Dublino II ed Eurodac: esame delle conseguenze (in)attese

Titolo Rivista: MONDI MIGRANTI
Autori/Curatori: Liza Schuster
Anno di pubblicazione: 2009 Fascicolo: 3 Lingua: Italiano
Numero pagine: 20 P. 37-56 Dimensione file: 534 KB
DOI: 10.3280/MM2009-003003
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Anche se il numero di richiedenti asilo in Europa sta calando, le politiche di asilo della maggior parte degli Stati membri dell’Unione continuano ad essere condizionate dalla paura di un ipotetico aumento. Di conseguenza, gli Stati membri si rifiutano di affrontare la questione del numero crescente di persone intrappolate tra Eurodac e Dublino II. Tra questi, le migliaia di persone che transitano attraverso la Grecia e la Spagna, dove in teoria dovrebbero presentare domanda di asilo, ma dove in realtà hanno scarse possibilità di presentare la richiesta, quasi nessuna chance che la stessa venga esaminata in modo adeguato e ancor meno che lo status di rifugiato venga loro concesso. Questo articolo affronta due questioni. Si argomenterà che la preoccupazione degli Stati membri consiste di fatto nel ridurre al minimo il numero delle persone in grado di richiedere asilo, piuttosto che nell’assicurare l’accesso a questo status a tutti coloro che potrebbero averne i requisiti; in altre parole, la retorica dell’abuso è uno stratagemma per evitare la responsabilità di garantire protezione alle persone che ne hanno bisogno. In secondo luogo, si sosterrà che l’assunzione sottesa a questi diversi provvedimenti, ovvero che non si ha il diritto di scegliere dove presentare la domanda, dà evidenza del fallimento nel riconoscere i richiedenti asilo come esseri umani autonomi (o esseri umani tout court) e del motivo per cui queste politiche non funzionano nemmeno dal punti di vista degli Stati.

Liza Schuster, Dublino II ed Eurodac: esame delle conseguenze (in)attese in "MONDI MIGRANTI" 3/2009, pp 37-56, DOI: 10.3280/MM2009-003003