La scoperta della ierofania dentro la Badia di Sant’Agata a Catania

Titolo Rivista ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE
Autori/Curatori Tiziana Nicolosi
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2025/1-2
Lingua Italiano Numero pagine 21 P. 221-241 Dimensione file 827 KB
DOI 10.3280/ASSO2025-001011
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Il presente saggio propone una lettura della Badia di Sant’Agata a Catania, di Giovan Battista Vaccarini, come declinazione di un percorso iniziatico di elevazione, dal martirio alla salvezza attraverso la luce. Punto culminante di tale analisi è la scoperta, compiuta e documentata dall’autrice per la prima volta in assoluto, della ierofania del gruppo scultoreo di Sant’Agata e dei due putti laterali. L’autrice ha scoperto che, nei giorni del triduo agatino dalle 11.00 alle 12.00 a.m., dalla cantoria posta a sud, si assiste a uno straordinario fenomeno luministico: nell’arco di un’ora, un fascio di luce colpisce il gruppo scultoreo e proietta l’ombra della mano destra di Agata a farle “cogliere” il giglio della purezza, poi si sposta e proietta l’ombra della mano sinistra a farle “afferrare” anche la palma del martirio, infine si spegne per ritornare alle 13.00. Le suore di clausura, dunque, assistevano ogni anno a una sorta di sacra rappresentazione della storia di sant’Agata dal forte valore iniziatico, simbolico e catartico.

Parole chiave:Giovan Battista Vaccarini, Badia di Sant’Agata, ierofania, Barocco, Sant’Agata, Catania

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Tiziana Nicolosi, La scoperta della ierofania dentro la Badia di Sant’Agata a Catania in "ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE" 1-2/2025, pp 221-241, DOI: 10.3280/ASSO2025-001011