Il designer in azienda. Il viaggio d'esplorazione di un giovane designer in una PMI no-design
Livello
Textbook, strumenti didattici. Testi per professional
Dati
pp. 200,      1a edizione  2017   (Codice editore 84.32)

Tipologia: Edizione a stampa
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In breve
Questo volume vuole chiarire alle (piccole) imprese che ancora non utilizzano il design cosa aspettarsi nel momento in cui decidono di coinvolgere un designer. Ma al contempo intende fornire una guida utile ai designer che vogliano collaborare con imprese estranee al mondo del design, incoraggiandoli a mettersi in gioco e a portare le proprie competenze in nuovi territori. Uno strumento utile a designer e imprese.
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Presentazione del volume

Uno strumento utile a designer e imprese.
Il racconto di un esperimento sul campo: l'inserimento di un giovane designer in un'impresa di piccole dimensioni, totalmente estranea al design.
L'obiettivo: attivare nell'impresa un percorso di avvicinamento graduale all'approccio design-driven.
Il metodo scelto: l'autoetnografia, che restituisce una narrazione degli eventi in prima persona, lontana dallo stile impersonale tipico della ricerca accademica. Al contrario, questo è un testo denso di dettagli e riflessioni personali.
L'impresa oggetto dell'esperimento è TKA Teknolabo, specializzata in progettazione e produzione di strumentazione da laboratorio e di linee industriali per il settore farmaceutico. Per arricchire e validare la ricerca, il punto di vista del designer è messo a confronto con quello dell'impresa, rappresentata dal suo titolare. L'esperienza personale specifica è poi messa in relazione con quanto riportato in letteratura: si è giunti così a formulare considerazioni di carattere generale utili a far luce sul rapporto tra designer e azienda.
Questo volume persegue quindi un duplice scopo. Da un lato, vuole chiarire alle (piccole) imprese che ancora non utilizzano il design, cosa aspettarsi nel momento in cui decidono di coinvolgere un designer. Dall'altro lato, intende fornire una guida utile ai designer che vogliano collaborare con imprese estranee al mondo del design, incoraggiandoli a mettersi in gioco e a portare le proprie competenze in nuovi territori.

Francesco Bianco ha studiato Design del Prodotto Industriale e Design & Engineering al Politecnico di Milano. Nel 2016 ha avviato la sua attività professionale per implementare e far crescere il design nelle piccole imprese.

Lucia Rampino è professore associato presso il Politecnico di Milano. I suoi interessi di ricerca, sia teorici che applicati, riguardano il ruolo del design nei processi di sviluppo prodotto finalizzati all'innovazione. Su questo tema ha pubblicato numerosi saggi, sia in italiano sia in inglese, e ha partecipato a progetti di ricerca nazionali ed europei. Dal 2016 è titolare del corso "Design Thinking and Processes" nell'ambito della Laurea Magistrale in Design & Engineering del Politecnico di Milano.

Indice
Lucia Rampino, Introduzione
Parte I. Preamboli
La linea d'ombra
(Diario di bordo)
Cosa cerco
(L'insegnamento del viaggio; L'approccio design-driven; L'innesto in azienda; Domanda di ricerca)
L'ideale da cui parto: &
(Il simbolo &)
Discorso sul metodo
(Il processo di design: bounce forward; Il metodo di indagine: l'autoetnografia)
Design & PMI
(Progettare l'impresa (non solo i suoi prodotti); Good design is good business)
Parte II. Lupo solitario
La ricerca di un imbarco
(Individuare l'azienda; Prime reazioni. Un problema semantico; La scelta dell'imbarco)
Parte III. A bordo
Fase di ambientazione prima di salpare
(Conoscere l'azienda e il mercato; Punti di forza e punti deboli; Come l'azienda percepisce il designer; Conoscere il prodotto)
Essere un'azienda no-design
(Dalla pubblicità alla verità; Multidisciplinarietà a compartimenti stagni; Rapporto con l'utente finale; Quello che manca; Quello che c'è)
Parte IV. Navigazione
Prima missione
(Il brief nell'impresa no-design; Il brief completato; Inserirsi in corsa)
Analisi del sistema e del contesto
(Benchmarking; Individuare le opportunità; Osservazione dell'utente sul campo)
L'intenzione
(Introspezione; Capire la distanza; Scomposizione della vision; Strategia di costituzione; La nostra intenzione: tecnologia umana; L'intenzione e l'azienda; Integrazione dell'intenzione nel prodotto-servizio; Integrazione dell'intenzione nel brief)
Rapid prototyping
(La prototipazione in azienda; Definizione del nostro scenario; Rough prototyping; La modellazione 3D; Documentare il processo progettuale)
Rielaborazione del concept
(Riposizionare i componenti interni)
Nodi progettuali
(Trasparenza; Stare in piedi o seduti; Monitor)
Seconda missione: "Düsseldorf"
(Brief iniziale; Integrazione dell'intenzione nel brief; System-grid; Progettazione del vassoio modulare; Studio preliminare delle boccette esistenti; Approccio bidimensionale; Soluzione; Architettura di prodotto; Contatto con i termoformatori)
Il designer distante
(Strategie di comunicazione via web; Presenza e solitudine; Il ruolo educativo del designer)
Essere coerenti con la vision
(Il mood del prodotto; Il designer grafico)
Elaborazione del concept
(Prime ipotesi di aspetto; Valori emozionali)
Nodi progettuali
(L'armadio; Le scocche; Lo schermo; Approccio modulare)
Il ritorno della prima missione
(Consegna delle chiavi della missione; Dialogo e collaborazione)
Parte V. Conclusioni
La design-driven innovation: dalla teoria alla pratica
(Velocità nelle decisioni; Concentrazione ed esplorazione; Integrare l'innovazione nei processi di routine; Dal "design thinking" al "design doing"; Giocare in squadra)
Caratteristiche del designer utili in azienda
(Agilità; Potere catalitico; Visione pittorica; Il valore del metodo autoetnografico)
Confronto con gli obiettivi fissati: dialogo tra designer e azienda
(A che punto siamo arrivati; Percezione e aspettative nei confronti della figura del designer; Importanza del designer nella scalata della DDL; Le competenze del designer; Limiti e aspetti da migliorare; Aspetti promettenti; Rotta verso il futuro)
Bibliografia.


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