Umanesimo digitale. Un'etica per l'epoca dell'Intelligenza Artificiale
Traduttori
Giovanni Battista Demarta
Livello
Saggi, scenari, interventi
Dati
pp. 200,      1a edizione  2019   (Codice editore 1802.12)

Tipologia: Edizione a stampa
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Condizione: Ristampa in corso, consegna prevista il 24 ottobre 2019
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In breve
Questo libro getta un ponte tra riflessione filosofica, cinema, letteratura, scienze naturali e tecnologie informatiche. Con una prosa appassionata gli autori argomentano a favore di quello che definiscono “umanesimo digitale”: un’alternativa all’imperante ideologia della Silicon Valley. Una posizione attenta alle esigenze della tecnica e a quelle degli uomini, che si distingue dalle visioni apocalittiche, perché confida nella ragione umana, e da quelle tecno-entusiastiche, perché riconosce i limiti della tecnologia digitale.
Utili Link
Corriere Innovazione I robot tra sobrietà e umano realismo (di Giulia Cimpanelli)… Vedi...
Presentazione del volume

Un libro che fa riflettere, che usa le immagini visionarie dei film con cui abbiamo sognato il futuro per aprire scenari di pensiero assolutamente inattesi. Ne scaturisce un originale quadro che lega fantascienza, scienza, natura umana e filosofia. Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, autore de L'altra specie. Otto domande su noi e loro

In questo libro scritto in modo semplice e chiaro e di lettura molto piacevole, Julian Nida-Rümelin e Nathalie Weidenfeld mettono in discussione alcune pretese esorbitanti dell'Intelligenza Artificiale - per esempio, che sia possibile una replica artificiale della mente umana - e ridimensionano alcune angosce, negando ad esempio che la rivoluzione digitale abbia già avuto effetti devastanti sull'occupazione e sia destinata ad averne di peggiori nel prossimo futuro. Diego Marconi, ordinario di Filosofia del linguaggio, Università di Torino, autore de Il mestiere di pensare

Il libro Umanesimo digitale ha soprattutto un merito: quello di ricordarci che la filosofia, che definisco come l'arte di porre le domande giuste, non è affatto una disciplina vintage. La "scuola di Atene" si candida anzi ad essere la camera di compensazione ideale tra la nuova esuberante cultura delle macchine (che sembra poter esplodere) e il solco della storia dell'umanità (che appare incline a una nuova ondata di deresponsabilizzante vittimismo collettivo). Per gli autori la sfida del XXI secolo non è la tecnologia, ma l'etica. E hanno ragione. PS: dovremmo aggiungere purtroppo, perché l'etica non la possiamo modulare come una tecnologia qualunque. E non la possiamo spegnere come uno smartphone. Massimo Sideri, editorialista Corriere della Sera, responsabile editoriale Corriere Innovazione.


