Sándor Ferenczi "educatore"

Stefania Ulivieri Stiozzi

Sándor Ferenczi "educatore"

Eredità pedagogica e sensibilità clinica

Allievo tra i più brillanti di Freud e suo stretto collaboratore, Ferenczi fu una figura eccedente, di cui è difficile ritagliare il profilo scientifico per consegnarlo alla sola tradizione psicoanalitica. Attraverso la sua vasta produzione, poliedrica e a-sistematica, il volume permette di leggere in controluce il rapporto tra pedagogia e psicoanalisi, proprio agli albori del suo percorso di definizione scientifica.

Printed Edition

18.00

Pages: 128

ISBN: 9788820458560

Edition: 4a ristampa 2022, 1a edizione 2013

Publisher code: 1154.5

Availability: Discreta

Il volume ha vinto il Premio Italiano di Pedagogia 2014

SándorFerenczi "educatore"? Può sembrare una forzatura addentrarsi nell'opera di uno dei grandi psicoanalisti della prima generazione - allievo tra i più brillanti di Freud e suo stretto collaboratore - per coglierne il portato educativo.
Il pensiero di Ferenczi fu giudicato, allora, un pensiero al limite: troppo audace e "sperimentale" per non essere guardato con sospetto dallo stesso Freud, che ne condannerà la temerarietà clinica, tanto che le sue opere resteranno misconosciute per oltre sessant'anni, e conosceranno solo dalla metà degli anni ottanta una stagione di interesse. La sua opera vasta, poliedrica e a-sistematica permette di leggere in controluce il rapporto tra pedagogia e psicoanalisi, proprio agli albori del suo percorso di definizione scientifica.
Clinico audace e temerario, ricercatore che interroga in profondità le tecniche messe in gioco nella relazione clinica, conoscitore profondo dell'ispirazione spirituale dell'infanzia e attento osservatore dei suoi abusi, Ferenczi è testimone di uno sguardo che interessa quanti, professionalmente e non, si dedicano a una relazione di cura.

Stefania Ulivieri Stiozzi è ricercatore confermato presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi Milano-Bicocca, dove insegna Teorie e modelli della consulenza pedagogica. Si occupa del rapporto tra sapere pedagogico e sapere psicoanalitico, della relazione e della comunicazione formativa, di processi auto formativi in età adulta. Ha pubblicato, oltre a numerosi saggi in volumi e riviste, il testo Pensarsi padri. Narrazioni nel corso del tempo (Milano 2008).



Introduzione
In-attualità del pensiero di Ferenczi
(L'ispirazione pedagogica della psicoanalisi ferencziana; L'invisibile all'opera; Insegnare è tradire; Voler bene non è ben-volere)
La psicoanalisi come seconda educazione
(L'infantile non è l'infanzia; Dialogo degli inconsci; Sull'esser-bambino; Educazione al servizio della vita; Follia è disidentificazione)
La psicoanalisi come etica dei rapporti umani
(Tra conoscenza e conoscenza di sé; Nuovi dispositivi educativi e riforma sociale; L'androginia e la nuova relazione tra i sessi)
L'ordigno che deflagra: trauma psichico e abuso educativo
(Infanzie tradite: ri-naturare l'uomo; Dalla pienezza alla mancanza: venire al mondo; L'ambiente intrusivo e la violazione del soma; L'adultomorfisimo del bambino abusato; "Orpha" o degli istinti vitali organizzatori; L'antica sapienza infantile: la figura del Wise Baby)
Diario clinico (1932): formazione, ascolto e con-tatto
("Scalza è la condizione dell'ascolto"; Lo spazio terapeutico come setting pedagogico; Il corpo in scena; Setting "al limite", limiti del setting)
Conclusioni
Bibliografia.

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