La destinazione dei beni confiscati alle mafie nell'Unione Europea. Normative e prassi applicative a confronto
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Costantino Visconti
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pp. 218,      1a edizione  2018   (Codice editore 10243.1)

Tipologia: E-book
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Informazioni sulle pubblicazioni ad Accesso Aperto
Codice ISBN: 9788891777027

In breve
Nel volume si comparano normative e prassi applicative in materia di amministrazione e destinazione nell’UE; si introducono poi le principali esperienze di riuso sociale ed i regimi di riutilizzo, con un focus sui casi italiano (riuso sociale diretto) e francese (riuso sociale indiretto).
Presentazione del volume

Un'efficace ed efficiente destinazione dei beni confiscati alle mafie è cruciale per garantire che le politiche di confisca raggiungano i loro obiettivi. Il tema è stato finora poco indagato. Questo volume risponde ai seguenti quesiti: come è disciplinata la destinazione negli Stati membri dell'UE? Quali le opzioni? Vendita o anche riutilizzo? In termini di assetti istituzionali, prevale una tendenza alla centralizzazione o alla decentralizzazione? Come sono amministrati i beni prima della confisca, per prevenirne il deterioramento? Quale è lo stato di attuazione della normativa (criticità e migliori prassi)?
Il volume presenta i risultati dello studio RECAST, co-finanziato dalla Commissione europea all'Università degli Studi di Palermo-DEMS, e condotto in collaborazione con CSD e Flare Network, e con il supporto di ANBSC e UNICRI. Il testo consta di due parti. Nella prima si comparano normative e prassi applicative in materia di amministrazione e destinazione nell'UE; si introducono poi le principali esperienze di riuso sociale e si esplora la trasferibilità di questa modalità di destinazione ad altri Paesi. La seconda parte è dedicata al reimpiego dei beni confiscati in chiave sociale nell'UE, ed illustra regimi di riutilizzo che differiscono per logica e modalità di intervento, con un focus sui casi italiano (riuso sociale diretto) e francese (riuso sociale indiretto).

Salvatore Costantino è stato professore ordinario di Sociologia generale e docente di Sociologia della criminalità e della corruzione. È autore di numerosi saggi sociologici e di ricerche su questi temi.

Barbara Vettori è ricercatrice in sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale nella Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È stata membro dell'ARO Platform Subgroup on the Reuse of Confiscated Assets della Commissione europea.

Andrea Di Nicola è ricercatore in sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale presso il Dipartimento Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Trento, dove è coordinatore scientifico del gruppo di ricerca eCrime.

Alessia Ceresa è stata assegnista di ricerca per lo studio RECAST. È ricercatrice a ITSTIME-Dipartimento di Sociologia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Studia l'impatto delle nuove tecnologie sul terrorismo e l'implementazione di politiche di sicurezza urbana.

Giuseppina Tumminelli è stata assegnista di ricerca per lo studio RECAST. È docente a contratto presso l'Università di Palermo e la LUMSA.

Indice
Costantino Visconti, Prefazione
Parte I. La destinazione dei beni confiscati nell'UE
Andrea Di Nicola, Lo stato dell'arte in materia di destinazione dei beni confiscati nell'Unione europea
Andrea Di Nicola,
Barbara Vettori, Normative e prassi applicative in materia di amministrazione e destinazione dei beni confiscati negli Stati membri dell'UE: una mappatura
Barbara Vettori,
Normative e prassi applicative in materia di amministrazione e destinazione dei beni confiscati negli Stati membri dell'UE: un'analisi comparata
Barbara Vettori,
Le attuali esperienze di riuso sociale nell'UE: normative e prassi applicative a confronto
Parte II. Focus sul riuso sociale dei beni confiscati nell'UE
Giuseppina Tumminelli, Le ferite sociali prodotte dalla criminalità organizzata come categoria interpretativa del cambiamento
Salvatore Costantino, Il riuso sociale dei beni confiscati in chiave comparata: casi studio
Giuseppina Tumminelli,
Gestione "diretta" dei beni confiscati: il caso italiano
Alessia Ceresa, Gestione "indiretta" dei beni per fini sociali: il caso francese
Nota
Ringraziamenti.