Che genere di diversity? Parole e sguardi femminili migranti su cittadinanza organizzativa e sociale
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 192,      1a edizione  2016   (Codice editore 1144.1.37)

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Prezzo: € 25,00
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Codice ISBN: 9788891729712
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In breve
Questa ricerca-azione femminista vuole contribuire a promuovere il riconoscimento, la valorizzazione e l’inclusione delle differenze che abitano il panorama sociale e organizzativo. A partire dai due casi studio della città di Arezzo e della società cooperativa Cooplat, i metodi del Diversity Management e di un multiculturalismo progressista hanno l’ambizione di porsi come importanti strumenti di cittadinanza attiva.
Presentazione del volume

Cittadinanza, genere e cultura sono le tre parole chiave scelte nel presente volume per mostrare come una ricerca-azione di genere possa contribuire a promuovere il riconoscimento, la valorizzazione e l'inclusione delle differenze che abitano il panorama sociale e organizzativo, sancendo così il profondo legame tra buona ricerca, buon lavoro e buona società.
Adottare la voce e lo sguardo delle donne straniere, allora, significa leggere i contesti di vita e di lavoro attraverso l'esperienza di soggetti generalmente più marginali, per definire percorsi di crescita più inclusivi e sostenibili e quindi condizioni di giustizia ed eguaglianza sociale per tutti e per tutte.
A partire dai due casi studio della città di Arezzo e della società cooperativa Cooplat, i metodi del Diversity Management e di un multiculturalismo progressista hanno l'ambizione di porsi come importanti strumenti di cittadinanza attiva. Questo studio rappresenta un messaggio importante in un clima di generale negatività in cui l'unico faro per le politiche sociali e lavorative sembra essere il mantra della sicurezza e del profitto a tutti i costi. Si tenta qui di rovesciare la logica dominante riappropriandosi di categorie quali il benessere della persona, il suo equilibrio psico-fisico che sia l'ambiente lavorativo che sociale dovrebbero contribuire a nutrire.
È con questa concezione integrale di soggetto che i luoghi di lavoro e della città andrebbero ripensati per diventare componenti costitutive di un progetto multilivello che ha al centro la dignità e lo sviluppo della persona.

Alessia Belli è assegnista di ricerca alla Scuola Universitaria Superiore Sant'Anna di Pisa. Ha svolto ricerca in Medioriente dove ha collaborato a progetti di cooperazione allo sviluppo in Israele e Palestina, e in Nordafrica con progetti di ricerca sull'attivismo femminile e sui processi di democratizzazione (Forum per i Problemi della Pace e della Guerra). È formatrice AIF e consulente legale per i richiedenti asilo presso ARCI Comitato Arezzo. I suoi principali interessi di ricerca riguardano Gender Mainstreaming, Diversity Management and Inclusion in contesti multiculturali, Islam e rapporto tra identità di genere, politica e religiosa, teorie femministe e femminismi islamici.

Indice
Introduzione
Metodologia e metodi: una prospettiva femminista
Che genere di cittadinanza? Scenari urbani e lavorativi tra multiculturalismo progressista e diversity management
Un altro genere di integrazione: parole migranti su cittadinanza organizzativa e sociale
Attraverso gli occhi di lei: il laboratorio fotografico
Buone prassi di cittadinanza attiva
Conclusioni
Bibliografia.




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