L'infinito pulviscolo. Tipologia linguistica della (para) letteratura femminile in Italia tra Otto e Novecento
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pp. 200,      1a edizione  2016   (Codice editore 1116.17)
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In breve
Attraverso un percorso di analisi che si snoda tra testi educativi (galatei per sposine, romanzi edificanti, e, ancora, copioni del teatro pedagogico) e narrativa amena (in particolare il "giallo-rosa", un genere di consumo fortemente ancorato alla dimensione femminile), il volume esamina da un punto di vista linguistico l’ipertrofica produzione (para)letteraria femminile otto-novecentesca, soffermandosi su alcune autrici particolarmente rappresentative e mettendo in luce l'importanza che simili produzioni rivestono per le vicende linguistiche del nostro paese.
Presentazione del volume

L'"infinito pulviscolo" è l'espressione con cui Benedetto Croce allude alle "instancabili romanzatrici" che si cimentarono, numerosissime, nell'attività della scrittura tra XIX e XX secolo. Intesa in senso lato - ossia non riferita soltanto al genere del romanzo - la definizione crociana ben si attaglia a restituire l'immagine dell'ipertrofica produzione (para)letteraria femminile otto-novecentesca che questo libro esamina da un punto di
vista linguistico.
Si tratta di una pubblicistica di ampie dimensioni, caratterizzata da una notevole varietà di tipologie testuali, che costituisce un osservatorio privilegiato per cogliere i modelli di lingua che, all'indomani dell'Unità, si andavano proponendo e diffondendo in un nuovo pubblico formato soprattutto da donne; nel contempo, però, è anche uno specchio sfaccettato entro cui si riflette il mutato rapporto delle donne con la scrittura, non più relegata, a questa altezza cronologica, soltanto alla sfera privata.
Attraverso un percorso di analisi che si snoda tra testi educativi (galatei per sposine, romanzi edificanti, e, ancora, copioni del teatro pedagogico) e narrativa amena (in particolare il "giallo-rosa", un genere di consumo fortemente ancorato alla dimensione femminile), il volume sofferma l'attenzione su alcune autrici particolarmente rappresentative e mette in luce l'importanza che simili produzioni rivestono per le vicende linguistiche del nostro paese.

Rita Fresu (Roma, 1967) insegna Linguistica italiana presso l'Università di Cagliari. Ha affrontato diversi aspetti della storia linguistica italiana dal XIV secolo a oggi. I suoi interessi scientifici sono principalmente incentrati sulle scritture non istituzionali, sui processi di italianizzazione, sulle questioni di gender (osservate soprattutto in prospettiva diacronica). Si è occupata della lingua di Massimo Bontempelli. Recentemente ha curato un volume sulla Grande guerra.

Indice
Rita Fresu, Premessa
Introduzione. Educare e intrattenere: le due facce della scrittura femminile tra XIX e XX secolo
(Scrittura femminile e storia della lingua italiana tra Otto e Novecento (e non solo); Autrici, generi testuali, domini areali; Avvertenze all'analisi)
Educare (intrattenendo): la pubblicistica pedagogica
(La prosa narrativa e prescrittiva; Il teatro educativo)
Intrattenere (educando): verso la letteratura di massa
(Tra "orribili delitti" e "languori infiniti". Ovvero, quando il giallo si tinge di rosa)
Glossario
Riferimenti bibliografici
Indice analitico
Indice dei nomi
Indice delle opere citate.