Il piano che c'è.

Marco Facchinetti, Marco Dellavalle

Il piano che c'è.

Disegno e regole alla prova dell'evoluzione delle regioni urbane

Il volume si interroga su come il lungo processo di riforma della legislazione urbanistica italiana, a partire dal dibattito tra fautori di impostazioni strutturali e sostenitori di visioni strategiche, abbia definito strumenti di piano effettivi, e su come questi strumenti, al di là del giudizio sulla loro struttura, sulla forma dei processi che intavolano e sulla positività dei risultati che offrono, siano in grado di affrontare temi rilevanti, di grande scala e impatto.

Edizione a stampa

35,00

Pagine: 176

ISBN: 9788856845389

Edizione: 1a edizione 2014

Codice editore: 1862.152

Disponibilità: Discreta

Pagine: 176

ISBN: 9788856872637

Edizione:1a edizione 2014

Codice editore: 1862.152

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione:

Formato: PDF con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book

La riforma urbanistica in Italia ha permesso di cambiare la vecchia strumentazione, ereditata dalla legge n° 1150 del 1942 e circa sessant'anni di modifiche e feroci meccanismi di (mancato) equilibrio tra la spinta speculativa e la necessità di pianificazione. Il periodo riformista ha permesso che sul tavolo della pianificazione ci fossero strumenti e processi nuovi, più o meno inspirati e più o meno rispettosi delle impostazioni profonde del dibattito urbanistico riformista. Proprio nel momento in cui, tuttavia, grandi tensioni si muovevano sul territorio, e grandi forze, palesi o meno, spingevano ad una strutturazione dei contesti urbani un po' differente, non più leggibile quanto meno con gli stessi strumenti di prima. Riassetti infrastrutturali, saturazione fisica della maggior parte degli ambiti e degli spazi disponibili, emergere di nuovi punti di riferimento e di nuovi episodi di urbanità all'interno di un continuo costruito, sono solo alcuni dei temi che simultaneamente modificavano la strutturazione delle aree urbane.
Questo racconto si pone la seguente domanda: quale attrezzatura concettuale, metodologica e pratica hanno offerto i nuovi strumenti di piano per un panorama come questo? Con quali attrezzi hanno permesso che questi fenomeni, così rilevanti e così incidenti sull'assetto delle regioni urbane, potessero essere percepiti, prima di tutto, e governati insieme alle micro trasformazioni quotidiane che i piani stessi erano chiamati a controllare? Più profondamente, ci si interroga di come il lungo processo di riforma della legislazione urbanistica italiana, a partire dal dibattito degli anni Novanta tra fautori di impostazioni strutturali e sostenitori di visioni strategiche, attraverso il decentramento e le soluzioni che ogni regione ha poi adottato, abbia definito strumenti di piano effettivi, e di come questi stessi strumenti, al di là del giudizio sulla loro struttura, sulla forma dei processi che intavolano e sulla positività dei risultati che offrono, siano o non siano in grado di affrontare temi rilevanti, di grande scala e di grande impatto.

Marco Facchinetti, architetto, è professore di prima fascia presso il Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, dove insegna Urbanistica, e visiting professor presso State University of New York at Albany, dove svolge ciciclamente seminari e corsi di progettazione urbanistica. È membro di alcune importanti organizzazioni, quali l'American Planning Association, l'Urban Land Insitute e l'American Institite of Architects.
Marco Dellavalle, urbanista, lavora da anni con Marco Facchinetti nelle esperienze di pianificazione che in Italia e all'estero li vedono impegnati. Si occupa della redazione della cartografia dei piani e della comprensione dei meccanismi attuativi, in relazione ai quadri di pianificazione strutturali impostati. È personalmente impegnato nell'amministrazione e nella gestione urbanistica di alcuni comuni dell'hinterland milanese.

Introduzione: un panorama articolato
Grandi temi e grandi problemi per la regione urbana: le risposte del piano
I sobborghi diventano nuove centralità
(Introduzione; Il caso del PGT di Basiglio)
Le nuove infrastrutture ridisegnano gli antichi territori agricoli
(Introduzione; Il caso del PGT di Liscate)
Secondo la riforma: piano strutturale e piano operativo per territori in dismissione
(Introduzione; Il caso del PGT di Verano Brianza)
La concertazione tra pubblico e privati per riattivare la costruzione della città
(Introduzione; Il caso del PGT di Novedrate)
Il controllo della crescita e il reperimento delle risorse per la costruzione dei servizi
(Introduzione; Il caso del PGT di Cassina de' Pecchi)
Il piano e la riqualificazione del patrimonio storico dei comuni minori
(Introduzione; Il caso del PGT di Pognano e le linee guida per il recupero delle Cascine di Inzago).

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