RISULTATI RICERCA

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Simone Guidi, Francesco Toto

Introduzione

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 1 / 2026

Questo articolo riflette sul rapporto tra l’infrastruttura e i differenti regimi di mobilità nell’Europa contemporanea, con particolare riferimento al caso del borderscape di Trieste. Se in questo ultimo decennio diversi studi hanno adottato una lente infrastrutturale per analizzare distinti regimi di mobilità, resta da esplorare quali siano le relazioni tra gli stessi. Considerando la matrice coloniale della logica infrastrutturale, l’articolo propone il concetto di “corpo notturno” dell’infrastruttura per mostrare in che modo, sin dalle sue origini, la logica infrastrutturale abbia implicato forme duali e differenziate di mobilità. Se per specifici gruppi sociali le infrastrutture garantiscono determinati spazi, ritmi e condizioni di sicurezza della circolazione, altri gruppi sono costretti a muoversi attraverso il suo “corpo notturno”. Questo “corpo” rappresenta uno spazio sociale e politico segnato da violenza e rischi elevati, ma anche la condizione di possibilità, simbolica e materiale, per l’esistenza del corpo più sicuro e visibile dell’infrastruttura stessa.

L’articolo propone un’elaborazione critica a partire dal dibattito sull’accettazione sociale e l’opposizione alle tecnologie energetiche. Adottando risposte sociali e atmosfere affettive come chiavi di lettura, viene analizzata la parabola della raffineria petrolchimica di Sannazzaro de’ Burgondi (PV). L’analisi esplora la social side dell’energia, esaminando la relazione tra le popolazioni locali e l’impianto per evidenziarne la cumulatività e le sfaccettature qualitative nel tempo. Il lavoro ricostruisce inoltre la path dependence dalla produzione fossile, unitamente alle concrete possibilità di agency delle comunità locali. Sul piano metodologico, il contributo sottolinea la necessità di una ricerca qualitativa di lungo periodo in grado di cogliere la complessità delle relazioni industria-comunità. Questa prospettiva si configura come un’angolatura rilevante per osservare le attuali trasformazioni energetiche.

Questo articolo si propone di esplorare i saperi e le pratiche spaziali messi in atto da un gruppo di giovani donne per gestire la paura negli spazi notturni del centro storico di Napoli. In che modo l’attuale stato di paura orienta le geografie e i comportamenti scelti e adottati dalle partecipanti? Quali strategie vengono messe in atto per gestirlo? Attraverso l’analisi di mappe mentali e parcours commentés, la ricerca intende rispondere a tali quesiti evidenziando la natura corporea e soggettiva di ogni esperienza urbana e, al contempo, il carattere condiviso delle geografie e delle strategie adottate dalle partecipanti.

Enrico Gottero

Identità, aggregazione territoriale e sviluppo locale. I distretti del cibo in Piemonte

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 2 / 2026

I distretti del cibo costituiscono un’importante occasione di valorizzazione di prodotti agroalimentari tradizionali ma anche di pratiche agricole, saperi e valori identitari del territorio. Queste nuove aggregazioni territoriali rappresentano inoltre un’opportunità per consolidare il legame tra cibo e paesaggio rurale, così come per tutelare l’economia locale e la dimensione identitaria e storico-culturale di un territorio. In questo saggio l’autore ha l’intento di illustrare, attraverso una lente paesaggistico-territoriale, i risultati di un’analisi condotta sui distretti del cibo recentemente istituiti in Piemonte, nell’intento di supportare le politiche regionali e locali nel definire strumenti efficaci per rafforzare il legame tra cibo e territorio e i sistemi alimentari locali. Attraverso l’analisi del sistema di governance delle principali componenti ambientali e delle politiche che agiscono su questi territori, l’articolo evidenzia alcune criticità del sistema insediativo e agricolo-produttivo, ma anche la complessità e le potenzialità di queste nuove forme di aggregazione territoriale fondate sul potenziamento del partenariato pubblico-privato e delle filiere corte.

