Episteme e insegnamento. Sulla "responsabilità filosofica" del sapere
Autori e curatori
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 240,      1a edizione  2010   (Codice editore 495.215)

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Codice ISBN: 9788856831603
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In breve
L’attualità della cultura postmoderna ci segnala che la differenza tra doxa ed episteme entra in declino nella filosofia contemporanea, e con essa anche il possibile discernimento della varietà dei suoi campi discorsivi e culturali. Il volume mira a discutere la responsabilità filosofica di questa crisi mantenenedosi in tensione speculativa con la tradizione greca del logos, per cogliere nella decadenza del valore apofantico della filosofia la fuoriuscita del sapere stesso dall’ordine simbolico della trasmissione educativa.
Presentazione del volume


Se è vero che trasmettere un sapere richiede sempre una pragmatica, non è altrettanto vero che una qualunque pragmatica apra la scena comunicativa di un insegnamento.
Interrogare il concetto di insegnamento vuol dire affrontare la questione della sua legittimazione discorsiva e individuare la titolarità originale di una parola capace di magistero.
Nello spazio della cultura occidentale un tale problema non ha un'origine empirica, ma è ancorato alla trascendenza riflessiva di cui è portatrice da sempre la filosofia.
Il discorso dell'insegnamento sorge solo con la domanda teorica che accompagna il pensiero filosofico nel momento in cui appare un sapere che intende essere scienza, logos dimostrativo. È lo statuto epistemico della parola che apparendo pone una domanda di senso sulla sua trasmissione peculiare per consentirsi un'esprimibilità diversa dalla comunicazione ordinaria.
L'attualità della cultura postmoderna ci segnala che è precisamente la differenza tra doxa ed episteme che entra in declino nella filosofia contemporanea e con essa anche il possibile discernimento della varietà dei suoi campi discorsivi e culturali.
Il movimento di questo lavoro mira a discutere la responsabilità filosofica di questa crisi mantenenedosi in tensione speculativa con la tradizione greca del logos, per cogliere nella decadenza del valore apofantico della filosofia, la fuoriuscita del sapere stesso dall'ordine simbolico della trasmissione educativa.

Flavia Conte, allieva di Emanuele Severino, si è laureata a Venezia in Filosofia contemporanea. Ha svolto il dottorato di ricerca in Sciences de l'Education a Parigi sotto la direzione del filosofo Dany-Robert Dufour. Traduttrice del testo di Jacques Brosse L'ordre des choses (Pordenone 1988) ha collaborato come redattrice con la rivista "L'Ippogrifo" (Pordenone). Ha inoltre curato un'antologia di testi sull'immaginario poetico di Gaston Bachelard, Il poeta solitario della rêverie (Milano 2010). Insegna filosofia al liceo ed è membro dell'Equipe Paideia e del gruppo Circeft, all'Università Paris VIII Vincennes-Saint-Denis.

Indice


Introduzione
La praxis postmoderna della legittimità
(J.-F. Lyotard e l'idea pragmatica del sapere; Il sapere come gioco; La "riabilitazione" contemporanea della praxis; Sapere e decisione: l'orizzonte speculativo di un dibattito)
Il sapere nello spazio filosofico del lógos
(Epistéme e insegnamento: legittimità del lógos e razionalità tecnica; Verità epistemica e relativismo gnoseologico in Platone; La questione della retorica; Aristotele e la definizione epistemica del soggetto)
Insegnamento come teoria
(Oralità e scrittura. La parola "efficace" del mito; Lo spazio teorico del lógos; Trascendenza e necessità dell'apparire; Paidéia e teatro; Platone e la questione educativa della Mìmesis; La legittimità epistemica della scrittura)
Sulle tracce della crisi della scientificità del sapere
(La svolta moderna dell'epistéme; La controfinalità del soggetto moderno; Nietzsche e l'"utilità" della storia; Il principio della scientificità del sapere; Lo statuto logico della riflessione; La metafora in gioco tra Ricoeur e Derrida)
Testi citati e bibliografia
Indice dei nomi.