Manuale per formatori della sicurezza

Collana
Livello
Testi per professional
Dati
pp. 224,      1a edizione  2017   (Codice editore 1060.289)

Manuale per formatori della sicurezza
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In breve

La formazione, per vincere le barriere dell’indifferenza e/o della pigrizia, deve risultare un processo educativo-culturale, mezzo attraverso il quale si trasmettono conoscenze utili ad acquisire competenze. Il volume si propone come uno strumento di riflessione e supporto all’attività dei “formatori della sicurezza”.

Presentazione del volume

Il volume si propone come uno strumento di riflessione e supporto all'attività dei "formatori della sicurezza". La comunicazione delle informazioni riguardanti la SSL è un processo di costruzione collettiva dotato di diversi livelli di formalizzazione, consapevolezza e intenzionalità, e riveste un'importanza centrale nel sistema di prevenzione prefigurato dal D.Lgs 81/2008 stabilendo anche i criteri di adeguatezza per l'identificazione del rischio.
Non vi alcun dubbio che con la formazione si dovrebbero dare risposte a bisogni di apprendimento. In materia di salute e sicurezza un programma formativo dovrebbe agire sulla trasmissione delle conoscenze, sulle capacità operative e sulla assunzione di valori e disposizioni mentali in modo da promuovere atteggiamenti sui comportamenti individuali e collettivi. Spesse volte il formatore si trova in un'aula nella quale percepisce in modo palpabile lo scetticismo dei discenti, i quali ritengono che quanto ascolteranno non serve al loro lavoro, ovvero quanto si dice in aula non serve per sapere cose utili a svolgere il loro lavoro. L'indifferenza che scaturisce deriva dalla pigrizia o dall'abitudine di rinunciare a pensare le "cose" al di là del loro significato abituale, rinunciando al "rischio dell'interrogazione". Questo è il rischio che il formatore deve affrontare.
All'art. 2 lett. aa) del D.Lgs. 81/2008 si afferma che la formazione è un processo educativo-culturale, mezzo attraverso il quale si trasmettono conoscenze utili ad acquisire competenze, quindi la formazione è cultura, educazione e istruzione.

Alberto Andreani
, già magistrato onorario presso il Tribunale di Pesaro, è docente a.c. di "Diritto dei Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro" presso l'Università di Urbino e membro della Commissione Tecnico-scientifica di OLYMPUS (Osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro: www.uniurb.it/olympus). È componente della Commissione per gli interpelli, prevista dall'art. 12 del d.lgs. n. 81 del 2008, le cui risposte costituiscono criteri interpretativi e direttivi per l'esercizio delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Ilaria Buccioni, docente di Consulenza Organizzativa presso l'Università degli Studi di Siena. Da anni segue, nei percorsi universitari post laurea e per società private, corsi di formazione per formatori anche in nell'ambito specifico della SSL. Senior trainer, Consulente di Processo, Counselor ed Executive Coach per lo Studio HR - Ricerca Innovazione Sviluppo Organizzativo del quale è founder e senior partner. Numerose le sue pubblicazioni sui nuovi modelli di consulenza e formazione.

Giampiero Presti, esperto e specialista in materia di sicurezza sul lavoro e certificazione OHSAS 18001 da più di 20 anni. Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione di numerosi enti a carattere nazionale. Docente qualificato per corsi di formazione generale e specifica, prevenzione incendi e formazione RSPP/ASPP. Esperto di gestione delle emergenze. Autore di numerosi articoli e libri sul tema della sicurezza sul lavoro dal 1990.

Giuseppe Mulazzi, esperto di politiche del lavoro e delle relazioni industriali, formatore di salute e sicurezza sul lavoro, autore di pubblicazioni sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e direttore della Fondazione Nazionale Sicurezza Rubes Triva.

Indice

Giuseppe Mulazzi, Introduzione
Parte I. Alberto Andreani
Prefazione
L'obbligo di informazione nella normativa degli anni '50
La rivoluzione culturale e giuridica apportata dalle direttive sociali europee
Il recepimento italiano del diritto/dovere di informazione e formazione dei lavoratori, con l'emanazione del D.Lgs. n. 626 del 1994
Il ruolo attivo dei lavoratori a seguito dell'emanazione del Testo Unico di salute e sicurezza sul lavoro
L'informazione, la formazione e l'addestramento: significato, regole comuni e differenze
La progettazione e l'erogazione della formazione alla luce delle norme cogenti, degli accordi Stato/regioni e della valutazione dei rischi
Parte II. Ilaria Buccioni
Fare formazione
Il formatore si prepara per l'aula
I processi di apprendimento
Il formatore in aula
Riflessioni conclusive
Parte III. Giampiero Presti
Corretta redazione di un documento di valutazione dei rischi
Insegnare i rischi: modalità e punti cardine
I metodi di calcolo in materia di sicurezza
Appendice. Fac-simile di prove di esame per alcuni tipi di rischi
Suggerimenti bibliografici.






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