L'esperienza del ricordo. Dalle pratiche alla performance della memoria collettiva
Autori e curatori
Contributi
Christian Giordano, Domenico Secondulfo
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 144,   1a ristampa 2014,    1a edizione  2010   (Codice editore 1047.10)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 19.00
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788856824605

In breve
Per comprendere come e perché la memoria operi nel presente delle collettività occorre osservare come essa viene esperita e attivata dagli individui e dai gruppi. Le pratiche della memoria costituiscono, in questo senso, specifici modi di trasformare il passato in presente che dura. Come i quadri sociali di significato organizzano i ricordi individuali in memoria collettiva, così i frames delle diverse pratiche organizzano l’esperienza sociale del ricordo.
Presentazione del volume

Fin dalla sua comparsa nell'ambito delle scienze sociali ad opera di M. Halbwachs, la nozione di memoria collettiva è sempre apparsa problematica: concetto polisemico, complesso e multidimensionale che, poiché significa troppo, rischia di non significare più nulla. Tuttavia, esiste e diamo per scontata l'idea che i membri delle collettività condividano dei ricordi. Diamo per scontato anche che questi ricordi abbiano un qualche significato per coloro che li elaborano, fosse anche il semplice, quanto semplicistico dovere di memoria.
L'idea di una memoria collettiva, intesa non tanto nel senso di memoria della società che ricorda al pari del cervello e della coscienza individuali, quanto nel senso che è possibile rintracciare complessi di ricordi collettivi e condivisi che i membri delle collettività ricostruiscono sulla base delle istanze del presente e in funzione dei loro progetti futuri, ci appare naturale. Ma come agisce? Cosa significa che i gruppi ricostruiscono il loro passato sulla base delle istanze del presente e in funzione del progetto futuro?
Per comprendere come e perché la memoria opera nel presente delle collettività occorre osservare come essa viene esperita e attivata dagli individui e dai gruppi. Le pratiche della memoria costituiscono, in questo senso, specifici modi di trasformare il passato in passato che dura. Come i quadri sociali di significato organizzano i ricordi individuali in memoria collettiva, così i frames delle diverse pratiche organizzano l'esperienza sociale del ricordo. L'enigma della memoria collettiva sembra, così, risolversi e acquisire concretezza.
Da metafora, la memoria collettiva si fa performance culturale: potente caleidoscopio di processi culturali per guardare al futuro attraverso il passato.

Lorenzo Migliorati è ricercatore in Sociologia dei processi culturali presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Verona. Si occupa di sociologia dei consumi e di sociologia della memoria. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo "Le pire est passé. Maintenant la guerre arrive". Ethnographie d'une commémoration fasciste (Presse de l'Université de Montreal, 2010); La mano del vasaio e la coppa d'argilla. Modernità e condizioni di possibilità della memoria (Il filo d'Arianna, 2009); Consumi: avanti con giudizio. Una ricerca sui comportamenti di consumo delle famiglie veronesi (QuiEdit, 2006); Rischio, una parola pericolosa. Uno studio sulla funzione sociale del rischio (QuiEdit, 2006).

Indice


Christian Giordano, Prefazione. La memoria sociale: dapprima negletta e poi magnificata
Introduzione
La memoria tra metafora e concretezza
(I quadri sociali della memoria; La critica; La memoria collettiva; Memoria individuale, collettiva e sociale: una sintesi)
Memoria e organizzazione dell'esperienza
(Realtà, quotidianità e memorie; Per una frame analysis del ricordo; Trasformazione della memoria)
Dalle pratiche alla performance della memoria
(La memoria del passato per il progetto del futuro; Performatività delle pratiche rituali commemorative)
Conclusioni
Domenico Secondulfo, Postfazione
Bibliografia di riferimento.