Percepite a molti livelli della vita sociale complessiva, le inquietudini sono oggi in gran parte dovute ai profondi cambiamenti delle strutture e delle configurazioni tecnologiche, economiche e politiche della società contemporanea. Grazie ad una fenomenologia delle difficoltà del- la vita sia individuale che sociale, questo contributo sottolinea la necessità di far corrispondere a tali trasformazioni una metamorfosi culturale che, in particolare a livello etico, sia in grado di far fronte al dilagare di condizioni disumane. In questa prospettiva - e anche in relazione a studiosi come Edgar Morin e Tim Ingold - questo contributo ripercorre le ragioni di una “nuova civilizzazione” capace di valorizzare le singolarità e le molteplici specificità dell’homo complexus, ovvero la nostra realtà di esseri parziali di relazione in divenire.