Il problema della manipolazione: peccato originale dei media?
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 304,   6a ristampa 2017,    1a edizione  2001   (Codice editore 1534.1.24)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 28,50
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846432278

Presentazione del volume

Il termine "manipolazione" evoca fosche immagini di lavaggio del cervello e di morte della coscienza. Viene così accostato immediatamente a quelle teorie critiche che hanno denunciato, spesso accentuandoli, i molti rischi della comunicazione di massa, in particolare gli effetti di passività e asservimento del pubblico. In realtà il problema della manipolazione non è questione di schieramento tra "apocalittici" e "integrati".

La manipolazione, come hanno ormai chiarito molti studi di sociologia e psicologia sociale, è una dimensione costitutiva delle relazioni interpersonali e sociali. Nei rapporti quotidiani cerchiamo sempre, consapevoli o meno, di gestire e controllare le impressioni che suscitiamo negli altri, di presentare un'immagine favorevole di noi stessi e volgere a nostro vantaggio le situazioni di interazione in cui siamo coinvolti.

Anche nei mass media avviene lo stesso processo, ma assume particolari caratteristiche: chi occupa il centro del sistema può comunicare contemporaneamente a molti; la relazione comunicativa è più simile a un monologo che a un dialogo; la credibilità dell'emittente è legata all'alone di prestigio che circonda i media; la trasmissione di contenuti simbolici avviene tra persone separate nello spazio e nel tempo; le strategie di influenza sono sempre, in qualche misura, razionali e pianificate, e possono sfruttare le opportunità offerte dai linguaggi e dalle forme espressive dei media stessi.

Un'analisi del problema della manipolazione richiede dunque una riflessione sui fondamenti e le condizioni della credibilità come relazione tra emittente e ricevente e sulle strategie di costruzione della credibilità. A tal fine appaiono assai utili concetti e idee tratti dall'approccio drammaturgico e la frame analysis , la pragmatica della comunicazione umana, la ricerca in campo sociolinguistico e sulla comunicazione non verbale. Al tempo stesso si dovranno considerare criticamente i più recenti sviluppi della teoria e della ricerca sui media, dalle teorie della mediazione simbolica a quelle della ricezione attiva, dall'analisi dei processi produttivi dell'informazione alla costruzione degli eventi mediali.

Guido Gili è docente di Sociologia dei processi culturali e Sociologia della comunicazione presso l'Università del Molise, dove dirige il Centro ricerca e servizio di Ateneo per la formazione. Si occupa di teoria della comunicazione e di analisi dei media. Tra le sue pubblicazioni: La teoria della società di massa (ESI 1990); Immagini di realtà. L'informazione d'attualità nella televisione pubblica e privata , (con A.L. Natale, FrancoAngeli 1995).

Indice


Introduzione. Perché studiare ancora la manipolazione nei mass media?
Parte I. Manipolazione: destino della modernità o feticcio teorico?
Tra due guerre mondiali: dal concetto di propaganda al concetto di manipolazione
(La logica degli "pseudoambienti"; Il potere dei simboli: la guerra su due fronti; Il potere dei simboli: la mobilitazione permanente delle masse; Il potere dei simboli: vendere idee per il mercato; Manipolazione delle influenze psicologiche e "pianificazione democratica"; Tra democrazia e manipolazione: le due facce della modernità)
Il paradigma dominante: influenza o manipolazione?
(La "retorica scientifica": le strategie della persuasione; Il paradigma dei "fattori intermediari": influenza personale e influenza dei media; Sistemi pluralistici e totalitarismo: la manipolazione confinata; Le condizioni della credibilità nelle relazioni comunicative distanziate)
Il paradigma critico: la tematizzazione del concetto
(Tre forme di potere: autorità, coercizione, manipolazione; La manipolazione come forma culturale della modernità; Creare i bisogni nelle società industriali avanzate; Manipolazione o eterodirezione?)
L'eredità della teoria della manipolazione
(La dimensione analitica: la black box e la cassetta degli attrezzi; La dimensione etico-politica e il suo paradosso)
Parte II. Ripensare la teoria della manipolazione
La costruzione della credibilità
(La credibilità come relazione; Le strategie della credibilità dei media; Le strategie della credibilità nei media; Le strategie del discredito; La credibilità come effetto di sistema)
Il messaggio ingannevole ovvero la manipolazione del contenuto (e della sua forma)
(Una tipologia della distorsione dell'informazione; La menzogna: l'inganno consapevole; La codifica selettiva: mentire senza mentire; La forma del contenuto; Le opinioni come notizie: parlare le parole dell'altro; La manipolazione delle "cornici" comunicative; La pubblicità: il capro espiatorio?; Manipolazione o distorsione involontaria? L'incerto confine; Dalla manipolazione al newsmaking (e ritorno))
Manipolare la situazione di ricezione: le strategie di coinvolgimento del pubblico
(Le teorie della ricezione attiva; La manipolazione attraverso il coinvolgimento attivo; Costruire strutture di plausibilità)
La realtà plasmata (manipolata) dai media: eventi mediali, pseudo-eventi e fattoidi
(Gli eventi mediali: narrare (manipolare?) la storia in diretta; Media interventisti e interferenze istituzionali; Creare pseudo-eventi: strategie di sovraesposizione; I fattoidi: le allucinazioni mediali)
Conclusioni. Per una competenza comunicativa nella società dei media.




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