Francesca Savoldi, Stefano Soriani

Decostruire il modello, ripensare il porto: geografie critiche della logistica globale

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 2 / 2026

Con l’introduzione del container i porti sono diventati nodi fondamentali della logistica globale. Di conseguenza, il loro sviluppo ha seguito un modello basato sulla continua espansione degli spazi portuali, sul gigantismo delle infrastrutture e sulla competizione tra porti. Questo modello, diventato la cornice discorsiva dominante per interpretare i temi dello sviluppo portuale, mostra oggi diverse crepe, a causa dei cambiamenti che investono la globalizzazione, dei problemi ambientali e territoriali, dei sempre più frequenti conflitti con le comunità locali. Questi fattori legittimano un approccio critico al rapporto tra porti, città e logistica globale. I porti restano infrastrutture rilevanti dal punto di vista socioeconomico. Tuttavia, il loro sviluppo va ricontestualizzato all’interno di un progetto urbano-territoriale che consideri la città-porto come assemblage socio-ecologico. La sfida non è solo infrastrutturale, ma ontologica: ridefinire cosa sia un porto, a cosa serva, e per chi debba funzionare.

Guido Borelli

Recensioni

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 145 / 2026

Gianfranco Pozzer

Partenariato pubblico-privato in Veneto: pratiche di adattamento e condizionalità finanziarie

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 145 / 2026

Il presente contributo suggerisce un percorso analitico volto a evidenziare come il rapporto tra PPP e adattamento climatico sia influenzato da fattori di “vitalità” e “dinamismo” insediativo. Da un’analisi statistica multidimensionale condotta in Veneto emergono cluster partenariali ancorati a specifici asset spaziali. La mappatura coglie contributi e opportunità del PNRR in fase di attuazione, evidenziando come “additività” e “integrazione” migliorino l’azione pubblica locale.

Alessia Zabatino, Elena Ostanel

Guardare nel buio. Marginalità e accesso ai servizi essenziali nella laguna di Venezia

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 145 / 2026

L’articolo presenta gli esiti di una ricerca su Venezia Insulare e Litorale che analizza quel circolo vizioso tra calo demografico e riduzione dei servizi essenziali, tipico delle aree marginali. L’indagine si basa sui più ricorrenti criteri analitici della marginalità territoriale attraverso strumenti quantitativi e qualitativi, rivelando una peculiare condizione di marginalità meno indagata rispetto agli effetti dell’overtourism sull’accesso alla casa.

Giorgio Garofani, Chiara Certomà

Riuso temporaneo come attivatore socio-economico territoriale. Il caso del programma “Luoghi Comuni”

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 145 / 2026

L’abbandono di quote rilevanti di spazi pubblici all’interno del tessuto urbano è un problema, con ricadute socioeconomiche: dalla mancata erogazione di servizi alla produzione di esternalità negative sulle aree vicine. Tra le pratiche di innovazione sociale, il riuso temporaneo, (riutilizzo in forma temporanea degli spazi), è una possibile soluzione. L’articolo presenta l’analisi di alcuni casi di riuso temporaneo nel contesto dell’iniziativa “Luoghi Comuni” promossa dalla Regione Puglia.

Donato Casavola, Giancarlo Cotella, Umberto Janin Rivolin, Elisabetta Vitale Brovarone

Governance metropolitana: forme istituzionali a confronto in Europa

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 145 / 2026

Sebbene l’importanza dei fenomeni metropolitani sia generalmente riconosciuta, poco si conosce sulla loro definizione istituzionale. Basandosi sugli esiti dei progetti ESPON COMPASS e METRO, questo contributo confronta i modelli di governance metropolitana in Europa. Essi sono classificati in base a quattro variabili: (i) il processo d’istituzionalizzazione, (ii) la forma istituzionale, (iii) la ricerca di coerenza con i fenomeni funzionali e (iv) le competenze e gli strumenti.

Luigi Capoani

Il modello gravitazionale: dall’origine alla sua applicazione agli studi urbani e regionali

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 145 / 2026

Questo saggio analizza l’applicabilità del modello gravitazionale agli studi urbani e regionali, con particolare attenzione alla dimensione spaziale. L’analisi prende avvio dalle teorie di Isard e dai successivi sviluppi di Harris, Tinbergen e Tobler. Vengono esaminate le principali caratteristiche del modello e la sua rilevanza per l’analisi dei flussi economici tra regioni. Infine, si discute come le tecnologie digi-tali possano incidere sul ruolo della distanza nelle interazioni spaziali.

