L'Italia che scrive 1918-1938. L'editoria nell'esperienza di A.F. Formiggini.
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 256,      1a edizione  1996   (Codice editore 1615.1)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 36,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846400048

Presentazione del volume

Nello scarno panorama delle riviste bibliografiche italiane del Novecento «L'Italia che scrive» occupa un posto di rilievo non solo per la funzione di ampio e continuo osservatorio della produzione editoriale del tempo, ma anche per l'originale e innovativa impostazione che il suo direttore Angelo Fortunato Formiggini seppe dare a quella che considerò come il frutto migliore della sua esperienza di editore.

Edita nel 1918, quando con la fine della guerra divenne più urgente il bisogno di riannodare i fili della cultura italiana con quella europea, «L'Italia che scrive» terminò di fatto la sua esistenza con la tragica fine di Formiggini nel 1938. Attraversò quindi tutto il periodo fascista riuscendo a mantenere vivo il dibattito e il contatto con intellettuali in parte emarginati per l'opposizione al regime e per la contrapposizione all'idealismo gentiliano e alle polemiche di padre Gemelli.

L'ampio spazio dato nel volume al confronto tra Ernesto Buonaiuti, assiduo collaboratore della rivista, Gemelli, Papini e il più giovane Alberto Pincherle ci dicono quanto vive fossero le ferite e quanto complesso il dibattito intorno agli ultimi tempi del modernismo. Né a questo proposito va dimenticata la complessa posizione di Formiggini ebreo integrato nella realtà italiana.

Una palestra quindi, «L'Italia che scrive», in cui poterono cimentarsi generazioni diverse di intellettuali.

La storia de «L'Italia che scrive» molto può dire sullo sviluppo dell'editoria italiana negli anni Venti e Trenta. Sfruttando l'archivio Formiggini si è potuto ricostruire il confronto dell'editore con le diverse ipotesi di sviluppo e di rinnovamento dell'editoria nazionale. Ne scaturisce una figura di editore sfaccettata e attenta al confronto anche con altre nazioni europee. Le rubriche sugli istituti di cultura, sulla storia delle case editrici e soprattutto sulle biblioteche ci indicano come Formiggini volesse inserirsi con originalità nel dibattito di quegli anni.

Gianfranco Tortorelli (Matera, 1952) lavora presso la biblioteca del Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell'Università di Bologna. Da molti anni si occupa di storia dell'editoria. Ha pubblicato Studi di storia dell'editoria italiana (Bologna, 1989); Parole di carta. Studi di storia dell'editoria (Ravenna, 1992). Ha edito i cataloghi storici Le edizioni Nerbini: 1896-1921 (Firenze, 1983); Le edizioni Olschki: 1896-1986 (Firenze, 1986); Catalogo delle edizioni Salani: 1862-1917 (Bologna, 1993); ha collaborato alle mostre Arcana Scheiwiller (Milano, 1986) e Disegnare il libro. Grafica editoriale in Italia dal 1945 ad oggi (Milano, 1988). Ha curato i volumi L'editoria italiana tra Otto e Novecento (Bologna, 1986) e Fonti e studi di storia dell'editoria (Bologna, 1955).

Indice


1. L'ltalia che scrive e i suoi collaboratori: 19181938
1. Premessa
2. Gli esordi
3. Dal 1918 al 1925
4. Editoria e storia dell'editoria negli articoli di Angelo Fortunato Formiggini
5. Dal 1925 al 1938: i conti con il regime fascista
2. Editoria e bibliografia
1. Gli articoli dedicati alla storia delle case editrici
2. Bibliografia, bibliofilia, libri di consultazione
3. La letteratura straniera
1. Premessa
2. La collaborazione di Ettore Lo Gatto
3. La letteratura inglese e americana

4. La letteratura religiosa
1. II contributo di Ernesto Buonaiuti
2. La polemica con Papini e Gemelli
5. Fascismo e nazismo, socialismo e comunismo
6. Articoli e recensioni di un giovane storico: Giorgio Falco
Appendice