Conoscere il nemico. Apparati di intelligence e modelli culturali nella storia contemporanea
Contributi
Emiliano Alessandri, Abdil Bicer, Giampaolo Calchi Novati, Roberto Campari, Filippo Cappellano, Lucio Ceva, Andrea Curami, John Darwin, Mario Del Pero, Basilio Di Martino, Paolo Ferrari, Jurgen Forster, Carlo Gentile, Alessandro Gionfrida, Jack Greene, Carlo Jean, Alessandro Massignani, Richard Overy, Rémy Porte, John Prados, Achille Rastelli, Giorgio Rochat, Alberto Santoni, Oscar Luigi Scalfaro, Antonio Sema
Livello
Studi, ricerche. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 530,      1a edizione  2010   (Codice editore 1573.386)
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Codice ISBN: 9788856817614
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In breve
In ogni conflitto, le decisioni dei vertici politici e militari sono condizionate dalle informazioni disponibili sul nemico. La conoscenza del nemico è il risultato di un processo istituzionale, rappresentato dall’attività degli apparati di intelligence, e culturale, rappresentato dalle difficoltà di comprendere realtà distanti dalla propria. Il volume affronta i temi dell’intelligence in un’ampia prospettiva storica, dal periodo imperialista alla Guerra fredda, soffermandosi poi sull’Italia e i suoi nemici.
Utili Link
L'Indice Il nemico e il pescecane (di Fabio Mini)… Vedi...
Corriere della Sera Sarà facile battere i nazisti (di Antonio Carioti)… Vedi...
Presentazione del volume

Ogni conflitto nasce e si sviluppa sulla base di una particolare conoscenza e immagine dell'avversario. Le decisioni dei vertici politici e militari sono condizionate dalle informazioni disponibili sul nemico, sui suoi disegni, sulle sue strategie, e la costruzione di tale immagine è a sua volta strumento utile a condizionare gli orientamenti della popolazione.
La conoscenza del nemico è il risultato di due processi, uno istituzionale e uno culturale. Il primo è rappresentato dall'attività degli apparati di intelligence che raccolgono, organizzano, diffondono le informazioni, per utilizzarle a scopi militari (si pensi alla decrittazione britannica dei messaggi tedeschi durante la seconda guerra mondiale), ma anche per orientare le opzioni delle leadership politiche. Il secondo processo è di tipo culturale e rimanda alle difficoltà di comprendere realtà distanti dalla propria, per l'influenza di modelli e pregiudizi, anche di tipo razzista, in sintesi dell'universo mentale di chi raccoglie e interpreta le informazioni.
In relazione a un conflitto le decisioni dipendono quindi da un complesso flusso di informazioni e dalla loro interpretazione, e da ciò derivano talvolta incomprensioni dense di conseguenze: si pensi alla sottovalutazione dell'Unione Sovietica da parte della Germania nazista o, in tutt'altro contesto, alle vicende che hanno coinvolto gli Stati Uniti nel corso dell'invasione e poi dell'occupazione dell'Iraq.
I saggi qui riuniti affrontano momenti cruciali dell'età contemporanea, nei quali le conoscenze sul nemico hanno costituito la base per scelte di grande rilievo. Il volume, che affronta per la prima volta nel nostro Paese i temi dell'intelligence in un'ampia prospettiva storica, si articola in una prima parte, che prende in considerazione Una prospettiva mondiale dal periodo dell'imperialismo alla Guerra fredda, e in una seconda dedicata a L'Italia e i suoi nemici.

Indice


Oscar Luigi Scalfaro, Premessa
Paolo Ferrari, Alessandro Massignani, Introduzione
Nota redazionale
Parte I. Una prospettiva mondiale
John Darwin, Intelligence e Impero britannico nell'Ottocento
Carlo Jean, Il nemico nella geopolitica
Achille Rastelli, L'informazione navale tra Ottocento e Novecento
Abdil Bicer,
Metodi del servizio informazioni francese tra due guerre mondiali
Giampaolo Calchi Novati, L'Etiopia nella valutazione delle potenze europee
Rémy Porte, I negoziati di Mosca dell'agosto 1939. Divergenze e incomprensioni occidentali
Jürgen Förster, Ignoranza e pregiudizio. La clamorosa sottovalutazione tedesca dell'Unione Sovietica
Jack Greene, L'immagine del nemico giapponese prima di Pearl Harbor
Richard Overy, Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'economia tedesca nella seconda guerra mondiale. Il fallimento della guerra economica
John Prados, Le stime statunitensi del potenziale sovietico durante la Guerra fredda
Roberto Campari, Il cinema americano della Guerra fredda
Mario Del Pero, Emiliano Alessandri, Senza un periodo chiaro e imminente. La politica estera degli Stati Uniti dopo la Guerra fredda
Parte II. L'Italia e i suoi nemici
Filippo Cappellano, L'attività informativa dell'esercito italiano verso l'Austria-Ungheria fino al 1915
Alessandro Massignani, Verso Caporetto. Il Servizio informazioni dell'esercito italiano e il Comando supremo
Basilio Di Martino, Ciclo dell'informazione e "ciclo di Boyd". Il "caso" dell'osservazione aerea nella Grande guerra
Andrea Curami, Vedere oltre la collina. Il mezzo aereo e la valutazione del nemico dalla prima alla seconda guerra mondiale
Giorgio Rochat, I problemi di intelligence nelle guerre dell'Italia fascista 1935-1943
Antonio Sema, Minacce su Trieste. Aspetti della pianificazione difensiva italiana al confine orientale tra anni venti e trenta
Alberto Santoni, Le valutazioni britanniche della macchina bellica italiana dagli anni trenta all'armistizio
Lucio Ceva, Gli Stati Uniti visti dalla Germania nazista e dell'Italia fascista fino al 1942
Paolo Ferrari, Specchi deformanti. Silone nella seconda guerra mondiale
Carlo Gentile, I servizi segreti tedeschi in Italia, 1943-1945
Alessandro Gionfrida, I servizi d'informazione militare 1915-1945. Le carte dell'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'esercito
Indice dei nomi.




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