Milano e la Rai: un incontro mancato? Luci e ombre di una capitale di transizione (1945-1977)
Autori e curatori
Contributi
Ettore A. Albertoni
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 288,   1a ristampa 2003,    1a edizione  2002   (Codice editore 1615.17)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 34,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846441751

Presentazione del volume

Questo libro, che per tematica e stile espositivo ambisce rivolgersi a un più ampio pubblico rispetto a quello degli 'addetti ai lavori' ricostruisce con rigore storico l'inedita vicenda relativa al rapporto fra la "capitale morale" e il Centro di produzione Rai di corso Sempione.

Per la prima volta questioni oggi dibattutissime quali la struttura romanocentrica del sistema radiotelevisivo pubblico e l'insufficiente spazio riservato a una cospicua e dinamica realtà socioculturale, quale quella milanese-lombarda, vengono affrontate su vasta base documentaria e fuori da pregiudiziali settarismi ideologici.

L'Autrice, che nel 1999 ha creato l'Archivio Orale per la Storia della Rai di Milano presso il Dipartimento di Storia della Società e delle Istituzioni della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Statale di Milano, si è valsa per la stesura di questa ricerca del patrimonio informativo e interpretativo grazie ad esso ormai accumulato con interviste a testimoni e protagonisti della storia radiotelevisiva: giornalisti, registi, programmisti, ingegneri e tecnici ma anche politici e amministratori variamente coinvolti nelle scelte che concorsero a definire l'identità mass-mediale di Milano.

Perché nel 1954 la grande avventura televisiva è partita da Milano, giovandosi della straordinaria 'predisposizione' tecnologica e professionale che la città dei Navigli oggettivamente possedeva? E perché di lì a pochissimi anni una tv ormai saldamente insediata nelle consuetudini domestiche degli italiani s'è congedata da Milano, migrando a Roma e mostrando di preferire l'ombra del 'Cupolone' a quella della Madonnina?

Quali carte ha giocato Milano dalla metà degli anni '50 alla fine degli anni '70 per garantirsi un forte polo radiotelevisivo pubblico in grado di esprimere un patrimonio identitario la cui dominante è, da sempre, di tipo economico e tecnico scientifico piuttosto che politico burocratico?

E, ancora, come si sono mosse sulla questione televisiva le tessere del grande mosaico milanese e dei suoi 'poteri forti': editori e giornalisti, accademici e industriali, ecclesiastici e politici? In questo senso la ricerca ha riservato non poche 'sorprese' all'autrice e, di conseguenza, non mancherà di riservarne ai lettori.

Ada Ferrari , cremonese, è ordinaria di Metodologia della ricerca storica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Statale di Milano.Collabora con numerose riviste di cultura e politica e ha pubblicato, fra gli altri, i seguenti volumi: Luigi Meda. Da Giolitti a Moro (1982); La civiltà industriale. Colpa e redenzione (1984); Giordano Dell'Amore. L'uomo e il banchiere (1989); La cultura riformatrice. Uomini, tecniche, filosofie di fronte allo sviluppo (1995); Milano città della radiotelevisione (2000).

Indice


Ettore A. Albertoni , Prefazione
L'Età degli "astratti furori"
I Lumi, la carta e...
Il Giornale Radio nel "vento del Nord"
"Conversare da persona a persona": alla ricerca di un nuovo linguaggio
Quelli di Corso Sempione
Miracoli a Milano, ma...
Tutte le strade portano a Roma
La tempesta dopo la quiete: ovvero i "corsari" sbarcano in Rai
La "Repubblica Cisalpina": splendore e tramonto
Da Cattaneo a Montale: una linea editoriale per la tv lombarda
Fra pulpito e video
Orgoglio e pregiudizio. I partiti e la tv
Epilogo. I lombardi alla prima Crociata.