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Mafie & urbanistica.

Daniela De Leo

Mafie & urbanistica.

Azioni e responsabilità dei pianificatori nei territori contesi alle organizzazioni criminali

La ricerca ha provato a tematizzare e argomentare la necessità di indagare, in maniera più sistematica e dall’interno della disciplina, le relazioni esistenti tra pianificazione urbanistico-territoriale e organizzazioni criminali. Attraverso l’analisi di casi di studio e l’individuazione di emblematiche pratiche di contrasto si ricostruisce un percorso di ricerca che ha contribuito a porre la questione all’attenzione della comunità scientifica nazionale e internazionale.

Edizione a stampa

17,50

Pagine: 136

ISBN: 9788820456627

Edizione: 1a edizione 2015

Codice editore: 1740.142

Disponibilità: Discreta

Pagine: 136

ISBN: 9788891735249

Edizione:1a edizione 2015

Codice editore: 1740.142

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione:

Formato: PDF con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book

Pagine: 136

ISBN: 9788891735416

Edizione:1a edizione 2015

Codice editore: 1740.142

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione:

Formato: ePub con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book

In tempi di inchieste come Mafia Capitale, nel dibattito pubblico sembrano ritrovare una qualche attenzione temi come quello della presenza dei poteri criminali sui territori o dentro le decisioni pubbliche con effetti visibili su popolazioni, istituzioni e città.
Entro questo quadro, il volume ripensa e riordina il senso e i risultati di una lunga ricerca su urbanistica e criminalità organizzata nella prospettiva di comprendere, soprattutto, responsabilità e indirizzi per la pratica urbanistica nei territori per certi versi contesi al sistema di potere e governo delle consorterie criminali. L'attenzione si concentra, in particolare, su apprendimenti e indirizzi potenzialmente utili alla lettura e al trattamento delle questioni che sembrano poste, oggi, anche al di fuori delle aree tradizionali di infiltrazione del Mezzogiorno. L'ipotesi di lavoro essenziale è che tutto questo riguardi, in maniera non residuale, l'azione di urbanisti, pianificatori, studiosi e docenti. Infatti, nella evidente sottovalutazione scientifica e nella iper-rappresentazione mediatica dei poteri criminali, nell'apparente incapacità di trasformare e cambiare i contesti contesi alle organizzazioni criminali, si aggrava la condizione di irrilevanza e inefficacia dell'azione dei planner.
L'obiettivo, quindi, è quello di fornire un contributo teorico su aspetti cruciali ma, anche, formulare indicazioni utili per le pratiche urbane di contrasto. Offrendo argomenti e suggerimenti ai fini dell'accumulazione di una consapevolezza e di un sapere tecnico dei planner che non consideri i poteri criminali come eventualità remote e inattese sui futuri e sui governi delle nostre città, ma che si attrezzi, invece, a costruire conoscenza esperta in grado di agire con efficacia nei molti territori diversamente contesi ai poteri criminali.

Daniela De Leo è docente e ricercatrice in Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale presso La Sapienza di Roma.

Introduzione
Temi e questioni
(Evidenze, speranze, responsabilità; Un tema "eccentrico"; Attualità del tema (ed espansione) nel contesto neoliberale)
Effetti e forme spaziali dei poteri criminali
(Le aree dell'eccezione; Spazialità dell'eccezione; Enclaves criminali; Le aree del disordine; Disordine spaziale e istituzionale; Periferie degradate e controllate; Le aree dell'informale "organizzato"; Abusivismo edilizio e l'informale; Lottizzazioni abusive di matrice criminale; Aree contese ibride)
Apprendimenti dalle pratiche urbane "di contrasto"
(Un programma urbano per un Comune commissariato; Ripartire dalle risorse locali e dai punti di forza; Costruire reti di fiducia; Qualificare l'azione della PA; Attuare visibili azioni materiali e immateriali; Far prendere parte, attivare, "capacitare"; Segnali "dal basso" e suggerimenti per le istituzioni da un quartiere abusivo; Allentare i legami esistenti con le mafie; Dare valore alla domanda di pubblico; Superare il falso dilemma demolizione o condono; Offrire alternative alla via privatistica alla risoluzione dei problemi; Riconoscere diritti di cittadinanza agli "abitanti abusivi")
Apprendimenti internazionali e prospettive di cambiamento
(Suggerimenti dal gruppo URCV-MIT: pensare la violenza cronica; La lente del Trading Zone; Contrastare lo "spessore" della cultura dominante; Dare spazio alla competenza tecnica nell'azione pubblica; Aprire uno spazio inedito di interazione; Far emergere gli interessi anche latenti; Passare dalla "guerra" alla "pace"; Attivare tattiche di reconciliation e resolution; Ipotesi di trading "dal basso" in aree abusive e via beni confiscati)
Indirizzi per l'azione nei territori contesi
(Tendenze da riconoscere e indirizzi per la contesa; Strategie di cambiamento vs inerzie e mantenimento dello status quo; Rafforzamento delle competenze tecniche vs politica e burocrazia come domini personali; Capacitazione delle istituzioni e abilitazione degli abitanti vs promesse di governance e negoziazione al ribasso con i poteri forti; Estendere l'ambito dell'ordinario vs straordinarietà ed eccezione; Governare l'anomalia e le sregolazioni vs stigmatizzare per non affrontare i problemi; Epilogo)
Postfazione, a cura del Comitato Scientifico
Carlo Donolo, Territori tra speranza e disperazione: note per una postfazione
Riferimenti bibliografici.

Contributi: Carlo Donolo

Collana: Studi urbani e regionali

Argomenti: Urbanistica e pianificazione territoriale - Politica, società italiana

Livello: Studi, ricerche

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