L'economia dell'Abruzzo tra continuità e mutamenti (secc. XIV-XIX)
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 76,      1a edizione  2016   (Codice editore 1501.131)

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In breve
Il volume analizza la realtà economica abruzzese a partire dall’età moderna fino al XIX secolo, evidenziando il ruolo di “cerniera” tra Nord e Sud che la regione svolse nel corso dei secoli XV e XVI, grazie all’importante via di comunicazione che lo attraversava, la “Via degli Abruzzi”. Un ruolo che tornerà a caratterizzarlo ancora cinque secoli dopo...
Presentazione del volume

Il volume osserva la realtà economica abruzzese a partire dall'età moderna fino al XIX secolo, evidenziando il ruolo di "cerniera" tra Nord e Sud della penisola che l'Abruzzo svolse già a partire dai secoli XV e XVI, grazie all'importante via di comunicazione che lo attraversava, la "Via degli Abruzzi".
L'importanza che il tracciato viario ebbe nella prima età moderna per l'economia del Regno di Napoli, ma soprattutto per l'Abruzzo, è evidente se si considera la grande varietà di beni che all'epoca si potevano reperire sui mercati abruzzesi e la notevole vivacità degli scambi che li caratterizzava.
A partire dai primi decenni del XVII secolo l'Abruzzo, a causa di molteplici fattori, si allontanò sempre di più dai circuiti internazionali sino a quando, attorno alla metà del '700, i circuiti commerciali si spostarono definitivamente prima verso il Nord Europa e successivamente verso il nuovo continente.
Nonostante il notevole passo avanti compiuto nel settore delle vie di comunicazione nei primi decenni post-unitari, l'economia abruzzese rimase legata prevalentemente al settore agro-pastorale ed a quello artigianale per tutta la seconda metà del XIX secolo.
Il settore industriale, infatti, mostrò i primi segni di sviluppo in netto ritardo rispetto alle altre aree della penisola.
Tale sviluppo, poco significativo per il sistema industriale abruzzese, contribuì invece notevolmente a sostenere altri rilevanti contesti produttivi nel Mezzogiorno. Dalle prime modeste centrali idroelettriche installate negli anni '90 dell'Ottocento dalle società minerarie, si passò infatti ai mastodontici impianti realizzati nei primi decenni del secolo scorso ad opera del cartello Sme-Sie (Terni).

Paola Pierucci è professore ordinario di Storia economica presso l'Università degli Studi "G. d'Annunzio" di Chieti. I suoi interessi scientifici hanno avuto per oggetto principalmente lo studio dell'economia dell'Abruzzo moderno e contemporaneo. Si è interessata inoltre di storia monetaria e attualmente si occupa di Storia della ragioneria e in particolare della evoluzione delle teorie e delle tecniche contabili in Europa.

Indice
I rapporti commerciali tra Firenze e Napoli lungo la "Via degli Abruzzi"
(Bibliografia)
L'Abruzzo ed il commercio internazionale nel basso Medioevo
(Introduzione; Gli operatori economici; Le fiere; Le materie prime abruzzesi; Bibliografia)
L'economia abruzzese tra Seicento e Settecento
(Bibliografia)
L'economia abruzzese nell'Ottocento: un secolo di trasformazioni
(Il comparto agro-pastorale; Il settore della pesca; Le manifatture; Le vie di comunicazione; Le attività industriali; L'industria della pasta e molitoria; L'industria dei laterizi; L'industria estrattiva ed i primi passi del settore idroelettrico; Bibliografia).



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