, fino – ovviamente – all’Italia.
Domenico Petrolo propone un’analisi sincera e innovativa di come si sta spostando il consenso in Occidente, descrivendone le derive ma anche le chiavi per interpretarlo. Perché la stagione dell’identità non deve essere necessariamente quella prospettata dall’estrema destra.
Ma chi pensa di non affrontare il tema o di risolverlo con qualche euro di aumento dei salari, con qualche detrazione fiscale, è destinato ad accomodarsi a lungo ai banchi dell’Opposizione.
Il volume è arricchito dai dialoghi dell’autore con Romano Prodi, Philipp Blom, Catherine Fieschi, Kwame Anthony Appiah, Guido Tabellini, Nicola Gennaioli, Emanuele Caroppo e Colin Crouch.

Domenico Petrolo, laureato in Comunicazione politica, ha iniziato la sua carriera nel mondo della cultura, per poi dedicarsi alla comunicazione e alla strategia elettorale, partecipando a numerose campagne nazionali e locali a fianco di diversi leader politici. Dal 2015 al 2018 ha coordinato la campagna 2×1000 per il Partito Democratico nazionale e le attività di raccolta fondi di varie realtà associative. Nel 2024 ha pubblicato, insieme a Lorenzo Incantalupo, Chi mi ama mi voti (Guerini e Associati). È fondatore e direttore di Cuntura, società che si occupa di strategia, comunicazione, pubbliche relazioni, networking e diplomazia. Cresciuto a Pernocari, vive tra Roma e Firenze.

Enrorsement
“Se nel Novecento la parola chiave era ‘uguaglianza’, nel nuovo secolo la parola decisiva sarà ‘riconoscimento’.”
Dalla Prefazione di Luigi Di Gregorio

“L’identità ha bisogno di semplicità, non tollera la diplomazia. Come un dogma, non si negozia.”
Dal dialogo con Romano Prodi

“Nessuno ha una sola identità. Tutti noi ne abbiamo molte, nella nostra appartenenza a diversi circoli, nella nostra appartenenza a diverse tribù. E penso che questo sia molto importante. Penso che la sinistra sia diventata incapace di accettare l’identità perché è diventata incapace di accettare la differenza.”
Dal dialogo con Philipp Blom

“In Europa la politica ha scambiato il laissez faire per integrazione: così il multiculturalismo è fallito.”
Dal dialogo con Catherine Fieschi

“Ci sono tre elementi. Il primo: servono delle etichette. Il secondo: le persone a cui quelle etichette si applicano devono pensare sé stesse attraverso quelle etichette e devono agire o provare qualcosa in base ad esse. Il terzo elemento: quando le persone riconoscono la tua identità, ti tratteranno diversamente rispetto a chi ha altre identità.”
Dal dialogo con Kwame Anthony Appiah

“Denunciare le catene autoritarie è inutile se non ci si pone il problema di spezzare le catene della paura, che ne sono il presupposto.”
Dalla Postfazione di Alessandro De Angelis

Luigi Di Gregorio, Prefazione

It’s the identity, stupid!

  • Brexit – Il popolo contro l’élite
  • Siamo a casa nostra
  • Alternative für Deutschland primo partito
  • L’ultimo tassello: Make America Great Again
  • L’identità richiede semplicità, non tollera la diplomazia. Come un dogma, non si negozia. Dialogo con Romano Prodi

Ognuno di noi desidera essere riconosciuto

  • Il thymos
  • Il rapporto diretto con Dio
  • Il conflitto con la società
  • Dignità per tutti
  • L’identità al centro
  • I cittadini votano i populisti per orgoglio, perché sono stati umiliati. Dialogo con Philipp Blom

Immigrazione e integrazione: una sfida complessa

  • Welfare, sicurezza e lavoro
  • Il percepito è reale
  • La crescita dei partiti xenofobi e nazionalisti
  • Il fallimento svedese, il tentativo britannico, il modello danese
  • Entrare nella stanza delle paure
  • In Europa la politica ha scambiato il laissez faire per integrazione: così il multiculturalismo è fallito. Dialogo con Catherine Fieschi

L’Islam radicale minaccia nel cuore dell’Europa

  • Una convivenza complessa
  • Fratelli Musulmani, demografia e moschee
  • L’assalto ai valori rivoluzionari
  • Dal Belgiquistan a Monfalcone
  • Destra, sinistra e Islam moderato: quell’alleanza che serve per mettere in sicurezza le nostre democrazie

Woke for Trump

  • Nascita e diffusione dell’ideologia woke
  • I principi fondamentali dell’ideologia identitaria
  • Dalla furia iconoclasta allo spirito antioccidentale
  • Le politiche identitarie non aiutano la sinistra
  • L’importanza dell’identità. Dialogo con Kwame Anthony Appiah

Globalizzazione e risentimento

  • Identità culturali e voto nella Rust Belt americana
  • I poveri votano a destra e hanno smesso di chiedere più uguaglianza alla politica. Dialogo con Nicola Gennaioli e Guido Tabellini

Governare un mondo di anziani

  • La demografia europea
  • Un passato immaginario: tra retrospettiva rosea e declinismo
  • Brexit: vincono gli anziani
  • Ognuno di noi desidera essere un romanzo in cui restare imbrigliati. Dialogo con Emanuele Caroppo*

Tutto molto veloce

  • Velocità e impatto della Quarta rivoluzione industriale
  • Gestire il processo
  • La sinistra ha ignorato la richiesta di protezione delle classi popolari. Dialogo con Colin Crouch

Conclusioni. Salvare le democrazie liberali

  • Riconoscere è più importante che promettere
  • Niente è solo economico, tutto è status
  • Protezione, protezione, protezione
  • Occuparsi delle paure, per prendersi cura della democrazia
  • Controllare, gestire, integrare
  • Liberarsi dalla trappola identitaria per promuovere valori universali
  • In difesa dell’Occidente
  • Generosità e coraggio

Alessandro De Angelis, Postfazione

Ringraziamenti

Bibliografia

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