La storia che r(esiste).

Approcci alla conservazione e valorizzazione dei ruderi

Contributi
Giovanni Carbonara, Emanuela De Feo, Pietro Vecchi
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 212,      1a edizione  2019   (Codice editore 1330.113)
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La storia che r(esiste). Approcci alla conservazione e valorizzazione dei ruderi
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In breve

La rovina non è pura massa amorfa abbandonata ai margini della modernità, ma è materia sempre nuova, detentrice di valori immortali, che fungono di volta in volta da monito, insegnamento e ispirazione. Il volume raccoglie riflessioni ideali e operative sul tema della rovina, nei suoi aspetti storico-culturali, di conservazione e valorizzazione, e presenta numerosi casi studio e applicazioni in riferimento ai reperti archeologici, all’architettura fortificata e all’archeologia industriale. Chiude il testo un inedito approfondimento sull’approccio alla conservazione delle opere ruderizzate nella cultura orientale.

Presentazione del volume

Il volume raccoglie riflessioni ideali e operative sul tema della rovina, nei suoi aspetti storico-culturali, di conservazione e valorizzazione. La rovina non è pura massa amorfa abbandonata ai margini della modernità, ma è materia sempre nuova, nella forma e nell'immagine, che, pur nella sua incompletezza, è detentrice di valori immortali, divenendo di volta in volta monito, insegnamento e ispirazione. I ruderi diventano così vere e proprie opere che, oltre a resistere, esistono autonomamente in una rinnovata essenza ed immagine. Il tema ha sedotto la scienza e la fantascienza, la fotografia, il cinema, la pittura, la letteratura e le molte altre arti che hanno prodotto infinite rappresentazioni estetiche, alimentando il fascino dell'incompiuto, del vetusto e del frammento, continuamente in tensione tra le forze della natura e quelle della struttura. È una storia che rimanda al tempo che scorre e al suo inesorabile processo di distruzione ma che, contemporaneamente, evoca in ogni istante l'immortalità della materia e del suo creatore.
Dal punto di vista operativo, attraverso numerosi casi studio e applicazioni, il volume tratta il tema del rudere in riferimento ai reperti archeologici, all'architettura fortificata e all'archeologia industriale, con un inedito approfondimento sull'approccio alla conservazione delle opere ruderizzate nella cultura orientale.

Federica Ribera
, architetto e PhD, è professore associato di architettura tecnica presso il Dipartimento di ingegneria civile dell'Università degli studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca vertono prevalentemente sulla storia delle costruzioni e sulla conservazione e recupero del patrimonio edilizio esistente. È autore di numerose pubblicazioni, quali articoli in volume e in riviste specializzate, contributi in convegni e seminari di rilievo nazionale e internazionale e diverse monografie tra cui: Le coloriture dell'edilizia storica napoletana. Metodi e strumenti per il progetto di manutenzione, Napoli 2002; Santa Teresa a Massa Lubrense. Un monastero di clausura tra storia e restauro, Napoli 2003; Salerno tra le due guerre. L'edilizia pubblica e le residenze private, Napoli 2010; Recupero e valorizzazione dei serbatoi interrati di Pier Luigi Nervi a Pozzuoli, Napoli 2014; Il tempo nuovo della tradizione. Confronti tra conservazione e innovazione, Napoli 2019.

Pasquale Cucco
, ingegnere edile-architetto, è dottorando di ricerca in Risk and Sustainability in Civil, Architecture and Environmental Engineering Systems e cultore della materia per il SSD ICAR/10 presso il Dipartimento di ingegneria civile dell'Università degli studi di Salerno. Vincitore di concorsi di progettazione nazionali e internazionali, ha partecipato come relatore a seminari e workshop in Italia e all'estero. È autore di pubblicazioni tra cui monografie, articoli in riviste scientifiche e contributi in atti di convegno nazionali ed internazionali, prevalentemente sui temi del recupero e della conservazione del costruito storico, con particolare attenzione all'architettura tradizionale del Mediterraneo.

Indice

Giovanni Carbonara, Presentazione
Introduzione
La poetica della rovina. Ammirazione e melanconia
(La nascita del concetto di rovina; Le grandiose manifestazioni artistiche del XVIII secolo; Sir John Soane e il disegno profetico di Joseph Gandy; Viollet-le-Duc e il progetto della rovina; John Ruskin e il vero significato della rovina; L'esperienza di Zsámbék in Ungheria; Il paradosso della rovina; Il Novecento e le rovine da guerra. Monito e insegnamento; Il concetto di rovina nel pensiero dei contemporanei; Bibliografia di riferimento)
I ruderi archeologici
(Traditio e renovatio; L'architettura per l'archeologia. Un dialogo possibile?; Il ruolo dell'architettura nella valorizzazione dei ruderi archeologici; Emanuela De Feo, Processi conoscitivi per la conservazione e valorizzazione dei siti archeologici; Il dibattuto problema delle coperture dei siti a rudere; Bibliografia di riferimento)
Conoscenza e conservazione: il percorso metodologico
(Chiarimento sui termini; La genesi del rudere; Il grado di ruderizzazione; La conoscenza storica del manufatto e del contesto territoriale e culturale; Materiali costitutivi e tecniche costruttive; Il rilievo del manufatto; La protezione delle murature a rudere e i nuovi materiali; Approccio metodologico e indicazioni progettuali; Bibliografia di riferimento)
L'architettura fortificata allo stato di rudere
(Chiarimento sui termini; Le principali criticità dell'architettura fortificata; Il problema delle integrazioni; L'architettura fortificata allo stato di rudere nell'areale cilentano (SA). Lo stato dell'arte; L'architettura fortificata allo stato di rudere nell'areale molisano (IS). Lo stato dell'arte; Conclusioni. Verso la conservazione, il riuso e la gestione dei castelli-rudere; Bibliografia di riferimento)
Le reliquie architettoniche della modernità. Ritmi, suoni e colori della società del lavoro
(Rovine industriali, ruderi moderni; L'opportunità del riuso come strategia di rilancio; Esperienze italiane; Bibliografia di riferimento)
Pietro Vecchi, La rovina in Oriente
(Il castello di Nagoya. La ricostruzione in calcestruzzo armato del 1958 sulle rovine del dopoguerra e l'attuale progetto di demolizione e ripristino dell'edificio ligneo; Bibliografia di riferimento)
Conclusioni.