Siamo nel bel mezzo di un cambiamento tecnologico dirompente, la rivoluzione digitale è in pieno svolgimento. L'Intelligenza Artificiale sostituirà a breve l'uomo in molte attività: i robot consegneranno pacchi, guideranno taxi, offriranno servizi di consulenza finanziaria, esploreranno lo spazio, lavoreranno nei call center e affiancheranno i medici negli ospedali.
Le tecnologie digitali sono già oggi ampiamente presenti nelle nostre vite lavorative e in quelle private, esercitando un'enorme pressione sulle dinamiche economiche e sociali e sollevando numerosi quesiti di natura etica e politica. Nel prossimo futuro potremmo attribuire la capacità di pensare anche alle macchine intelligenti? I robot dovranno essere considerati degli agenti morali (con diritti e doveri)? L'Intelligenza Artificiale sarà in grado di agire di fronte in situazione che mettono in pericolo la vita degli esseri umani? In futuro comunicheremo solo attraverso la Rete e avremo tra i nostri interlocutori bot e macchine intelligenti? L'accesso a Internet deve già oggi essere considerato un diritto umano universale? Come occorre ripensare il sistema dell'istruzione nell'epoca del digitale? E la politica? È giusto provare ad andare oltre la democrazia rappresentativa e sperimentare forme di partecipazione diretta di ogni cittadino alle scelte dei governi, rese possibili dalla tecnologia? I robot lavoreranno al posto nostro? Sarà la fine della società basata sul lavoro? La tecnologia ci permetterà di superare i limiti biologici dei nostri corpi?
Tutti quesiti che la letteratura e il cinema di fantascienza hanno rappresentato in maniera spesso memorabile, anticipando molti dei problemi sui quali oggi si interrogano scienziati, filosofi, psicologi, sociologi, economisti e politici. Proprio dagli scenari immaginati in film come Matrix; Io, Robot; Ex Machina; Blade Runner; Metropolis; Minority Report; 2001: Odissea nello spazio; Il tagliaerbe e molti altri muove la riflessione di Julian Nida-Rümelin e Nathalie Weidenfeld, che sostengono l'urgenza di un nuovo umanesimo, un "umanesimo digitale", bussola teorica per orientarsi tra i dilemmi dell'epoca dell'Intelligenza Artificiale. L'umanesimo digitale riconosce l'importanza della tecnica e le esigenze proprie degli esseri umani, si distingue dalle visioni apocalittiche del futuro perché confida nella ragione umana, ma non assume un atteggiamento entusiastico nei confronti delle potenzialità della tecnologia, riconoscendone e sottolineandone i limiti. In tal senso esso rappresenta un'alternativa all'imperante ideologia della Silicon Valley.

Julian Nida-Rümelin è uno dei più noti intellettuali tedeschi. Ha studiato filosofia e fisica, è stato Ministro della Cultura nel primo governo Schröder e oggi è ordinario di Filosofia e Scienze Politiche all'Università di Monaco di Baviera. Tra i suoi numerosi libri, ricordiamo Democrazia e verità (2015), Per un'economia umana (2017) e Pensare oltre i confini. Un'etica della migrazione (2018) tutti editi in Italia da FrancoAngeli.

Nathalie Weidenfeld ha studiato americanistica conseguendo il dottorato di ricerca presso la Freie Universität di Berlino. Ha scritto diversi romanzi e saggi e ha lavorato come docente e studiosa di cinema.

Indice
Julian Nida-Rümelin, Prefazione
Nathalie Weidenfeld,
Prefazione
Introduzione
"Posso aiutarla, signore?". I robot come nuovi schiavi (digitali)
"Tu vuoi stare insieme a me?". Simulazioni digitali di sentimenti
"Tutto comincia però con una scelta!". Autonomia e determinismo nel mondo digitale
"Non abbiamo bisogno di te!". Il mondo come perfetto universo di macchine
"Alcuni umani devono essere sacrificati". Ottimizzazione digitale, utilitarismo e Intelligenza Artificiale
"Equipaggio sacrificabile". La razionalità economica come software
"Vuoi diventare mio amico?". Perché i robot non sono in possesso della capacità di giudizio morale
"E io per lui ero la scelta più logica". L'incompensabilità etica
"Sonny, salva Calvin!". Perché l'IA fallisce di fronte ai dilemmi morali
"David, questa conversazione non può avere più alcuno scopo". Perché le IA non possono pensare
"Benvenuto nella tua desertica nuova realtà". Virtualità digitali e realtà sobrie
"Per favore, ho bisogno del tuo aiuto". Per un'etica della comunicazione in Internet
"Io possiedo una Tiguan. Il suo nome è Akira". Per un'etica della comunicazione tra uomo e IA
"Ora potete aggiornare il vostro profilo Facebook". Aspetti culturali della digitalizzazione
"Voglio più informazioni!". Formazione digitale
"E se la democrazia avesse cessato di esistere?". L'utopia della liquid democracy
"Tutto quello che ti serve per essere felice". La dimensione socioeconomica
"Aggiornate i vostri corpi!". La tentazione transumanistica
"E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser". Sulla metafisica della digitalizzazione
Conclusione.



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