I disturbi dello spettro autistico sono condizioni neuroevolutive complesse per il loro coinvolgimento multisistemico, che comprende aspetti sociocomunicativi, psicologici e internistici (sistemi immunitario, neurologico, gastrointestinale e metabolico). Le persone autistiche presentano maggiori rischi di salute e una più alta probabilità di sviluppare comorbilità psicopatologiche.
È quindi necessario un approccio integrato e globale alla cura e all’abilitazione. Gli interventi di educazione fisicomotoria utilizzano lo sport per migliorare il funzionamento fisico, sensomotorio, cognitivo, comunicativo, sociale, adattivo, psicologico e medicointernistico. Attività come trekking e vela possono favorire il benessere generale: camminare riduce il rischio cardiovascolare e depressivo, mentre la vela promuove abilità motorie e sociali complesse, in particolare la cooperazione. Queste esperienze sostengono lo sviluppo di autonomie, la socializzazione, l’inclusione e la possibilità di turismo accessibile.
La letteratura sull’efficacia di tali interventi negli adulti con autismo è ancora limitata. Il Centro Regionale Esperto per l’ASD in Età Adulta (ASL Città di Torino) promuove progetti abilitativi in setting naturalistici, come spazi verdi e blu, per favorire apprendimenti stabili e generalizzabili.
I benefici dello sport si sommano a quelli della natura: miglioramento delle funzioni cardiovascolari, riduzione di ansia e depressione, potenziamento delle abilità cognitive e sociocomunicative, miglioramento del profilo sensoriale e della qualità di vita. Su questi principi si fondano progetti come CONTATTO®, Via Francigena for All – Francigena in Blu e CONTATTO® VELA, rivolti ad adulti autistici, che favoriscono arricchimento adattivo e crescita attraverso lo sport, la condivisione e l’esperienza nella natura. L’articolo illustra i principi, la metodologia e le prospettive future di tali interventi.