La repubblica della forza.

Mario Scelba e le passioni del suo tempo

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 320,   1a ristampa 2013,    1a edizione  1995   (Codice editore 1573.197)

La repubblica della forza. Mario Scelba e le passioni del suo tempo
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 33,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788820492014

Presentazione del volume

Se oggi è possibile intitolare alla forza la memoria dei più drammatici anni vissuti dall'Italia durante la "guerra fredda", il ben poco amabile merito spetta soprattutto al "ministro di polizia" che condivise le responsabilità dei governi centristi guidati da De Gasperi. Quest'uomo ha un nome breve - Mario Scelba - che tuttora non si pronuncia senza disagio.

In questo libro, attraverso la biografia dell'assai scomodo e controverso personaggio, si mette a fuoco un periodo cruciale della storia repubblicana. Scomodi e nient'affatto suggestivi sono anche gli spunti che l'analisi storica offre all'attualità politica.

Quel tempo evoca ancora incubi e passioni: il clima maccartista della "caccia ai nemici", gli arbitri polizieschi, le cariche selvagge della Celere, il sangue delle vittime sulle piazze, l'irrisione degli intellettuali, la censura, il moralismo filisteo e, dal Sud, il viatico alla mafia e all'Italia dei misteri.

Epperò Scelba non produsse soltanto lo scelbismo e qui se ne ricostruisce per intero la complessa personalità di statista, segnata da un anticomunismo di ferro, ma anche da un convinto antifascismo. Allievo prediletto di don Sturzo, fu un fiero avversario della partitocrazia, dello statalismo e della corruzione di regime. Gli avversari del suo stesso partito ne temettero il ruolo di oppositore interno, il quasi ostentato impegno profetico da Cassandra delle degenerazioni democristiane, quelle stesse che sono all'origine dell'ingloriosa fine della "repubblica dei partiti".

Giuseppe Carlo Marino (1939), docente di Storia contemporanea nell'Università di Palermo, è autore di numerosi libri sulla storia del potere e della società in Italia, tra i quali ricordiamo: La formazione dello spirito borghese in Italia (Firenze, 1974); Partiti e lotta di classe in Sicilia (Bari, 1976); Storia del separatismo siciliano (Roma, 1979); L'autarchia della cultura (Roma, 1983); L'Opposizione mafiosa (ll ed. Palermo, 1987); Autoritratto del Pci staliniano (Roma, 1991); Guerra fredda e conflitto sociale in Italia (Caltanissetta-Roma, 1991).

Indice

Prefazione
Prologo
Chi era Mario Scelba?
Il «figlio» di don Sturzo
1. L'uomo forte della guerra fredda: forme, strumenti e strategia
Lo scelbismo: la cultura e il progetto
Il ministro di polizia
Lo stratega della Celere
Il centro verso la destra: la nascita del neofascismo
2. Il caso siciliano e la normalizzazione del Sud
Il Mezzogiorno, l'architrave del potere in Italia
Una strage di Stato?
Il bandito, la politica e la mafia
Il capolavoro strategico di Scelba
La mafia non esiste
3. Scelba e i conflitti della guerra fredda
Sotto l'incubo del «piano K»: l'uso tattico dell'allarme sociale
La lezione delle giornate di luglio
Da Melissa a Modena
Allarme guerra, allarme atomico
Da due punti di vista, bilancio della repressione
4. Lo scelbismo: una tentazione maccartista?
Libertà deboli, democrazia autorevole
Sfiancare e demoralizzare i nemici
La «legge truffa»
Il governo «SS», un governo postumo
Statualità e morale politica: il «Berufsverbot» scelbiano
Veleni di regime nell'agonia del centrismo
5. L'estrema battaglia del Centro popolare
La forza contro l'inganno
Contro Fanfani e il fanfanismo
Per l'ultima volta al Viminale, oppositore nel governo
Un fronte contro l'apertura a sinistra
La battaglia contro la «razza padrona»
Contro Moro, dai misteri del '64 al Congresso di Roma
Contro il «culturame»: una nostalgia del rogo?
Un'abdicazione giudiziosa
Epilogo
Il trionfo europeo
Un'eclissi. una testimonianza
Indice dei nomi