Annodamenti. La specializzazione dei tessuti urbani nel processo formativo e nel progetto
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 244,      1a edizione  2017   (Codice editore 1098.2.45)

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In breve
Il nodo rappresenta una delle poche figure che si possa annoverare tra i grandi archetipi condivisi dell’umanità. Analogo per importanza è l’annodamento, inteso come atto dell’annodare più che come suo esito. Entrambi sono declinati all’interno di una serie pressoché infinita di casi che interessano l’ambito architettonico quanto quello scientifico, gli aspetti simbolici quanto quelli religiosi, la psicanalisi quanto il dire comune. Ripercorrerne la storia significa indagare un’espressione fondamentale della vita dell’uomo e dello spazio che abita.
Presentazione del volume

"Dalla notte dei tempi il nodo accompagna in maniera costante il cammino dell'uomo. Non è un caso che nell'arco della storia compaia in quasi tutti i contesti culturali e geografici, adottato o più semplicemente scelto per i suoi valori semantici ed iconici, e declinato all'interno di una serie pressoché infinita di casi che interessano l'ambito architettonico quanto quello scientifico, gli aspetti simbolici quanto quelli religiosi, la psicanalisi quanto il dire comune. Con tutta probabilità il nodo rappresenta una delle poche figure che si possano annoverare tra i grandi archetipi condivisi dell'umanità, diffusi all'interno delle diverse culture che si sono formate nel corso della storia."

L'annodamento costituisce un ambito di indubbia rilevanza per una analisi dei processi alla base dello sviluppo dell'edilizia e dell'urbanistica contemporanee, nonché per lo studio della storia della tipologia edilizia e delle città. È nota infatti l'importanza della nozione di nodo nei diversi contesti culturali, dai quali possono essere derivate nel tempo differenti accezioni del termine. Prima ancora che strumento di lettura della realtà costruita tale ricerca indaga l'idea del nodo come luogo della mente, forma simbolica nell'accezione che Ernst Cassirer assegna al termine: essenza dell'espressione, sintesi attraverso la quale si esprimono con un solo gesto, nel loro manifestarsi, molte cose dell'esperienza umana. Se, come per molti termini usati in architettura, la fondamentale parola "nodo" non ha mai trovato una definizione stabile in letteratura, il termine annodamento, cioè l'atto di annodare, il processo formativo che ha come esito il nodo urbano, è, nella nostra disciplina, quasi un neologismo. Processo appunto, più che fenomeno, l'annodamento presenta molte sfide nella sua enunciazione teorica, nello studio delle sue fasi formative e nell'applicazione progettuale, che sola giustifica lo sforzo definitorio e metodologico.

Marco Falsetti Architetto e dottore di ricerca, è docente a contratto presso l'Università di Roma "Sapienza". Le sue ricerche riguardano i frammenti irrisolti della città moderna e il ruolo dei grandi maestri nella formazione della coscienza progettuale contemporanea. Ha partecipato a convegni nazionali e internazionali; suoi lavori sono stati inoltre esposti presso l'Istituto Nazionale della Grafica, la Facoltà di Architettura di Roma, il Politecnico di Milano e il Politecnico di Bari. Autore di saggi e articoli sul tema dell'architettura nei contesti identitari, ha pubblicato per FrancoAngeli la monografia Roma e l'eredità di Louis Isadore Kahn (con E. Barizza, 2014).

Indice
Giuseppe Strappa, Presentazione. Unire, Legare, Annodare
Parte I. Sul concetto di nodo
Premessa
Simboli, spazi, motivi annodati
Parte II. Organismo e annodamento
Teoria degli annodamenti
Spazi tipici
Recinti urbani
Annodamento urbano
Protoannodamenti territoriali
Annodamento territoriale
Parte III. Annodamento e progetto
Forme organiche
Processo e progetto
Casi di studio moderni
Roma | Don Bosc
Santiago del Cile | Barrio Civico
Varsavia | MDM _ Cracovia | Nowa Huta
Altre forme di recinti urbano-territoriali
Parte IV. Conclusioni
Il nodo del futuro
Riferimenti bibliografici
Indice delle illustrazioni.