Architettura preromanica asturiana. Studi storiografici e caratteri figurali
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 492,   figg. 200,     1a edizione  2015   (Codice editore 1579.3.5)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 42,00
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788891727947

In breve
Il volume prende in esame l’architettura prodotta nel regno delle Asturie nel periodo tra il 722 e il 910, evidenziando sia gli elementi di originalità sia i caratteri comuni agli altri territori europei occidentali, che concorrono al processo di formazione dello spazio sperimentale di età romanica.
Presentazione del volume

Le architetture preromaniche asturiane, il cui numero è di gran lunga inferiore a quello degli edifici costruiti nel periodo del regno, formano un insieme fra i più omogenei dell’Occidente altomedievale europeo. Esse s’inseriscono nel quadro delle coeve esperienze europee altomedievali e, come queste, partecipano al moto di rinnovamento del semplice ordinamento basilicale volto a rendere più articolato lo spazio longitudinale mediante la creazione di semplici comparti e il coordinamento dei vari piani dell’alzato mediante composizioni unitarie. Esse mostrano motivi icnografici, sistemi costruttivi e partiti decorativi che preannunciano la successiva architettura romanica, ma simultaneamente configurano l’ultimo anello dello sviluppo della tradizione costruttiva iniziata in età paleocristiana. La coesistenza di molteplici proposte tipologiche, la creazione di sequenze spaziali, la ricerca di effetti di profondità, la tendenza a forti accenti chiaroscurali, l’uso di partiti decorativi originali sono gli elementi peculiari dell’architettura asturiana per esprimere un senso spaziale vigoroso, fortemente ancorata per un verso all’antica cultura cantabrica, ma disponibile ad accogliere, per altro verso, suggerimenti di altre popolazioni compresenti nella penisola iberica, purché questi servano ad arricchire maggiormente il repertorio condiviso e non compromettano la sintassi costruttiva consolidata. Sulla base di questo ampio quadro di riferimenti, i costruttori asturiani realizzarono architetture i cui caratteri figurali esprimono un’arte di corte orientata a rinnovare ideologicamente, a Oviedo, i fasti dell’antica capitale visigotica di Toledo. Le dimensioni di tali opere architettoniche, piuttosto ridotte, offrono eleganza sia nelle proporzioni sia nelle articolazioni dei volumi squadrati e ben costruiti, ed emanano, altresì, un fascino sottile reso manifesto dall’uso dei materiali edilizi colorati e variegati (pietra e mattoni). Ma è soprattutto la bellezza del paesaggio in cui tali architetture sono inserite che esalta la composizione delle masse, i cui profili si proiettano e si disegnano sullo sfondo naturale con varie modalità in accordo con i cambiamenti di luce.

Gianluigi Ciotta, architetto e professore ordinario, insegna Storia dell’Architettura antica e medievale nella Scuola Politecnica dell’Università di Genova. La sua ampia e densa attività scientifica, sviluppata attraverso collaborazioni con prestigiosi enti di ricerca italiani e stranieri, comprende libri di storia dell’architettura antica, medievale e moderna e saggi in riviste specializzate.

Indice
Introduzione
Sigle e abbreviazioni
Fonti e studi
Intrecci di culture nel processo di formazione dell’architettura asturiana
Il periodo di formazione del regno asturiano. Da Pelagio a Vermudo (718-791). Attività costruttiva a Cangas de Onís e a Santianes di Pravia
La stabilizzazione politica. L’evergetismo di Alfonso II «el-Casto» (791-842) e inaugurazione di un’arte di corte a Oviedo
Originalità dei caratteri icnografici dell’architettura asturiana durante i regni di Ramiro I (842-850) e di Ordono I (850-866)
Alfonso III «el-Magno» (866-910). Apporti mozarabici e tendenza verso il particolarismo architettonico
Conclusioni
Bibliografia
Indice dei nomi degli autori principali
Indice dei principali nomi di persona
Indice delle principali architetture
Elenco e referenze delle illustrazioni.