La cultura della "Plebe". Miti, ideologie, linguaggio della sinistra in un giornale d'opposizione dell'Italia liberale
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 192,      1a edizione  1984   (Codice editore 1573.39)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € ,00
Condizione: fuori catalogo
Disponibilità: Nulla
Codice ISBN: 9788820452643

Presentazione del volume

I primi due decenni dell'Italia liberale videro il progressivo spostamento di una parte cospicua dell'opposizione di sinistra dalle fila mazziniane e garibaldine verso l'internazionale anarchica e il socialismo. Su questo periodo di transizione, che segnò anche l'inizio delle prime forme organizzate del movimento operaio, la storiografia italiana di area marxista ha prodotto numerosi e importanti studi, specie negli anni '50 e '60. E tuttavia Il presente volume aggiunge ai risultati della ricerca precedente ulteriori elementi di novità, poiché allarga l'orizzonte delle conoscenze ad aspetti e programmi di solito trascurati o considerati ininfluenti per un giudizio storico-politico.

Per capire meglio e approfondire la stessa dimensione politica - non per superarla o emarginarla - l'indagine si volge infatti a esplorare il campo della cultura. Cultura da intendersi in senso lato, come insieme di valori, di modelli di comportamento, di miti, di codici linguistici e anche, ovviamente, come letteratura. Il libro analizza dunque la sinistra post-risorgimentale in una nuova luce, assumendo come fonte privilegiata della ricerca "La Plebe" di Enrico Bignami, giornale lombardo assai vicino all'ambiente intellettuale della cosiddetta <

Attraverso la lettura sistematica di tale fonte, I' autore intende rispondere ad alcuni rilevanti interrogativi: per esempio sino a che punto e in quali termini l'adesione all'ideologia socialista provocò una modificazione, rispetto al passato, del giudizio sulla questione femminile? Quale fu, nel corso degli anni, l'evolversi dell'interpretazione della Comune parigina? Il laicismo positivista e scientista, tipico della cultura repubblicano-radicale, venne meno o convisse con la progressiva adesione al socialismo? E, in campo più strettamente letterario, quali gli autori che venivano propagandati e fatti conoscere al pubblico del lettori? Infine, che cosa e come si scriveva, che tipo di linguaggio veniva usato?

Le risposte a questi quesiti apportano nuove tessere di conoscenza sulla fisionomia del primo socialismo Italiano e consentono innanzi tutto di localizzarne continuità e cesure rispetto ai tratti ideologici e culturali della sinistra risorgimentale.

Claudio Giovannini è docente di storia del Risorgimento presso la Facoltà di lettere dell'Università di Bologna. Ha scritto Politica e religione nel pensiero della Lega democratica nazionale (Roma, 1968). L'Italia da Vittorio Veneto all'Aventino (Bologna, 1972). La Democrazia cristiana dalla fondazione al centro sinistra (Firenze, 1978). Romolo Murri dal radicalismo al fascismo (Bologna. 1981). Collabora a diverse riviste, tra cui "Studi storici", <

Indice

• Rivoluzione francese e Comune di Parigi
• Scienza, "Ragione", Progresso: una fede laica per un uomo nuovo
• Tra il vecchio e il nuovo: la questione femminile
• Poesia e narrativa tra Carducci e Zola. Un critico scapigliato: Felice Cameroni
• Quale socialismo?