Un’esperienza di ricerca sul processo di territorializzazione degli indicatori del-la SRSvS della Lombardia alla scala comunale permette agli autori di riflettere su come questi strumenti possano essere di supporto alle azioni degli enti locali nello sviluppo di iniziative orientate alla sostenibilità. Attraverso un percorso di osservazione partecipante della policy community coinvolta, emergono i limiti riscontrati dal livello comunale nel lavoro con gli indicatori e alcuni ruoli po-tenziali.

Magda Bolzoni, Silvia Crivello

Politiche e branding della diversità urbana. Riflessioni a partire dal caso torinese

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 145 / 2026

A partire dal contesto torinese, il contributo indaga come la diversità urbana le-gata alla presenza straniera venga declinata nelle politiche locali. L’analisi rileva due prospettive: da un lato, il rapporto con la diversità si traduce in interventi di gestione della popolazione straniera già presente sul territorio; all’altro lato, in azioni per attrarre una componente internazionale. Obiettivo è anche riflettere sull’intreccio di queste prospettive e sulla visione di diversità che ne emerge.

Manuela Severi

Nuove censure della Corte costituzionale alla Miniriforma del trasporto pubblico locale

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 48 / 2026

Il presente contributo si propone di analizzare le censure mosse dalla Corte costituzionale alle disposizioni introdotte dal decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 16 ottobre 2024, n. 226, in materia di noleggio con conducente: nello specifico, l’imposizione di un intervallo minimo tra le corse, il divieto di stipulare contratti di durata con alberghi, agenzie di viaggio e tour operator e l’uso esclusivo della applicazione informatica istituita dal MIT

Il presente contributo si sofferma sulla portata dell’onere di presentazione all’accettazione da parte del passeggero del trasporto aereo ai fini del riconoscimento del diritto alla compensazione pecuniaria nell’ipotesi incui abbia subito un ritardo prolungato alla partenza. Muovendo dalla sentenza della Corte di giustizia UE nella causa C-474/22, si approfondisce la distinzione tra il danno da «perdita di tempo» – tipico del ritardo prolungato e risarcibile in via standardizzata – e quello individuale, che richiede, invece, una valutazione del caso concreto tramite l’azione per il risarcimento supplementare. Infine, vengono tracciati i confini dell’assimilazione tra ritardo prolungato e cancellazione del volo, evidenziando come la mancata presenza in aeroporto precluda l’accesso ai rimedi compensativi, fatta salva la possibilità di agire per il ristoro di ulteriori pregiudizi subiti.

Özge Özden, Salih Gücel, Muhammed Adeel, Fadi Al-Turjman, Gennaro Di Prisco

Climate Change and the Role of Using Artificial Intelligence Applications in Apiculture

RIVISTA DI STUDI SULLA SOSTENIBILITA'

Fascicolo: 1 / 2026

Wild and commercially significant plants are pollinated by honeybees. Currently, apiculture is suffering from the negative consequences of climate change, including extreme weather conditions and increasing temperature averages. Climate change can affect floral sources of honey bees, increase the frequency of parasites and diseases, and interfere with pollination cycles; thus, climate change poses a serious danger to apiculture and consequently beekeeping industry and global food production. Utilising cutting-edge technologies like artificial intelligence (AI) applications are crucial for reducing the negative effects of climate change on honey production and bee populations. AI can play a crucial role in apiculture by helping beekeepers to monitor and manage their hives more efficiently. This study employed a review-based approach to determine how AI can be employed in the beekeeping sector. The results suggests that combination of AI, ML and IoT can be used to evaluate environmental data, such as weather patterns, flowering seasons and satellite images interpretation. That can optimise beekeeping methods by forecasting the ideal periods for hive inspections, honey harvesting, and other tasks. This can increase the overall productivity of the hives and help bee keepers to make better decisions for the sustainability of their apiaries.