Ambienti narrativi, territori di cura e formazione
Autori e curatori
Contributi
Giovanna Artioli, Federica Artioli, Federico Batini, Giorgio Bert, Barbara Bruschi, Roberta Della Croce, Alessandro Perissinotto, Lucia Portis, Andrea Smorti, Sandro Spinsanti, Patrizia Tempia Valenta, Alfredo Zuppiroli
Livello
Testi per professional
Dati
pp. 148,      1a edizione  2016   (Codice editore 25.1.27)

Tipologia: Edizione a stampa
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In breve
Il volume approfondisce le applicazioni della narrazione nei contesti di cura e per la formazione dei professionisti della sanità e del sociale. Attraverso l’utilizzo della narrazione si sviluppa la capacità di riconoscere, comprendere e accogliere i sentimenti e i vissuti emotivi che si incontrano nella vita reale e nelle pratiche di cura.
Presentazione del volume

Alcune domande guidano i diversi contributi ospitati in questo volume: qual è il senso e il valore della narrazione? Perché coltivare contesti e pratiche narrative di cura e di formazione?
Quali le competenze, le avvertenze, le opportunità e i presupposti culturali facilitanti queste pratiche nelle organizzazioni dedite alla cura? Per operare in questa direzione vanno seguiti percorsi formativi specifici, centrati a loro volta su registri narrativi, esperienziali e riflessivi e su pratiche di scrittura autobiografica.
Occorre allora ripensare i saperi della pratica clinica ed educativa; forse anche ripensare tout court la formazione dei professionisti della cura. Ripartire dall'esperienza narrata va considerata oggi un'urgenza assoluta: per coltivare la capacità e il piacere di pensare insieme, la cura della mente e l'arte del domandare; per pervenire ad una conoscenza personale concernente il capire chi si è e si può essere veramente, per entrare in contatto con la nostra vita interiore e favorire itinerari compositi, dove soste rigeneranti si accompagnano a impreviste perlustrazioni, per darci forma aprendoci a svelamenti e sentieri inediti.
Esiste poi una altrettanto urgente necessità di ripensare le nostre organizzazioni, i luoghi e i territori di cura che ci appartengono e ai quali apparteniamo.
Una pratica formativa narrative-based può allora proporsi come pratica di libertà e speranza e contribuire così a rivitalizzare relazioni organizzative spesso aride e stantie, a renderle cioè relazioni di cura.

Vincenzo Alastra, direttore della Struttura Complessa "Formazione e Comunicazione", ASL BI-Biella, è professore a contratto presso l'Università di Torino. È autore di diverse pubblicazioni. Con FrancoAngeli ha pubblicato, insieme a C. Kaneklin e G. Scaratti, La formazione situata. Repertori di pratica (2012). Negli anni ha sviluppato un approccio formativo improntato al paradigma narrativo-esperienziale-autobiografico e riflessivo (Laboratori NEAR).
Contributi di: Vincenzo Alastra, Federica Artioli, Giovanna Artioli, Federico Batini, Giorgio Bert, Barbara Bruschi, Roberta Della Croce, Alessandro Perissinotto, Lucia Portis, Andrea Smorti, Sandro Spinsanti, Patrizia Tempia Valenta, Alfredo Zuppiroli.

Indice
Biografie autori
Vincenzo Alastra, Introduzione
Lucia Portis,
La medicina come sistema culturale: saperi, pratiche, narrazioni
(I corpi; Salute e malattia; I sistemi medici; La rappresentazione narrativa della malattia; La narrazione negli spazi di cura: suggerimenti per la formazione degli operatori; Riferimenti bibliografici)
Alfredo Zuppiroli, Le trame della cura. Persona e società tra biologia e biografia
(Introduzione; Salute, Malattia, Cura; Oltre la Evidence Based Medicine; Chi decide sulla mia salute?; Dalla Gestione della Sanita a una Politica per la Salute. Il ruolo della Formazione; Riferimenti bibliografici)
Giorgio Bert, Narrazione e cura
(La narrazione come strumento nelle relazioni professionali; Narrazione e mondo dell'altro; Narrazione e identità; Storie letterarie e storie di vita; Narrazione ed emozioni; Narrazione e relazione; Dar voce alle voci: esercizi di stile; Formazione e narrazione; Riferimenti bibliografici)
Il bisturi o la penna? Medici e/o scrittori
(Curanti nutriti di narrazione; La medicina e di scena; Riferimenti bibliografici)
Alessandro Perissinotto, Leggere insieme in situazioni di cura
(Dei bei momenti, qui dentro; Perchè leggere collettivamente in situazione di cura?; I modelli organizzativi della lettura collettiva; Riferimenti bibliografici)
Federico Batini, Perché la lettura è utile alla promozione del benessere
(Lettura, futuro, identità; Ri-significare la propria vita; Lettura, pregiudizio e pro-socialità; Lettura e empatia; Conclusioni; Riferimenti bibliografici)
Patrizia Tempia Valenta, Storie di cura, storie di malattia
(Scrivere e narrare per guarire; Storie fotografiche di malattia e di guarigione; CONTACI 2015: mostra-convegno sull'oncologia; La medicina narrativa in formazione; Riferimenti bibliografici)
Barbara Bruschi, Non di sole parole... digital storytelling in sanità
(Parlare, sentire, vedere; Digital storytelling; Patient Voices; Digital storytelling per la formazione; Interventi educativi-formativi con il DST: alcune riflessioni metodologiche; Riferimenti bibliografici)
Andrea Smorti, Della Croce Roberta, Condurre il medico a riflettere su di sé: elementi a favore di una formazione narrativa del personale sanitario
(Introduzione; Storie di illness e storie di disease; Effetti positivi dell'ascolto; La nostra prospettiva; Prospettive per la formazione; Riferimenti bibliografici)
Giovanna Artioli, Federica Artioli, Autobiografia e apprendimento in tirocinio
(Pensiero autobiografico, luoghi di cura e soggetti curanti; Introspezione e sviluppo di autoconsapevolezza nell'apprendimento; L'azione riflessiva e la scoperta del proprio ruolo umano e professionale; Spunti di apprendimento autobiografico in tirocinio; Autobiografia e tutorship; Riferimenti bibliografici; Sitografia)
Vincenzo Alastra, Formazione e ambienti narrativi nei territori di cura
(Sul senso e l'importanza della narrazione; Narrare la propria esperienza di malattia per approdare a vissuti meno minacciosi; Il medico narrativo, l'incontro con il paziente e l'incrocio di storie di vita; Le competenze sviluppabili grazie alle humanities e ad approcci formativi narrative-based; Mettere l'esperienza in parola: il primato della scrittura di se; Formazione narrativa, riflessiva e autobiografica e conoscenza personale; Pratiche narrativo-riflessive, ben-essere del professionista della cura e benessere organizzativo; Quali gli ostacoli allo sviluppo di una formazione narrativa e riflessiva?; L'urgenza di ripensare la formazione; L'urgenza di ripensare le organizzazioni (soprattutto quelle dedite alla cura) come ambienti narrativi; Considerazioni conclusive; Riferimenti bibliografici).


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