Mafie & urbanistica. Azioni e responsabilità dei pianificatori nei territori contesi alle organizzazioni criminali
Autori e curatori
Contributi
Carlo Donolo
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 136,      1a edizione  2015   (Codice editore 1740.142)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 17,50
Disponibilità: Buona





Clicca qui per acquistare
Tipologia: E-book (PDF) per PC, Mac, Tablet
Prezzo: € 12,00
Possibilità di stampa:  No
Possibilità di copia:  No
Possibilità di annotazione:  Si
Formato: PDF con DRM per Digital Editions
Scarica Adobe® Digital Editions

Clicca qui per acquistare
Tipologia: E-book (ePub) per PC, Mac, Tablet
Prezzo: € 12,00
Formato: Epub con DRM per Digital Editions
Scarica Adobe® Digital Editions

Clicca qui per acquistare

In breve
La ricerca ha provato a tematizzare e argomentare la necessità di indagare, in maniera più sistematica e dall’interno della disciplina, le relazioni esistenti tra pianificazione urbanistico-territoriale e organizzazioni criminali. Attraverso l’analisi di casi di studio e l’individuazione di emblematiche pratiche di contrasto si ricostruisce un percorso di ricerca che ha contribuito a porre la questione all’attenzione della comunità scientifica nazionale e internazionale.
Utili Link
Dietro le Quarte Il potere criminale sul nostro territorio…… Vedi...
Archivio di Studi Urbani e Regionali Recensione (di Angela Barbanente)… Vedi...
Territorio Recensione (di Paola Savoldi)… Vedi...
Presentazione del volume

In tempi di inchieste come Mafia Capitale, nel dibattito pubblico sembrano ritrovare una qualche attenzione temi come quello della presenza dei poteri criminali sui territori o dentro le decisioni pubbliche con effetti visibili su popolazioni, istituzioni e città.
Entro questo quadro, il volume ripensa e riordina il senso e i risultati di una lunga ricerca su urbanistica e criminalità organizzata nella prospettiva di comprendere, soprattutto, responsabilità e indirizzi per la pratica urbanistica nei territori per certi versi contesi al sistema di potere e governo delle consorterie criminali. L'attenzione si concentra, in particolare, su apprendimenti e indirizzi potenzialmente utili alla lettura e al trattamento delle questioni che sembrano poste, oggi, anche al di fuori delle aree tradizionali di infiltrazione del Mezzogiorno. L'ipotesi di lavoro essenziale è che tutto questo riguardi, in maniera non residuale, l'azione di urbanisti, pianificatori, studiosi e docenti. Infatti, nella evidente sottovalutazione scientifica e nella iper-rappresentazione mediatica dei poteri criminali, nell'apparente incapacità di trasformare e cambiare i contesti contesi alle organizzazioni criminali, si aggrava la condizione di irrilevanza e inefficacia dell'azione dei planner.
L'obiettivo, quindi, è quello di fornire un contributo teorico su aspetti cruciali ma, anche, formulare indicazioni utili per le pratiche urbane di contrasto. Offrendo argomenti e suggerimenti ai fini dell'accumulazione di una consapevolezza e di un sapere tecnico dei planner che non consideri i poteri criminali come eventualità remote e inattese sui futuri e sui governi delle nostre città, ma che si attrezzi, invece, a costruire conoscenza esperta in grado di agire con efficacia nei molti territori diversamente contesi ai poteri criminali.

Daniela De Leo è docente e ricercatrice in Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale presso La Sapienza di Roma.

Indice
Introduzione
Temi e questioni
(Evidenze, speranze, responsabilità; Un tema "eccentrico"; Attualità del tema (ed espansione) nel contesto neoliberale)
Effetti e forme spaziali dei poteri criminali
(Le aree dell'eccezione; Spazialità dell'eccezione; Enclaves criminali; Le aree del disordine; Disordine spaziale e istituzionale; Periferie degradate e controllate; Le aree dell'informale "organizzato"; Abusivismo edilizio e l'informale; Lottizzazioni abusive di matrice criminale; Aree contese ibride)
Apprendimenti dalle pratiche urbane "di contrasto"
(Un programma urbano per un Comune commissariato; Ripartire dalle risorse locali e dai punti di forza; Costruire reti di fiducia; Qualificare l'azione della PA; Attuare visibili azioni materiali e immateriali; Far prendere parte, attivare, "capacitare"; Segnali "dal basso" e suggerimenti per le istituzioni da un quartiere abusivo; Allentare i legami esistenti con le mafie; Dare valore alla domanda di pubblico; Superare il falso dilemma demolizione o condono; Offrire alternative alla via privatistica alla risoluzione dei problemi; Riconoscere diritti di cittadinanza agli "abitanti abusivi")
Apprendimenti internazionali e prospettive di cambiamento
(Suggerimenti dal gruppo URCV-MIT: pensare la violenza cronica; La lente del Trading Zone; Contrastare lo "spessore" della cultura dominante; Dare spazio alla competenza tecnica nell'azione pubblica; Aprire uno spazio inedito di interazione; Far emergere gli interessi anche latenti; Passare dalla "guerra" alla "pace"; Attivare tattiche di reconciliation e resolution; Ipotesi di trading "dal basso" in aree abusive e via beni confiscati)
Indirizzi per l'azione nei territori contesi
(Tendenze da riconoscere e indirizzi per la contesa; Strategie di cambiamento vs inerzie e mantenimento dello status quo; Rafforzamento delle competenze tecniche vs politica e burocrazia come domini personali; Capacitazione delle istituzioni e abilitazione degli abitanti vs promesse di governance e negoziazione al ribasso con i poteri forti; Estendere l'ambito dell'ordinario vs straordinarietà ed eccezione; Governare l'anomalia e le sregolazioni vs stigmatizzare per non affrontare i problemi; Epilogo)
Postfazione, a cura del Comitato Scientifico
Carlo Donolo, Territori tra speranza e disperazione: note per una postfazione
Riferimenti bibliografici.




newsletter facebook rss

Linkedin Facebook Twitter RSS Informatemi