Diseguali per legge.

Quando è più forte l'uomo e quando è più forte la donna

Autori e curatori
Contributi
Alessandro Barbero
Livello
Saggi, scenari, interventi
Dati
pp. 272,      1a edizione  2013   (Codice editore 1420.1.152)

Diseguali per legge. Quando è più forte l'uomo e quando è più forte la donna
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In breve

Il lungo cammino verso la parità fra i sessi dall’unità d’Italia in poi. Il libro fa il punto sulle disparità residue, nelle leggi e nella vita quotidiana. Alcune sono giustificate, altre devono ancora essere superate.

Utili Link

Il Fatto Le donne? Diseguali per legge (di Angela Cotticelli)… Vedi...
L'Eco del Chisone Quando è più forte l'uomo e quando lo è la donna (di Paola Molino)… Vedi...
Vedi...
Conquiste del Lavoro Le disparità residue (di Benedetta Cosmi)… Vedi...
Famiglia Oggi Recensione (di F.Tonnarelli Grassetti)… Vedi...

Presentazione del volume

Diseguali per legge costituisce un ossimoro ed evidenzia un paradosso.
Mentre - secondo la Costituzione - tutti i cittadini sono eguali senza distinzione di sesso, in talune situazioni la legge tratta ancora diversamente uomo e donna, mantenendo o introducendo diseguaglianze. La donna non può trasmettere il proprio cognome ai figli e non può risposarsi subito se resta vedova; l'uomo non può impedire l'aborto o chiedere di essere messo agli arresti domiciliari per potere fare il padre.
Anche i congedi di maternità e paternità, le mutilazioni genitali, la prostituzione e altri aspetti della vita familiare e lavorativa sono oggetto di differenti discipline.
E poi ci sono le quote rosa. Il problema però non è solo di leggi.

"Soprattutto è rimasto fortissimo, in certi casi fino a oggi, lo scarto fra i diritti ufficialmente riconosciuti dalla legge (alle donne) e l'abitudine di aggirarli nella prassi...
La diseguaglianza sancita per legge, insomma, è solo una delle forme in cui si materializza una asimmetria più profonda a cui tutte le società conosciute, prima della nostra, hanno creduto in modo pressoché automatico. Ce n'è abbastanza per ricordarci che intervenire sulla lettera della legge è importantissimo, sì, ma non interamente sufficiente per produrre e garantire l'eguaglianza. Ma soprattutto ce n'è abbastanza per farci riflettere, con stupore, ammirazione e anche trepidazione, all'incredibile audacia che la nostra società ha manifestato nel tardo Ventesimo secolo, decidendo di rimuovere totalmente qualunque relitto giuridico di quella disuguaglianza che tutti i nostri antenati per millenni hanno considerato naturale." (Dalla Prefazione di Alessandro Barbero)
Questo libro ripercorre il lungo cammino verso la parità fra i sessi dall'unità d'Italia in poi e fa il punto sulle disparità residue, nelle leggi e nella vita quotidiana. Alcune sono giustificate, altre devono ancora essere superate.

Elisa Pazè, magistrato, si è occupata in diverse pubblicazioni di tematiche attinenti alle relazioni familiari e alle politiche di genere, quali l'attribuzione del cognome materno, l'adozione da parte delle persone non sposate, la regolamentazione giuridica della famiglia di fatto e le quote rosa nella sfera della rappresentanza politica.

Indice



Alessandro Barbero, Prefazione
Parte I. Un po' di storia
Le diseguaglianze prima della Costituzione
La partecipazione alla vita pubblica: le donne non possono votare; La condizione delle donne sposate; La condizione delle zitelle; La condizione delle donne lavoratrici)
Il principio di eguaglianza secondo la Costituzione
(L'eguaglianza senza distinzione di sesso; Le deroghe costituzionali al principio di eguaglianza fra uomo e donna)
Le eguaglianze raggiunte dopo la Costituzione
(La faticosa attuazione dei principi costituzionali; L'accesso alle cariche e agli uffici pubblici; La condizione delle donne sposate; Le donne possono fare i lavori da uomo e devono essere trattate allo stesso modo; L'istituzione di organismi di controllo sulla attuazione del principio di parità fra i sessi)
Parte II. Il corpo delle donne e degli uomini
La circoncisione è lecita, la clitoridectomia no
(Le mutilazioni interne dell'apparato genitale maschile e femminile; Le mutilazioni esterne dell'apparato genitale maschile e femminile; Le ragioni contrarie all'incriminazione autonoma delle mutilazioni genitali femminili; Le ragioni a favore dell'incriminazione autonoma delle mutilazioni genitali femminili)
L'uomo non può impedire l'aborto
(Gli interessi in gioco; I soggetti della procedura abortiva; L'uomo ha diritto di essere risarcito? O può almeno chiedere la separazione con addebito a carico della moglie?; È giusto rimettere la scelta abortiva solo alla donna?; È giusto che l'uomo possa non essere consultato?)
La prostituzione maschile è meno grave
(La prostituzione delle donne e dei minori all'epoca dei bordelli; L'attuale considerazione penale speciale della prostituzione maschile)
Parte III. La vita familiare e sociale delle donne e degli uomini
La donna assume il cognome del marito e non trasmette il cognome ai figli
(L'utilizzo del cognome del marito; L'impossibilità per la donna sposata di trasmettere il proprio cognome ai figli; La trasmissione del cognome fuori della famiglia legittima; Un sistema da modificare)
Le disparità familiari minori
(La donna vedova o divorziata non può risposarsi subito; La donna ha un termine ristretto per promuovere il disconoscimento della paternità)
La donna che ha figli non va in carcere
(Dagli istituti religiosi e assistenziali ai carceri femminili; La necessità di salvaguardare il rapporto fra i genitori incarcerati e i figli; Gli strumenti di tutela dei figli con madre o padre incarcerati; Quando la concessione dei benefici al genitore condannato o incarcerato non giova ai figli; Il trattamento differenziato fra uomo e donna)
La donna non può diventare sacerdote
(La donna non accede agli ordini sacri; Le altre incapacitazioni per la donna; Le motivazioni del no al sacerdozio femminile; Le spiegazioni del no al sacerdozio femminile; Si arriverà al sacerdozio femminile?)
Parte IV. Il lavoro delle donne e degli uomini
I lavori vietati o diversamente disciplinati per le donne
(I lavori vietati in assoluto alle donne; I lavori non consentiti durante la gravidanza; La protezione delle lavoratrici da infortuni e malattie professionali)
La cura dei figli: i congedi per maternità sono obbligatori, quelli per paternità no
(Dall'astensione per maternità ai congedi per maternità e paternità; I congedi per maternità; Il congedo di paternità; Il congedo parentale; Il congedo di maternità e di paternità in caso di adozione o affidamento: anche l'uomo può stare a casa se la donna è d'accordo; Riposi, permessi, congedi per malattia; Entra in scena il padre, ma diminuiscono i servizi)
La fine del rapporto di lavoro: le neo-mamme non possono essere licenziate
(La patologia: il licenziamento; La fisiologia: il pensionamento)
Parte V. L'ultima frontiera dell'eguaglianza: le quote rosa
Le quote rosa nelle imprese
(Le azioni positive in genere; La tipologia delle azioni positive; Pro e contro le azioni positive e le quote rosa)
Le quote rosa nelle istituzioni
(L'introduzione delle quote rosa nella sfera politica; Le quote rosa fra principi costituzionali e comunitari; I limiti delle quote rosa; Alcune considerazioni di carattere politico)
Postfazione.